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'Just
a dawning of a new day', un nuovo giorno su cui
la band capitolina si affaccia con passione, un'alba malinconica che si
staglia su di un paesaggio sognante ed appena sfiorato da una neve carica
di candore, innocenza e poesia. È quasi come trattenere il respiro per
quaranta minuti, quel respiro affannato che si sente nell'intro di
"Dopoguerra" che esplode nella fantastica "They were wed by the sea". Si
trattiene il respiro perché si viaggia con la mente, un viaggio toccante e
commovente in cui non esiste la possibilità di visitare posti meno
entusiasmanti o meno interessanti e in cui non si può fare altro che
lasciare fluire liberamente le emozioni; ma soprattutto è un viaggio
completamente nuovo. I Klimt 1918, infatti, hanno compiuto una decisa
svolta nelle sonorità proposte, abbandonando quasi del tutto i momenti più
pesanti e/o 'metal' (virgolette assolutamente d'obbligo), che già nel
precedente e splendido "Undressed Momento" non erano presenti in modo
troppo preponderante: questi sono rintracciabili in alcuni frangenti che
rendono brani come "Lomo" (immensa) e il finale della title-track
assolutamente unici. Il nuovo parto dei Klimt 1918 è incentrato su di
un'elegantissima wave che in ogni istante si sposa con il più raffinato
pop, con le strutture rock e le sfuriate post-rock (pensiamo, tra le
altre, al break di "Snow of '85"), influenze che si fondono in un
personalissimo sound capace di creare delle fulgide istantanee che si
stampano immediatamente nella nostra mente e nel nostro cuore. Veniamo
catturati da queste immagini ritrovandoci al loro interno, così da poter
viaggiare nella notte della splendida "Nightdriver" e sempre nella notte
siamo rapiti da un'intensissima "Because of you, tonight", dove
all'interno di un panorama sonoro così compatto fanno capolino i Cure del
periodo più pop. Ormai siamo un tutt'uno con la profonda musica dei Klimt,
è come se i fratelli Soellner (batterista e cantante/chitarrista del
gruppo) ci prendessero per mano e ci facessero vedere, ma con gli occhi
ancora socchiusi, quella neve che si posò su Roma nel 1985, ci facessero
cogliere pienamente la carica emotiva che si respira nel passaggio tra
"Dopoguerra" e "La Tregua", piccoli Capolavori legati da un ponte musicale
e di sentimenti. La notte sta per terminare, si arriva all'alba del nuovo
giorno con la potente "Lomo" e ancora sognanti ci prepariamo per la finale
passeggiata romana di "Sleepwalk in Rome", brano capace di incanalare
tutte le incredibili sensazioni provate durante questo viaggio in un
ideale culmine finale in cui Marco Soellner ci colpisce con delle profonde
liriche in lingua madre. In quel momento non si può trattenere più
l'emozione e ci si commuove nell'aprire gli occhi e nell'essere circondati
da 'il viso dei dormienti e colpi lievi delle genti, sì, mi guardano
come se, niente più niente fosse vero, nemmeno il cielo tra le dita che
piange su di noi' ed in quel preciso istante ci abbandoniamo a delle
sentite lacrime che indirizziamo ai Klimt 1918, gruppo capace di creare un
autentico Capolavoro che avrà bisogno di tutta la vostra sensibilità e dei
vostri sentimenti per essere compreso ed amato, ma che una volta compreso
non abbandonerete mai.
Sentimenti, emozioni ed intensità in un sognante e già indimenticabile
album.
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