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Alla fine di Gennaio,
Gek Van Muziek (il precedente capo
redattore di Indiestyle) fu una delle prime persone nella rete ad
annunciare l'uscita del nuovo cd degli italiani Klimt1918. La release
di
"Just in case we'll never meet again" era programmata per
Aprile, ma per svariati motivi l'album poi è arrivato nei negozi un mese
più tardi. Quindi pensiamo sia l'ora di recensirlo.
Non cercheremo di nasconderlo: stiamo disperatamente cercando il modo di
togliere quest'album dal nostro iPod e dal lettore cd. Invano. La musica
proposta su "Just in
case..." è talmente irresistibile che un potere a noi sconosciuto e
così forte, ogni volta ci convince a riascoltarlo ancora, ancora ed ancora.
Ci ricordano spesso un mix tra due delle nostre bands preferite: gli Editors
nelle melodie, ed i My
Bloody Valentine, nelle sonorità di base. Apparentemente i Klimt1918 hanno
un passato
metal. Un sacco di ascoltatori adesso parla di loro come di una
band di post-rock. Non so davvero che tipo di musica ascoltino nei posti
pubblici, ma dubito che un gruppo del genere lo passino molto
spesso. Credo che i Klimt1918 usino troppe volte la classica struttura strofa-ritornello-strofa-ritornello per essere definiti post-rock.
Probabilmente fanno spesso riferimento a sonorità shoegaze, ma quelli che
apprezzano sonorità classiche della musica indie, sicuramente ameranno le
loro melodie che spesso e volentieri sono molto pop e che quindi
dovrebbero dare una buona visibilità al gruppo.
Il mio pezzo preferito in assoluto è "Suspense Music", un brano
che può tranquillamente essere messo sullo stesso livello di ''Fingers in
the factories'' degli Editors e che pertanto merita di essere passato diverse
volte al giorno su Stubru (che è la più nota emittente radiofonica belga per la
musica
alternative). Si tratta anche di un gruppo che potrebbe benissimoo far parte del bill
del Pukkelop e del Lowlands festival, anche se dobbiamo ammettere che il
programma di tali festivals è già piuttosto interessante.
Il sottotitolo di "Just in case..." è 'Soundtrack for the cassette
generation'. Su quest'album i Klimt1918 combinano il meglio di generi
musicali come la new
wave, il post-rock, il post-punk, l'indie ed il noise per raggiungere un
risultato che suona davvero omogeneo. Chi compra questo disco ne trarrà
indubbiamente un grande piacere, ascoltandolo sia a casa che in qualsiasi
altra occasione. Si candida di diritto alla mia Top Ten di fine 2008.
Tutto chiaro? Due pezzi dell'album potete ascoltarli sul loro myspace. Non
ve ne pentirete. |