Klimt 1918 "Undressed Momento"

::: Recensione tratta da Heavy-Metal.it, Giugno 2003 :::
Genere: Gothic



Altro gruppo che debutta con un disco per la My Kingdom Music, ed altro centro per questa etichetta italiana che si sta mostrando abile talent scout in campo gothic!!!
I Klimt 1918 nascono dalle ceneri di un gruppo dedito al death progressivo (stento a crederci) e sono autori di una musica incredibilmente dolce e nostalgica, calda e un po' malinconica, ma non triste. Difficile definire il loro sound (sul flyer è definito 'post- modern music', ma questa definizione non mi convince molto), trattasi comunque di un gothic molto 'melodizzato', dove le chitarre ogni tanto ruggiscono, ma tendenzialmente sono molto dolci, e su tutto domina un retrogusto anni '80 rielaborato pero' in chiave moderna. Già, perché durante l'ascolto vengono richiamati alla mente gruppi quale i The Smiths, i primi The Cure, i Police (ogni volta che sento l'attacco della title track mi aspetto che parta la voce di Sting!!) e allo stesso tempo si sentono echi di band quali Katatonia o Radiohead, il tutto però non è un semplice copia/incolla, ma ha una personalità davvero forte.
Diversi momenti poi mi hanno ricordato atmosfere simili a quelle dei Room with a View (altra grandiosa scoperta della My Kingdom Music), ma viste sotto una prospettiva un po' diversa. Questo disco è infatti quasi sempre delicato (giusto la conclusiva "Stalingrad Theme" pesta un po' di più), dove arpeggi acustici accompagnano una voce davvero intensa nell'interpretare questi caldi brani malinconici, che pur richiamando alla mente il passato hanno un che di moderno, non evocando l'immagine di 'vecchie foto ingiallite' come accadeva invece nel caso dei Room with a View.
Una cosa che mi ha colpito molto poi è stato l'uso della lingua italiana... esso purtroppo è molto sporadico, ma basta sentire i brevi versi in lingua madre che sono contenuti in "We don't need no music" per capire quanto l'italiano si adatti alla musica dei Klimt 1918, e spero che in futuro la band lavorerà su questo. Insomma, dal punto di vista della composizione dei brani il lavoro svolto è eccellente ed originale, e per essere un disco di debutto il songwriting è già davvero maturo!! Come se questo non bastasse, poi, ad impreziosire ancora di più l'album, c'è anche la produzione davvero eccellente, curata da Giuseppe Orlando e Massimiliano Pagliuso dei Novembre (il disco è stato inciso agli Outer Sound Studios).
Altra nota... mi trovo in difficoltà nel consigliare un brano in particolare, i pezzi sono infatti tutti molto omogenei e il disco scorre fluido, avendo più una personalità di 'insieme' che di 'singoli pezzi'. Tuttavia ai primi ascolti è facile rimanere molto colpiti dalla dolce e un po' inquieta "Pale Song" (canzone che segue la breve introduzione), dalla calda "Undressed Momento" o dalla mutevole e un po' schizofrenica "We don't need no music". Avrete forse notato che questi brani sono tutti collocati nella prima metà del disco, ed in effetti questa è la parte che si metabolizza più facilmente.
Va infatti esplicitato che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questo non è un album immediato. Si parlava infatti da un po' dei Klimt 1918 e io li attendevo con curiosità, rimanendo poi molto deluso dai primi ascolti. 'Carini, ma non eccezionali', mi dicevo, per poi rimanere sempre piu' avvinto dal loro 'mondo sonoro' con il crescere degli ascolti, e questa non è una cosa da poco... C'è però un contraltare a questo, mentre infatti io mi facevo trasportare con sempre più piacere da queste note, ho anche avuto l'impressione che esse non avrebbero ammaliato tutti allo stesso modo, per cui non mi sono sentito di assegnare a questo "Undressed Momento" un voto più alto di quello che potete leggere lassù. In ogni caso per tutti gli appassionati della musica più dolce e 'malinconicamente introspettiva' i Klimt 1918 sono un gruppo da non sottovalutare...
Bravi ragazzi, e brava My Kingdom Music, è bello avere delle etichette italiane e delle band italiane di tale sensibilità !!!

(Sauro 'Tanelorn' Bartolucci - Voto: 7.5/10)

... leggi anche la recensione di "Dopoguerra" tratta da Heavy-metal.it,
nonché l'intervista del 27/06/2003!