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... "Qui Radio Milano
Liberata"... (un respiro affannato)... inno nazionale... proclama di
liberazione...
Le atmosfere di questo "Dopoguerra", secondo album dei romani Klimt 1918,
partono con un intro da giornaleradio post-fascista e rimandano a paesaggi
datati, oscuri, sicuramente post-bellici.
I Klimt 1918 a distanza di due anni dal debut cd "Undressed Momento"
(2003), ritornano con un album impreziosito da un gusto per composizioni
oniriche e decadenti alquanto fantastico, con pezzi potenti ma nello
stesso tempo morbidi e tristi.
"Dopoguerra" è un cd particolare modellato con instancabile passione da
una band che ama gli anni '80, U2 (e si sente), The Cure, si lascia
trasportare da una wave elettrica degli anni '90 propria dei paesi
nordici, ma anche dal metal (poche sono le tracce rimaste in questo
secondo album).
I Klimt 1918 non vogliono di certo modificare e creare nuovi canoni
musicali, riescono perfettamente, grazie ad uno stile e a dei percorsi
sonori facilente riconoscibili, ad essere una delle realtà italiane più
promettenti, supportati anche dalla teutonica etichetta Prophecy.
Chitarre affascinanti, infinite linee ritmiche nelle pieghe di un sogno
fatto di 10 emozionanti tracks (segnalo "Snow of '85", "Because of you,
tonight").
"Dopoguerra" è un album da ascoltare, bello e malinconico come le strade
di Roma... |