Klimt
1918
::: Intervista tratta da
Dheadbangers - di Mist :::
E' stato davvero un grandissimo piacere
intervistare una delle band nostrane più promettenti: ecco i romani Klimt 1918,
autori del meraviglioso "Undressed Momento"... Una band straordinaria per un
album raffinato, sognante, emozionante... Da ascoltare assolutamente!
Raccontateci la storia della vostra band, dagli
esordi come Another Day ad "Undressed Momento"... Ho letto nella bio che un
vostro MCD non è mai stato pubblicato... cosa è successo?
I Klimt 1918 sono nati nell'Ottobre del 1999 da una costola degli Another
Day, combo prog death metal che nel 1996 ha esordito con l'ep-cassetta
intitolato "Youth - The castle of illusions". Nel 1997 abbiamo firmato un
contratto con la Garden of Grief Records per la realizzazione del nostro debut
mini-cd intitolato "Fireworks outside (Black butterflies over the petals of the
sun) il quale è stato registrato nel Luglio dello stesso anno. Si trattava di
un'unica suite di ventisei minuti in cui confluivano moltissime influenze
musicali: dal death melodico (Dark Tranquillity, Opeth, primi Katatonia, Edge of
Sanity) alla dark-wave ottantiana, dal progressive '70 al puro heavy. Purtroppo
a causa della Garden of Grief, etichetta di irrimediabili truffatori e
incompetenti, questa opera non ha mai visto la luce. Il master per problemi
economici e organizzativi non è stato più stampato e noi siamo rimasti orfani di
contratto. E' stato un duro colpo. Da band sul punto di esordire ci siamo
ritrovati a dover ricominciare da capo. Nel 1998, dopo alcuni rimaneggiamenti
della line-up, abbiamo registrato un nuovo promo intitolato "Be nothing but a
bit of cold", costituito da brani lunghi ma assai meno complessi . Nel 1999, a
causa di inevitabili divergenze, gli Another Day si sono sciolti, così io e mio
fratello Paolo, il batterista, abbiamo fondato i Klimt 1918. L’idea era quella
di unire le sonorità avantgarde che più ci emozionavano, con il gusto della forma
canzone tipicamente wave rock. Il risultato di questa ibridazione si può
ascoltare su "Secession makes post-modern music", il nostro promo uscito
ufficialmente nel Febbraio del 2001. Grazie ad esso abbiamo firmato un deal con
la volenterosa My Kingdom Music che nel 2002 ci ha dato la possibilità di
registrare "Undressed Momento", il nostro album di debutto.
Klimt era un pittore austriaco morto appunto nel
1918... Come mai è finito nel nome della band?
Decorativista, quasi bizantino, liberty, floreale, e al tempo stesso
espressionista, sublime e straziante nel suo modo erotico e mortifero di
intendere la pittura: Gustav Klimt fu tutto questo e anche di più. La sua natura
ambivalente, ibrida, estremamente duttile che lo ha reso divo–ispiratore delle
Secessione, terrorista ma anche cantore del Finis Austria, è affascinante. I
quadri che dipinse sono colorati, tremendamente armonici, ma anche misteriosi,
grotteschi. Nelle forme liquide e rotondeggianti trovano posto creature
d'alabastro scarne, macilente. Quello che adoro e trovo decisamente vicino al
mio modo di intendere l'arte è questo eterno binomio tra bellezza e patimento,
equilibrio e disfacimento. La musica dei Klimt 1918 vuole essere dunque colore,
raffinatezza, ma anche morte, abbandono, il male silenzioso e armonico che si
abbina con le tonalità del bello e del sublime. La data 1918 ha un doppio
significato. E' l'anno della morte dell’artista ma è anche l'anno che sancisce
la fine della prima guerra mondiale, e quindi, del vecchio secolo. Secondo
Hobsbavn, un famoso storico svedese, il Novecento è nato proprio nel ‘18. Mi
piaceva l'idea di celebrare con il nome Klimt il punto di contatto tra ciò che
finisce e ciò che comincia: il classicismo ottocentesco sostituito
dall'espressionismo e dalle sue paure, le sue passioni. Klimt 1918: musica delle
macerie e dell’eterno Finis Austria dunque, dove nuovo e vecchio si confrontano.
Nella bio allegata al promo si parla di
post-modern music... come descrivete la vostra musica?
L’aggettivo post-moderno ci va benissimo. Incarna a perfezione il carattere
multiplo della nostra musica, fatto di reminescenze, citazioni, riferimenti. La
nostra è musica bricoluer, incarna perfettamente il nostro essere artisti del
consumo. Siamo figli di una società che ha superato la massificazione e ci ha
insegnato a leccare le nostre ferite identitarie comprando, copiando, smembrando
quelli che un tempo erano i concetti puri. Klimt 1918 come simbolo della
permeabilità post-moderna dunque…
Il vostro debut album mi ha emozionato
tantissimo... Cosa vi ispira ed influenza maggiormente, come nascono i brani?
Veniamo influenzati da moltissime cose contemporaneamente: la poetica
combattente mujaheddin, il cinema di Lars Von Trier, le farneticazioni di
Antonin Artaud, la wave inglese ottantiana, i fallimenti, le elegie personali.
Tutto frullato in un vortice di sensazioni, odori colori. Le canzoni nascono in
un impeto, sono eiaculazioni momentanee su cui costruiamo architetture di
melodie. Da un riff che ci emoziona continuiamo l’esplorazione finche la
geografia del pezzo assume contorni sempre più definiti.
Quali sono le tematiche trattate nei testi di "Undressed
Momento"?
Il tema dominante è rappresentato dall’adolescenza, come momento ideale, eterno
della vita di ogni individuo. La musica dei Klimt 1918 è paragonabile allo
sfogliare un vecchio diario, pieno di fotografie, notazioni, poesie sbavate,
segni tangibili di un’età ormai morta. L’elegia di Mimnermo che riflette sulla
giovinezza fallace, simbolo della caducità dell’esistenza. Non c’è disperazione
ma solo nostalgia, il susseguirsi dei ricordi belli e brutti che assumono
connotati sempre più godibili ed al tempo stesso efferati con il passare del
tempo. “If only you could see me now” e “Pale Song” sono invece due liriche
profondamente politiche. La prima scaturita dalla mia personale esperienza
genovese durante il G8, la seconda dedicata ai fedayn palestinesi che
espropriati della loro terra e costretti al martirio invocano Israphel, angelo
di fuoco che incanta e fa dimenticare le brutture della guerra con la sola forza
delle sue melodie.
La My Kingdom Music è una etichetta giovane ma
davvero attiva... Come siete entrati in contatto?
Il merito è dei Room with a View, nostri compagni di etichetta, che nel 2001
ci procurarono un contatto con Francesco Palumbo, titolare della My Kingdom. Gli
abbiamo spedito il promo e lui si è subito dimostrato molto interessato nei
confronti della nostra musica. La MKM è un’etichetta giovane ma molto ben
orientata. Ha scelto bands emergenti di indubbio valore e le sta imponendo
all’attenzione del pubblico in maniera davvero professionale. Non potremmo
essere più contenti.
"Undressed Momento" riceverà sicuramente ottimi
riscontri... Quali sono i vostri sogni come musicisti?
I sogni sono tanti, ma per scaramanzia ce li teniamo tutti dentro. Ad ogni
modo ci piacerebbe che "Undressed Momento" venisse ascoltato e apprezzato da
tanta gente!!!
Quali sono, invece, i vostri progetti
nell'immediato futuro (concerti, ecc...)?
Da Settembre partiremo per una serie di concerti in giro per l’Italia. In
queste settimane stiamo vagliando le proposte dei locali dove poterci esibire.
Intanto continua il lavoro di arrangiamento e composizione dei nuovi brani. Per
adesso abbiamo tre pezzi pronti e ben sei da ultimare. Salvo imprevisti dovremmo
entrare in studio entro l’estate del 2004.
Un messaggio ai nostri lettori...
Spero che abbiate comprato il cd e vi sia piaciuto. Ci vediamo in concerto!
Per ogni curiosità potete scrivermi a
info@klimt1918.com. La risposta è sempre assicurata.