Klimt 1918 - Check Point Charlie

::: Intervista tratta da Grind Zone nr. 5, Agosto/Settembre 2003 - a cura di Riccardo Fassone ::: 

Leggi la recensione di  "Undressed Momento" tratta da Grind Zone di Luglio 2003!



Musica sottile ed intimista quella dei romani Klimt 1918, band che, sotto l'ala protettrice di Carmelo Orlando dei Novembre ha dato alle stampe "Undressed Momento", lavoro di sorprendente bellezza, che unisce raffinate influenze goth ed una passione smodata per la wave '80.

Cominciamo presentando la band con qualche nota biografica...
I Klimt 1918 si sono formati nell'Ottobre 1999 quando gli Another Day, il gruppo in cui suonavo insieme a mio fratello, si sono sciolti. L'idea era quella di dare vita a un progetto musicale che fondesse le sonorità avantgarde metal anglossasoni e scandinave con quelle rock wave anni '80. Il risultato dei nostri sforzi è stato "Secession makes post-modern music", il promo uscito nel 2001 registrato presso gli Outer Sound Studios di Giuseppe Orlando. Grazie agli ottimi responsi raccolti da quest'ultimo siamo entrati in contatto con la My Kingdom Music di Francesco Palumbo che ci ha offerto un contratto per la realizzazione di due album. Nel 2002 abbiamo registrato "Undressed Momento", il nostro debutto discografico.

"Undressed Momento" è il vostro debutto, ma allo stesso tempo è un lavoro molto maturo e ragionato; come nasce questo album? Quali emozioni, ispirazioni, sensazioni stanno alla base di questo lavoro?
"Undressed Momento" è un caleidoscopio delle nostre vite, è un mosaico di esperienze tutte colorate, odorose e contrastanti. C'è il sapore del maschio, le fragranze sotterranee della sala prove dove abbiamo passato tante giornate suonando e perfezionando i brani. C'è il sentore della rivalsa, dopo anni spesi inutilmente in progetti che non portavano a nulla. C'è persino la sensazione pungente dell'ansia macerata durante le registrazioni. Bevevamo tè, camomilla, accordavamo nervosi chitarre. Io nebulizzavo Propoli, stringevo tra le mani il filo delle mie cuffie. C'è la pazienza di Giuseppe Orlando, i suoi momenti di silenzio di fronte al computer, le battute di Massimiliano Pagliuso, il suo modo splendido di vedere dentro le cose. C'è l'amicizia: quella tra quattro persone che si fanno una promessa e cercano di mantenerla stringendo i denti per un mese interminabile. Infine ci sono le melodie, quelle che abbiamo visto rincorrersi giorno dopo giorno, fino allo spasimo. Come formiche brulicanti che accumulano nelle loro tane grano, sementi e quant'altro, abbiamo superato l'estate. Un'estate indimenticabile impreziosita di pioggia e fantastici malumori.

Ascoltando l'album si notano diverse influenze derivanti dalla dark-wave più soffusa, dagli Smiths e da certi Police; cosa rappresenta per voi il panorama musicale europeo degli anni '80? Quali altre influenze ritenete determinanti per la band?
Sì, una delle influenze principali dei Klimt 1918 è la new wave inglese: Cure, Tears For Fears, Japan, Police, primi U2, Talk Talk, Smiths, Alphaville, Depeche Mode sono tutti gruppi che hanno un posto fondamentale nei nostri ascolti. Il motivo è molto semplice. E' la musica della nostra infanzia, quella che ci è entrata nel sangue prima che scoprissimo il metal e tutte le sue sfumature. Inserire elementi wave nella nostra proposta musicale quindi è avvenuto in maniera assolutamente naturale. E' stato come ritrovare nel cassetto qualcosa che pensavamo di aver perso. Inoltre lo stile melodico, l'immediatezza di queste bands sono un esempio da seguire. Molte di esse hanno raggiunto momenti unici di espressività con canzoni semplici, essenziali. Oltre alle sonorità sopracitate i Klimt 1918 vengono influenzati da un po' di tutto: Sakamoto, Sylvian, Calla, Swans, Neurosis, i film di Lars Von Trier, "Stalker" di Andreij Tarkovskij, "Glamorama" e "Less than zero" di Brett Easton Ellis, la poetica di Luigi Tenco, Gino Paoli, le poesie guerriere di Hassan Hitab e di tutti i mujaheddin palestinesi, Anekdoten, Emperor, i film di Abel Ferrara, Ernesto Guevara, "Masturbazione" di Egon Schiele e molto altro ancora...