Klimt 1918 "Dopoguerra"

::: Recensione tratta da Advent 'zine # 2, Maggio 2006 :::



::: Advent 'zine # 2 b-side :::So già con quali parole terminerò questa recensione: a quando un tour europeo, che consacri finalmente a livello internazionale questa band italiana? I Klimt 1918 sono romani, ed appartengono alla stessa scena di Novembre, Room with a View e En Declin, nomi divisi dal punto di vista stilistico, ma uniti da una ricerca musicale senza eguali, che si riflette ampiamente nella qualità dei propri lavori.
Un tempo si chiamavano Another Day, a metà degli anni '90, ed attingevano a piene mani dal Death/Doom melodico e progressivo dei neonati Opeth, Katatonia ed Anathema. Passano gli anni, e cambiano i gusti musicali e le conseguenti fonti di ispirazione: New Wave, Dark, ma anche Pop e Rock Psichedelico. Il promo "Secession makes post-modern music", datato 2000, è ancora ancorato ai primi ascolti, ma catalizza l'attenzione degli addetti ai lavori. "Undressed Momento" è allo stesso tempo album di debutto e simbolo di una forte svolta stilistica, in cui le succitate influenze si fondono in un mix unico; qualcuno mi corregga se sbaglio, ma credo di non aver letto altro che recensioni positive, se non addirittura entusiastiche riguardo a quel disco!
"Dopoguerra" cambia nuovamente le carte in tavola. Non più Metal, ma fortemente Post-Rock - questo succede ad ascoltare giorno e notte gli Explosions in the Sky! - con tracce di Pop anni '80... ma in fondo definitivamente Klimt 1918!
Cosa rende unica e diversa questa band da tante altre? Innanzitutto il background culturale e spirituale, alla base delle liriche di Marco Soellner, cantante, chitarrista e compositore. ::: ... directly from the pages of Advent 'zine # 2 :::Provate a leggere un'intervista alla band, sarà difficile ricordarne una letta in passato che sia ugualmente interessante e ricca di riflessioni! Le dieci canzoni di "Dopoguerra" sono evocative sin dal titolo: in molti scrissero sul blog del gruppo, ricordando la loro personalissima "Snow of '85"; "Lomo", dedicata alle celebri macchine fotografiche di fabbricazione russa, che per molti oggi rappresentano una vera e propria filosofia di vita; "Rachel", in onore di una ragazza inglese travolta ed uccisa da un carro armato durante i primi mesi dell'ultimo conflitto iracheno. "Nightdriver" e "Sleepwalk in Rome", che traducono in musica gli spostamenti notturni attraverso la capitale.
In secondo luogo, l'umiltà, la passione, ed il contatto coi fans, che si realizza, oltre che ai concerti, attraverso il loro blog personale - all'indirizzo secession-spirits.splinder.com. E' di poche settimane fa l'annuncio dell'inizio dei lavori sul terzo album.
"Dopoguerra" è uscito per la tedesca Prophecy Records, e questo spiega perché i Klimt 1918 abbiano suonato più all'estero che in Italia negli ultimi 12 mesi. E' disponibile anche in versione deluxe, con un bonus disc contenente sei brani, tra inediti, remix e versioni alternative, ed una ricca sezione multimediale.
In definitiva, una grande band di cui andare fieri. A quando un tour europeo che li consacri a livello internazionale?

(Eugenio Crippa)