Klimt 1918 "Dopoguerra"

::: Recensione tratta da Distorsioni, 16/10/2005 :::


 

... "Qui Radio Milano Liberata"... (un respiro affannato)... inno nazionale... proclama di liberazione...
Le atmosfere di questo "Dopoguerra", secondo album dei romani Klimt 1918, partono con un intro da giornaleradio post-fascista e rimandano a paesaggi datati, oscuri, sicuramente post-bellici.
I Klimt 1918 a distanza di due anni dal debut cd "Undressed Momento" (2003), ritornano con un album impreziosito da un gusto per composizioni oniriche e decadenti alquanto fantastico, con pezzi potenti ma nello stesso tempo morbidi e tristi.
"Dopoguerra" è un cd particolare modellato con instancabile passione da una band che ama gli anni '80, U2 (e si sente), The Cure, si lascia trasportare da una wave elettrica degli anni '90 propria dei paesi nordici, ma anche dal metal (poche sono le tracce rimaste in questo secondo album).
I Klimt 1918 non vogliono di certo modificare e creare nuovi canoni musicali, riescono perfettamente, grazie ad uno stile e a dei percorsi sonori facilente riconoscibili, ad essere una delle realtà italiane più promettenti, supportati anche dalla teutonica etichetta Prophecy.
Chitarre affascinanti, infinite linee ritmiche nelle pieghe di un sogno fatto di 10 emozionanti tracks (segnalo "Snow of '85", "Because of you, tonight").
"Dopoguerra" è un album da ascoltare, bello e malinconico come le strade di Roma...


(Alessandro Sposato)
 

... leggi anche la recensione di "Undressed Momento" tratta da Distorsioni qui,

nonché l'intervista di Gennaio 2006 qui!