Klimt 1918 "Dopoguerra"

::: Recensione tratta da HMP - Heavy Music Portal, 19/04/2005 - Spot On Album :::
Genere: Uncomfortable emotional music



'Just a dawning of a new day', un nuovo giorno su cui la band capitolina si affaccia con passione, un'alba malinconica che si staglia su di un paesaggio sognante ed appena sfiorato da una neve carica di candore, innocenza e poesia. È quasi come trattenere il respiro per quaranta minuti, quel respiro affannato che si sente nell'intro di "Dopoguerra" che esplode nella fantastica "They were wed by the sea". Si trattiene il respiro perché si viaggia con la mente, un viaggio toccante e commovente in cui non esiste la possibilità di visitare posti meno entusiasmanti o meno interessanti e in cui non si può fare altro che lasciare fluire liberamente le emozioni; ma soprattutto è un viaggio completamente nuovo. I Klimt 1918, infatti, hanno compiuto una decisa svolta nelle sonorità proposte, abbandonando quasi del tutto i momenti più pesanti e/o 'metal' (virgolette assolutamente d'obbligo), che già nel precedente e splendido "Undressed Momento" non erano presenti in modo troppo preponderante: questi sono rintracciabili in alcuni frangenti che rendono brani come "Lomo" (immensa) e il finale della title-track assolutamente unici. Il nuovo parto dei Klimt 1918 è incentrato su di un'elegantissima wave che in ogni istante si sposa con il più raffinato pop, con le strutture rock e le sfuriate post-rock (pensiamo, tra le altre, al break di "Snow of '85"), influenze che si fondono in un personalissimo sound capace di creare delle fulgide istantanee che si stampano immediatamente nella nostra mente e nel nostro cuore. Veniamo catturati da queste immagini ritrovandoci al loro interno, così da poter viaggiare nella notte della splendida "Nightdriver" e sempre nella notte siamo rapiti da un'intensissima "Because of you, tonight", dove all'interno di un panorama sonoro così compatto fanno capolino i Cure del periodo più pop. Ormai siamo un tutt'uno con la profonda musica dei Klimt, è come se i fratelli Soellner (batterista e cantante/chitarrista del gruppo) ci prendessero per mano e ci facessero vedere, ma con gli occhi ancora socchiusi, quella neve che si posò su Roma nel 1985, ci facessero cogliere pienamente la carica emotiva che si respira nel passaggio tra "Dopoguerra" e "La Tregua", piccoli Capolavori legati da un ponte musicale e di sentimenti. La notte sta per terminare, si arriva all'alba del nuovo giorno con la potente "Lomo" e ancora sognanti ci prepariamo per la finale passeggiata romana di "Sleepwalk in Rome", brano capace di incanalare tutte le incredibili sensazioni provate durante questo viaggio in un ideale culmine finale in cui Marco Soellner ci colpisce con delle profonde liriche in lingua madre. In quel momento non si può trattenere più l'emozione e ci si commuove nell'aprire gli occhi e nell'essere circondati da 'il viso dei dormienti e colpi lievi delle genti, sì, mi guardano come se, niente più niente fosse vero, nemmeno il cielo tra le dita che piange su di noi' ed in quel preciso istante ci abbandoniamo a delle sentite lacrime che indirizziamo ai Klimt 1918, gruppo capace di creare un autentico Capolavoro che avrà bisogno di tutta la vostra sensibilità e dei vostri sentimenti per essere compreso ed amato, ma che una volta compreso non abbandonerete mai.
Sentimenti, emozioni ed intensità in un sognante e già indimenticabile album.

(Fabio Stancati - Voto: Ottimo, da avere. Potrebbe essere addirittura un capolavoro)

... leggi anche la recensione di "Undressed Momento" tratta da HMP qui,
nonché l'intervista del 07/07/2003 qui!

Klimt 1918 - Roma, Zoobar, 20/10/2005 - Live report tratto da HMP qui!