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Che bel lavoro ragazzi! Un disco suonato,
prodotto e arrangiato con un gusto impeccabile! E le canzoni parlano (ops…
suonano!) da sole! Già il precedente "Undressed Momento" mi aveva lasciato
molto soddisfatto e speravo di sentir presto il seguito di quell'album. Ce
ne è voluto un po', ma l'attesa ne è valsa la pena. Il gruppo romano ha
sfornato un lavoro rock, nel senso più ampio del termine, che in Italia,
ma anche all'estero, potrebbe fargli fare il grande salto. Sarebbe inutile
elencare le canzoni una ad una, tutte e nove (più intro) sanno ammaliare e
far sognare l'ascoltatore in un vortice di suoni, melodie, arpeggi,
scariche elettriche, voci malinconiche, refrains che ti lasciano a bocca
aperta e un gusto non indifferenti. Ma la bellezza di canzoni come "Snow
of '85" e "Sleepwalk in Rome" non possono lasciare indifferente chiunque
apprezzi l'ottima musica. Non credo ci siano termini di paragone, potremmo
definirli una mistura di rock, metal, dark, wave, gothic… comunque tutti
termini da prendere con le molle… forse la loro stessa definizione 'Uncomfortable
Emotional Music' è la più appropriata! E' un peccato sapere che in Italia
gruppi 'finto' colti come Marlene Kuntz, Verdena, ecc. siano osannati,
mentre band come i Klimt siano snobbate dalla critica. Spero che con
questo album raggiungano il successo che davvero meritano. Ultimo plauso
ai testi, trattanti le sensazioni e i sogni di un uomo all'indomani della
notizia della fine di una terribile guerra. Anche l'Irlanda ci
invidierebbe un gruppo così… Chi ha orecchie per intendere…
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