Klimt1918 "Just in case we'll never meet again"
(Soundtrack for the cassette generation)

::: Recensione tratta da Alternatizine :::

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Stasera no, stasera voglio perdermi.
Solo, accovacciato sui miei problemi, le mie paure, le mie speranze, braccato dai miei fantasmi ma con la tua silenziosa presenza accanto.
Un giro di chiavi e le luci della notte sono le mie compagne: fari rossi e piccoli abbaglianti occhi bianchi mi vengono incontro lungo le strade di una città che non è più solo il luogo in cui sono nato ma un dedalo di simboli dove mille volti hanno il nome di ogni mia più piccola emozione e dove il lento fluire del fiume sembra riecheggiare il docile spegnersi della vita.
Statue sospese nel vuoto, chiassosi pellegrini che osservano emozionati il silenzioso canto di mille luci, finestre d'esistenza che sussurrano racconti così vicini eppure così alieni al muto fluire di ogni singola esistenza.
Solo il tempo di cambiare cassetta nello stereo ed ecco nuovi palazzi, nuovi visi, nuove emozioni e vecchi ricordi ad accompagnarmi in questo viaggio verso una silenziosa spiaggia dove poter dare, lambito da un cinereo mare, l'addio al buio abbracciato ad una sigaretta che si spegne piano.
Accarezzato dal sorriso dell'alba risalgo in macchina per ricevere di nuovo il sorriso della mia città, ritrovando i pensieri e le emozioni di tanti silenziosi spiriti che come me corrono, sperano, pregano, vivono.
E ancora una volta ripenso a te, a me, a noi, a questa silenziosa processione di giorni e sentimenti.
Ed ecco che di nuovo, accompagnato dal lento soffiare dei minuti, sorge in me il desiderio di gridarti e stamparti nel cuore tutte queste emozioni affinché tu, nel caso non ci incontrassimo più, possa sempre ricordarti di me.
All'improvviso apro gli occhi e mi rendo conto di non essermi mai spostato dal mio divano adagiato sul quale stringo ancora in mano una fotografia mentre lo stereo lentamente fa ripartire dall'inizio il nuovo lavoro dei Klimt1918.
Un vortice di emozioni che avvolgerà il cuore e l'anima di ciascuno di voi: i Klimt1918 proseguono sulla linea sonora definita con ''Dopoguerra'' fondendo pop, echi dark, atmosfere indie e shoegaze in modo unico e personale, regalandoci un album definitivamente maturo, personale e dotato di un sound 'internazionaleì che proietta in modo deciso la band nell'olimpo mondiale dell' 'emotional music' (e non sto parlando di EMO, badate bene).
Aprite il vostro cuore e la vostra anima e preparatevi ad un lungo viaggio dentro i vostri ricordi, le vostre speranze, le vostre sofferenze ed il vostro essere una piccola crepitante fiamma nel buio che divora.
I Klimt1918 sono in assoluto una delle realtà nazionali più emozionanti in circolazione e non fare proprio questo disco sarebbe un errore imperdonabile.
In una parola: splendidi.

(Giuseppe Siracusa)

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