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Poco dopo le 17:00 il mio amico Angelo ed io arriviamo nel centro di
Ferrara e ci dirigiamo immediatamente verso il Castello Estense, dato che
il concerto si tiene proprio nella pittoresca piazza che ospita tale
costruzione. La piazza è ancora aperta a tutti per un paio d'ore e ne
approfittiamo prima per riposarci un po' all'ombra dopo il viaggio in
autostrada, nell'attesa che magari esca qualcuno degli Editors e
aspettando che arrivino almeno i Klimt1918, dato che hanno sbagliato
strada e sono in ritardo. Naturalmente poi ne approfittiamo anche per
farci
un
bel giro all'interno del cortile del castello, dato che i cancelli sono
ancora aperti, nonché intorno
alle mura, circondate da un fossato con tanto di acqua tipico del periodo,
veramente caratteristico, scattando qualche foto
ricordo.
Quando terminiamo il nostro giro panoramico e ci piazziamo nuovamente
sotto al palco, scorgiamo l'arrivo di un furgoncino bianco dal quale
scendono di lì a poco i nostri eroi di Roma: ''Stiamo ner panicooo'',
mi dice Paolo Soellner quando mi affaccio per salutarli, mentre Marco
viene a scambiare due parole. Giusto il tempo di arrivare e scendere dal
mezzo, che già iniziano a scaricare i propri strumenti e a prepararli sul
palco, dato che sono in ritardo e devono precipitarsi a fare il soundcheck.
Allora restiamo a vedere e a sentire un po' quello che combineranno
durante le prove. Intanto ci passano accanto gli Editors, defilatissimi,
Tom e Chris specialmente, dietro i loro scuri occhiali da sole, mentre io
li saluto con la manina
come fossi ancora una teenager: il batterista Ed risponde
al mio saluto facendo un cenno con la mano a sua volta, ed il bassista
Russel sorridendo. Tom e Chris guardano parecchio dritto,
ma il primo
riusciremo ad immortalarlo mentre si gira in lontananza, tiè :P Prima
Marco prova soltanto
con la voce ''Nightdriver''. Intanto sfotto un po' Paolo dei Kardia - che
sostituisce Davide al basso per questa data, visto che è in
viaggio in
Inghilterra - dato che sto sotto al palco giusto davanti a lui e gli
chiedo se ha imparato bene i pezzi che eseguiranno stasera. Lui risponde 'insomma',
che magari improvviserà qualcosa e che gli fa strano suonare
soltanto il basso, gli manca l'asta del microfono, gli manca anche cantare
oltre a suonare il basso
(vi rammento appunto che lui è il cantante/bassista dei
Kardia). Io allora gli dico di stare attento a non sbagliarsi di posto
con Marco durante lo show :) Poi Marco prova anche ''Skygazer'' soltanto
con la voce. Dopo è la volta di basso e batteria e di nuovo ''Skygazer''
e poi le chitarre e le voci di entrambi Marco e Francesco, con ''The
breathtaking days (Via Lactea)'' e ''Because of you, tonight''.
Peccato che proprio due dei pezzi più belli che hanno provato - ''Nightdriver''
e ''Because of you, tonight'' - saranno esclusi dalla set-list della
serata. E proprio quando cominicano a provare tutti assieme - ed
eseguiranno anche ''The Graduate'' - la Security ci fa gentilmente
accomodare fuori, dato che è quasi l'ora di sgombrare la piazza per dare
inizio ai preparativi della serata.
Entriamo intorno alle 20:00,
cercando di schivare i ricordini dei piccioni che tubano sopra le nostre
teste, e ci mettiamo sotto al palco, sulla destra, proprio davanti a dove
si posizionerà Paolo/Kardia come durante il soundcheck, guadagnando la
seconda fila, ma va bene lo stesso, perché si vede comunque bene. Un paio
di dj cercano di allietare la nostra attesa con un po' di musica, ma
invano. Non vediamo l'ora che il concerto inizi. Tra l'altro, per quanto
fosse previsto cielo coperto ed anche un po' di pioggia, è stata una
splendida giornata; faranno due gocce soltanto a fine serata, ma
giusto uno sfogo di caldo.
I
Klimt1918 attaccano poco dopo le 21:30
(come
ci aveva già preannunciato Paolo dopo che ci eravamo appostati sotto al
palco),
sulla base di un breve
Intro, seguito a ruota dal loro ingresso sul palco e da
''The breathtaking days (Via Lactea)''. Ebbene sì,
la scaletta non cambia di una virgola neanche in quest'occasione anzi,
vengono escluse dal giro non solo i due pezzi sopra menzionati, ma anche
''Rachel'' (credo comunque che non fosse prevista in scaletta) e la
conclusiva ''True love is the oldest fear'', che non hanno potuto eseguire
per mancanza di tempo a propria disposizione. Pertanto si succedono una
dopo l'altra
"Skygazer"
(brevissimo clip di Angelo),
''Snow of
'85''
(c'è
il video di gloria978
trovato sul tubo),
"The Graduate"
(ed
anche il video di
microssl girato per questo pezzo) "Ghost of a tape listener".
Tutti i pezzi vengono eseguiti discretamente ed il suono da sotto il palco è okay, sentiamo
bene, sia la voce di Marco, ispirata anche stasera, che i cori di
Francesco, nonché tutti gli strumenti musicali. Poi ci sono dei bei giochi
di luce rossa e gialla che arricchiscono la loro
performance.
Paolo/Kardia non se la cava male, benché le tipe della prima fila lo
massacreranno dalle critiche, senza manco sapere che, poverello, non è lui
il bassista originale della band. Le tipe massacreranno anche la proposta
musicale dei Klimt1918 definendola troppo derivativa e li accuseranno di
plagio per il brano
''The
Graduate'', cose che sapete già. Per il resto, tra il pubblico c'è chi
applaude e li loda sinceramente, chi lo fa soltanto perché non vede l'ora
che facciano festa per fare largo agli Editors, headliners della serata.
Praticamente un classico quando un piccolo gruppo quasi sconosciuto
supporta una live band già affermata. Ad ogni modo Angelo ed io
partecipiamo più attivamente possibile, in particolare io che sto sempre a
braccia alzate e a cantare continuamente, ah, ah, ah! Comunque a fine
serata Marco e Francesco diranno che, nonostante sul palco i suoni non
sembrassero granché, la risposta della gente è stata positiva ed anche
durante il loro stesso set affermano di essere lieti di potersi esibire
sul medesimo palco dove non solo di lì a poco si esibiranno gli Editors, ma dove
hanno suonato anche bands quali Interpol o Sigur Ros, che loro stessi sono
accorsi a sentire dal vivo, strappando qualche applauso in più al pubblico. Sono
contenta per loro che l'abbiano vista così ma sinceramente, da come
l'ho vissuta io e da quello che ho letto durante questi ultimi giorni, è
andata un po' diversamente. Spero comunque che almeno qualcuno più ben
disposto nei loro confronti, si ricorderà di ascoltarli più attentamente.
Peccato
che abbiano dovuto lasciarci dopo una mezz'oretta soltanto, ma del resto è quasi
ora che inizino gli Editors, accolti a gran voce da tutta la
piazza, me compresa, quando poco dopo le 22:30 fanno il loro ingresso sul
palco del 'Ferrara sotto le stelle', salutandoci con l'esecuzione di un
pezzo nuovo di zecca - benché l'abbiano già eseguito durante la serie di
date estive che stanno tenendo in Europa e che quindi qualcuno di noi
conosce già grazie a internet - ovvero ''Bricks and mortar''
(che figata di
titolo!).
Non so come i fedelissimi della band inglese stiano prendendo i nuovi
pezzi, dove non ci sono molte chitarre elettriche, ma tanti synths che
rendono la proposta musicale un attimino più commerciale ed anche
danzereccia, se mi fate passare il termine. La voce è sempre bella, i
versi ed i ritornelli più o meno sono costruiti come i vecchi pezzi,
ma sono coinvolgenti e poi secondo me Tom
Smith ha un timbro di voce talmente bello ed un modo di fare on stage che
conquisterebbe
chiunque, ma vedere il chitarrista Chris che si dedica quasi
esclusivamente ai synths - e vedere che ci sente anche parecchio - nonché
il bassista Russell fare lo stesso in un paio di pezzi... fa un certo
effetto. Valuteremo probabilmente meglio dopo aver sentito il nuovo disco
(che dovrebbe
intitolarsi ''In this light on this evening''),
previsto in uscita per Settembre 2009. Credo
comunque che quello che più desideriamo ascoltare faccia parte dei primi
due dischi della band naturalmente, che subito ci accontenta eseguendo
''The racing rats'' e ''Lights'',
che il pubblico più carico che mai canta a gran voce. Quello che mi piace
degli Editors è l'incredibile energia che mi trasmette la loro musica - ed
anche i
loro testi - e nonostante mi sia già sbracciata abbastanza per i Klimt1918,
faccio altrettanto durante il loro set, un po' breve, se devo essere
sincera - giusto un'ora ed un quarto, effettivamente lo stesso tempo in
cui si sono esibiti le due volte precedenti che li ho visti in concerto.
Credo che il loro sia un set
talmente
movimentato che dopo un'ora o poco
più son cotti a puntino anche loro e devono lasciarci, eh, eh, eh. Si
susseguono così brani tratti dai loro primi due dischi appunto, come ''Munich'',
amatissima, ''An end has a start'', altro inno, ''Camera'', che fa paura
dall'intensità con cui viene eseguita ed altri ancora, nonché un altro
paio di nuovi pezzi qua e là, ovvero ''The big exit'' e ''Eat raw meat:
Blood drool'', che mantengono le stesse coordinate del nuovo pezzo che le
ha precedute, a base di synths. Il bis tocca alla b-side ''You are fading'',
seguita da ''Fingers in the factories'' e dalla conclusiva ''Papillon'',
altro nuovo pezzo, il primo dei quattro che hanno proposto che ho avuto
modo di
ascoltare
qualche giorno prima e che mi aveva lasciato piuttosto spiazzata, ma che
comunque credo diventerà una hit pazzesca, per via di un ritornello ed una
melodia vocale davvero accattivanti, in pure stile Editors, benché la base
musicale sia nuovamente un tappeto di synths. Loro quattro presi
singolarmente... tutti eccezionali, in particolare il Russell, che con le
sue linee di basso è fondamentale per la musica delgi Editors, ma
soprattutto quella scheggia impazzita di Tom che passa senza sosta
alcuna dall'asta del microfono e dalla chitarra, una volta al piano, una
volta ai synths, il tutto con un'energia che raramente mi è capitato di
trovare in un altro front-man qualsiasi. Peccato che non sia di molte
parole tra un pezzo e l'altro, a parte un 'grazie' striminzito di tanto in
tanto. E' talmente di poche parole che non riesce neanche a dire quant'è
bello il posto che fa da cornice al loro spettacolo di questa sera:
''E'... E'!''. Ah, ah, ah, va bene, ti abbiamo capito lo
stesso, non c'è bisogno che ti spieghi!
Poco prima
della mezzanotte, una volta che gli Editors hanno terminato, ci spostiamo
verso il lato del palco dove avevamo visto arrivare i Klimt1918, per
vedere se riusciamo a fare due chiacchiere con loro e pure con gli Editors.
Dei Klimt1918 arriva prima il 'turnista' Paolo dei Kardia. E mentre parliamo con
lui, riusciamo a fermare prima Chris e poi Ed degli Editors. A quest'ultimo
dico che sono quella che lo ha salutato il pomeriggio con la manina e lui
risponde sorridendo che, sì, si ricordava. Chiedo
ad entrambi se hanno
gradito la musica dei Klimt1918 e mi dicono di sì. Lo stesso mi dirà Tom
beccato circa un'ora di dopo, ma sempre piuttosto defilato. A Russel mi
sono dimenticata di chiederlo, ma anche lui è stato cordiale e disponibile
coi fans rimasti sul posto, proprio come Ed e Chris. Quando Paolo ci lascia, arrivano Marco,
Francesco e l'altro Paolo - che mi omaggia del vinile di ''Just in case
we'll never meet again'', mentre mi informa che purtroppo le copie
dell'ep sono esaurite - e quindi non potrò ancora dirvi niente sul nuovo
pezzo ''Blackeberg 1981'', sorry! -
che Marco mi dice essere motivo di una grandissima soddisfazione per lui. Parliamo un po' di com'è andato il loro
set e dell'accoglienza da parte del pubblico, della scaletta che non
riescono mai a diversificare per via dei numerosi impegni di lavoro e
della vita in generale e del tempo che gli ci vorrebbe per poter provare
pezzi differenti e del fatto che al Santo Rock la loro esibizione in
realtà non è andata proprio benissimo per via della pioggia. Poi Marco
accenna ad una prossima data live dalle parti di Frosinone, ma per me è
già un miracolo se sono riuscita a liberarmi mezza giornata per potermeli
andare a sentire a Ferrara, sia loro che gli Editors, e sono
straaacontenta così, davvero.
Grazie ad Angelo per la compagnia
durante il viaggio 'anda e rianda', soprattutto al ritorno, visto che abbiamo
trovato l'autostrada chiusa a Bologna ed arrivare a Sasso Marconi dalla
Porrettana è stato un viaggio piuttosto stancante per me che guidavo
(coda interminabile di tir fermi),
nonché per le belle foto che ha scattato e che non vedo l'ora mi faccia avere
per poterle inserire su questa pagine
(adesso
ne trovate giusto qualcuna presa
dal suo album su
flickr, ma aspetto il dischetto completo...). Grazie anche a Paolo per il
vinile del nuovo album e ai restanti Klimt1918, Paolo/Kardia compreso, per la
piacevole chiacchierata dopo lo show e pure agli Editors ed alla loro
performance da urlo, come sempre.
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