Klimt 1918 "Undressed Momento"

::: Recensione tratta da Let the warden :::



 

La My Kingdom Music mette a segno un colpo di mercato degno della miglior squadra d calcio, ma qui non stiamo parlando di Beckham, Figo o chissà chi altro, qui si parla di 4 musicisti con la M maiuscola, in grado di presentarsi al grande pubblico con un debut album che molti loro colleghi (ben più conosciuti e blasonati) si sognano solamente di registrare.

Il genere è davvero difficile da catalogare, l'etichetta li descrive come Post-modern music, e la definizione, nella sua più totale incomprensibilità (cosa vorrà mai dire musica post moderna qualcuno deve spiegarmelo), è la migliore, in questo modo si accontentano tutti.

I riferimenti della band sono molteplici, come ad esempio Beatles, Depeche Mode, Opeth, Katatonia e Novembre, ma è proprio a queste ultime due bands che i Klimt 1918 guardano maggiormente, riuscendo però ad andare oltre, riuscendo a creare un connubio tra atmosfere decadenti, melodie pop e sfuriate di chitarra, unico nel suo genere.

Dopo un'allucinata introduzione ecco partire la prima canzone "Pale Song", una di quelle canzoni che potrebbe tranquillamente scalare le classifiche (se lo hanno fatto gli Him non vedo perchè non possano farlo i Klimit 1918), refrain immediato, di quelli che ti entra subito in testa e riff di chitarra che definirei 'sognante' (non so cosa potrei intendere, ma calza alla perfezione).

Le 8 canzoni che seguono sono un susseguirsi di pure emozioni, su tutte citerei la ottima quanto allucinata "We don't need no music" (bello il gioco di parole) e la title track "Undressed Momento".

Conclude il disco "Stalingrad Theme" che con un riff iniziale puramente Death da la mazzata conclusiva ad un album che difficilmente toglierò dal mio lettore cd.

Ottimo sotto ogni punto di vista.


(Athas - Voto: 9/10)