Klimt 1918 "Dopoguerra"
::: Recensione tratta da
Benzoworld, 04/08/2005 :::
Genere: Gothic/Dark

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Emotional Music. Due parole che
descrivono al meglio il contenuto di "Dopoguerra", secondo album dei romani
Klimt 1918. Il debutto "Undressed Momento" era un gioiellino di arte gotica
postmoderna all'interno del quale potevano intravedersi ulteriori sviluppi e i
risultati raggiunti sono incredibili. "Dopoguerra" è un lavoro nel quale il
pathos sgorga ad ogni attimo, palpabile in ogni nota, un vortice sonoro nel
quale il gruppo rilegge gli ultimi 25 anni della musica rock con una grazia e
maestria fuori dal comune. La malinconia del gothic rock degli esordi è oggi
proposta in una veste nuova, lontana anni luce dall'autocommiserazione tipica di
tanti gruppi del genere; una malinconia vellutata che ti prende per mano e ti
accompagna dolcemente nell'ascolto. I Klimt 1918 hanno avuto l'intuizione e il
coraggio di sposare suoni inconsueti per un gruppo gothic, andando a cercare e
trovare soluzioni post-rock e recuperando sonorità shoegaze, un genere in auge
nei primissimi anni '90 poi soppiantato dall'esplosione del fenomeno grunge. Chi
non ha dimenticato gruppi come Slowdive, Ride, Pale Saints e altri di quella
scena rivivrà intense emozioni all'ascolto di "They were wed by the sea"
(presente nella deluxe edition in una meravigliosa rarefied version), "Snow of
'85", "Rachel", "La tregua", piccoli gioielli di malinconico shoegaze rock
dall'altissimo tasso emozionale. Canzoni che rendono "Dopoguerra" l'ideale
colonna sonora per la fine di certe illusioni e la nascita di nuove speranze.
Disco sorpresa dell'anno. |
(Marco Cavallini - Voto: 95 punti su 100)
... leggi anche le recensioni di "Undressed Momento"
e di
"Just in case we'll never meet
again"
tratte da Benzoworld, nonché l'intervista del 2005!