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So già con quali
parole terminerò questa recensione: a quando un tour europeo, che consacri
finalmente a livello internazionale questa band italiana? I Klimt 1918
sono romani, ed appartengono alla stessa scena di Novembre, Room with a
View e En Declin, nomi divisi dal punto di vista stilistico, ma uniti da
una ricerca musicale senza eguali, che si riflette ampiamente nella
qualità dei propri lavori.
Un tempo si chiamavano Another Day, a metà degli anni '90, ed attingevano
a piene mani dal Death/Doom melodico e progressivo dei neonati Opeth,
Katatonia ed Anathema. Passano gli anni, e cambiano i gusti musicali e le
conseguenti fonti di ispirazione: New Wave, Dark, ma anche Pop e Rock
Psichedelico. Il promo "Secession makes post-modern music", datato 2000, è
ancora ancorato ai primi ascolti, ma catalizza l'attenzione degli addetti
ai lavori. "Undressed Momento" è allo stesso tempo album di debutto e
simbolo di una forte svolta stilistica, in cui le succitate influenze si
fondono in un mix unico; qualcuno mi corregga se sbaglio, ma credo di non
aver letto altro che recensioni positive, se non addirittura entusiastiche
riguardo a quel disco!
"Dopoguerra" cambia nuovamente le carte in tavola. Non più Metal, ma
fortemente Post-Rock - questo succede ad ascoltare giorno e notte gli
Explosions in the Sky! - con tracce di Pop anni '80... ma in fondo
definitivamente Klimt 1918!
Cosa rende unica e diversa questa band da tante altre? Innanzitutto il
background culturale e spirituale, alla base delle liriche di Marco
Soellner, cantante, chitarrista e compositore.
Provate a leggere
un'intervista alla band, sarà difficile ricordarne una letta in passato
che sia ugualmente interessante e ricca di riflessioni! Le dieci canzoni
di "Dopoguerra" sono evocative sin dal titolo: in molti scrissero sul blog
del gruppo, ricordando la loro personalissima "Snow of '85"; "Lomo",
dedicata alle celebri macchine fotografiche di fabbricazione russa, che
per molti oggi rappresentano una vera e propria filosofia di vita;
"Rachel", in onore di una ragazza inglese travolta ed uccisa da un carro
armato durante i primi mesi dell'ultimo conflitto iracheno. "Nightdriver"
e "Sleepwalk in Rome", che traducono in musica gli spostamenti notturni
attraverso la capitale.
In secondo luogo, l'umiltà, la passione, ed il contatto coi fans, che si
realizza, oltre che ai concerti, attraverso il loro blog personale -
all'indirizzo secession-spirits.splinder.com. E' di poche settimane fa
l'annuncio dell'inizio dei lavori sul terzo album.
"Dopoguerra" è uscito per la tedesca Prophecy Records, e questo spiega
perché i Klimt 1918 abbiano suonato più all'estero che in Italia negli
ultimi 12 mesi. E' disponibile anche in versione deluxe, con un bonus disc
contenente sei brani, tra inediti, remix e versioni alternative, ed una
ricca sezione multimediale.
In definitiva, una grande band di cui andare fieri. A quando un tour
europeo che li consacri a livello internazionale?
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