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Signori, giù il
cappello: vi presento uno dei dischi dell'anno. La recensione per me
potrebbe anche terminare qui. Purtroppo molto probabilmente non avrete
sotto mano il nuovo cd dei Klimt 1918 perciò mi tocca giustificare -che ci
sto a fare se no!- la mia affermazione.
"Undressed Momento", primo vero disco di questa band capitolina dopo
quattro demo, si merita senza dubbio alcuno la candidatura al premio per
il miglior disco italiano del 2003. Se siete di quegli stolti che hanno
ancora bisogno di etichette accontentatevi di 'dark avantgard metal' e
andate direttamente a comprarvi il cd a scatola chiusa: non ve ne
pentirete. Per me l'attribuzione dell'etichetta è solo un ostacolo e una
necessità per chi non ha davvero voglia di ascoltare perciò mi accingo a
descrivervi il contenuto.
Negli otto brani composti dai fratelli Soellner & Soci e registrati agli
Outer Sound Studios si condensa quanto di meglio si può assimilare dalla
wave pop/rock/dark degli anni '80 e dall'avanguardia metal degli anni '90
di scuola inglese e svedese. Non lasciatevi ingannare dai riferimenti:
niente risulta stantìo e riscaldato all'ascolto, anzi, tutto suona come
una brezza mattutina. La stessa brezza che vi cullerà e trasporterà
all'interno di uno scenario di dimenticata quanto suggestiva bellezza,
ovvero quello della Secessione Viennese, periodo storico e artistico a
cavallo dei due secoli scorsi tanto caro ai Klimt 1918.
Proprio delle atmosfere notturne e femminili secessionistiche si avvolge
l'opera dei romani. Nella fantastica "Pale Song" si coniugano
incredibilmente il patinato British rock degli Smiths di Morrissey e quel
metallo alleggerito a metà via tra Lacuna Coil e Opeth. Altro piccolo
capolavoro di dolcezza infinita è "Parade of Adolescence" che potrebbe far
felici gli amanti dei Cure e persino i nostalgici dei nostrani Hangin' on
a Thread. L'immensità del suo ritornello è qualcosa che colpisce dritto al
cuore. I suoni riverberati alla Cure assistono tutto il malinconico
sviluppo del disco e non vengono a mancare nemmeno in "We don't need no
music", nella quale vanno ad unirsi, con distorsioni e battiti di cassa
debitori di Katatonia o di Novembre, a testi finemente miscelati tra
italiano ed inglese. Il motivo portante della title-track, così come
l'arpeggio di "Naif Watercolour", attinge invece a piene mani dai Police
ed è ovvio che vi rimarranno impressi nella testolina per lungo tempo.
Anche se qualcuno dovesse storcere il naso per l'evidenza delle influenze,
la mia convinzione è che questa band sia riuscita nell'impresa coraggiosa
di dare alla luce ad un ibrido sensazionale. Nella musica dei Klimt 1918
la necessità di espressione melodica e sentimentale, sorretta da grande
gusto ed intelligenza musicale, prevale sull'impatto e sulla componente
pesante che comunque svolgono un ruolo distintivo. Tolte alcune forzature
metalliche, "Undressed Momento" assume spesso tratti che al giorno d'oggi
possono esser definiti come pop ed è per questo che non mi meraviglierei
nel vedere (senza offesa) i Klimt 1918 in tour con gli Evanescence. Questo
disco è un dono. Che state aspettando ancora?
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