Klimt 1918 "Dopoguerra"

::: Recensione tratta dal blog Bleeding Wound :::



Un ottimo disco questo "Dopoguerra" dei capitolini Klimt 1918. Un continuo flusso di emozioni, di canzoni ispirate, di atmosfere sognanti e delicate, tutto contornato da una tecnica strumentale sopraffina e da un'armonia davvero fantastica. Questo è il secondo disco del gruppo e di sicuro quello della maturità. Pezzi come "Lomo", "Sleepwalk in Rome" o "Rachel" sono perle dal valore inestimabile, fatte di un rock dolce e melodico, dalla tendenza malinconica e chiaramente ispirato alla nuova scena romana, in cui gruppi come Novembre e Room with a View stanno insegnando un po' a tutto il mondo come scrivere canzoni avvincenti, emozionanti e di livello altissimo. Altre muse ispiratrici della band sicuramente gli U2 (come si nota nella traccia di apertura "They were wed by the sea") e le atmosfere della scena dark/wave inglese degli anni Ottanta. Il pezzo più cristallino dell'album è la canzone numero 3, "Snow of '85", dove melodia e potenza pura vanno ad incontrarsi e a dare un risultato che davvero in pochi si aspetterebbero:malinconia ed emozioni a profusione. Questa canzone, come poi tutto il disco, è l'ideale per sedersi, prendere un vecchio album di fotografie e ricordare, emozionarsi, pensare, sognare ad occhi aperti, un disco che dopo essere stato ascoltato sarà difficile da non ricordare e sarà difficile da togliere dal vostro lettore. Sopraffini.

(Andrea - Voto: 8.5/10)

Klimt 1918 - Roma, Alpheus, 25/05/2006 - Live report tratto da Bleeding Wound!