Klimt 1918 "Undressed Momento"

::: Review taken from Alternatizine :::


Intimismo e aggressività.

Ecco il primo album completo dei Klimt 1918, registrato qualche mese fa agli Outer Sound Studios di Roma, che allo stesso tempo unisce Gothic Metal e sound Avantgarde a straordinari momenti  New Wave...
Post-Modern Music, direbbe chi tende a far confluire ogni creazione musicale in un preciso filone. E sicuramente 'può andar bene' tale definizione...
Ma la creatività, si sa, non accetta i panni stretti di chi sarebbe disposto ad 'inscatolarla' in qualunque prodotto,  purché preconfezionato... E, forse ancor più per questo, il risultato dei Klimt 1918, dalle influenze così eterogenee, è veramente buono.
Le tracce riescono ad alternare sonorità melodiche degne del migliore gothic rock, (si pensi ad esempio a "Parade of Adolescence"), a momenti più aggressivi dai bassi e chitarre quasi cross-over, (come non rimanere conquistati da "That Girl" e " If only you could see me now"?), il tutto stravolto, ('per la gioia di chi ama tanto le categorie!'), da "We don't need no music", in cui l'accattivante voce femminile francese dell'incipit, cede il passo a chitarre pesanti, su cui campeggia un trionfante Marco Soellner con una lirica che improvvisamente cambia lingua e prosegue ora in italiano.
Dopo il buonissimo esordio col demo "Secession Makes Post-Modern Music", la band  capitanata proprio dallo stesso Soellner,  chitarrista e cantante del gruppo romano, propone ora il suo primo debut-album, degno veramente, delle migliori attenzioni.
Se è vero che l'aggressivita si alterna all'introspezione, le 'luci soffuse e i riflessi oscurati' presenti nelle liriche, rimandano alla poetica intimista degli ultimi lavori di Katatonia ed Anathema, dei migliori Opeth e Novembre; fanno sicuramente tesoro della migliore wave anni '80,(dai Depeche Mode ai Cure più combattivi), e hanno echi dei Beyond Dawn, Edge of Sanity e October Tide.
Presente nei negozi musicali dal 30 Aprile, l'album è disponibile sotto l'etichetta My Kingdom Music. Un vero peccato non ascoltarlo!

(Laura Deiana)