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Che bel cd!
C'è ancora qualcuno che si ostina a credere che la scena italiana sia di
livello inferiore a quella che costantemente si evolve fuori dai nostri
confini?
Io credo fortemente che non sia così, e dopo aver ascoltato questo debutto
dei Klimt 1918 ne sono sempre più convinto.
Una produzione davvero invidiabile (limpida, pulita, cristallina) esalta
le tracce presenti sul cd che scorrono toccando l'anima in profondità,
lasciano infatti un delicato alone di tristezza che si dissolve piano
piano dopo la conclusione di ogni canzone per poi ritornare
prepotentemente con la successiva. Lo stile della band è particolare e
molto personale; si parla di un gothic rock intimo saggiamente costruito
su elementi che hanno tanto portato fortuna ad altri (Anathema e Katatonia
su tutti) e che vengono in questo lavoro rielaborati creando momenti da
sogno a metà fra malinconia e tenerezza.
Le melodie, fresche ed originali, sono ottimamente supportate da una
sezione ritmica puntuale e precisa, decisamente ben interpretate dal
singer che risulta riflessivo, delicato e mai invadente presentando con la
giusta complicità i temi evocati dai testi (i più profondi si riferiscono
al tempo che passa lasciando ricordi indelebili alle spalle). "Pale Song"
e "Paradise Of Adolescence" sono le canzoni più interessanti del disco in
cui spicca la matura title-track che da sola vale l'intero cd ma,
credetemi, anche le altre non deludono affatto, anzi...
Direi proprio che come inizio non c'è male!
Andate subito a cercare il cd...
Quando la musica diventa una travolgente passione!
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