Editors/Klimt1918 
XIV edizione del 'Ferrara sotto le stelle',
Piazza Castello, 24/06/2009
 


Click to enlargePoco dopo le 17:00 il mio amico Angelo ed io arriviamo nel centro di Ferrara e ci dirigiamo immediatamente verso il Castello Estense, dato che il concerto si tiene proprio nella pittoresca piazza che ospita tale costruzione. La piazza è ancora aperta a tutti per un paio d'ore e ne approfittiamo prima per riposarci un po' all'ombra dopo il viaggio in autostrada, nell'attesa che magari esca qualcuno degli Editors e aspettando che arrivino almeno i Klimt1918, dato che hanno sbagliato strada e sono in ritardo. Naturalmente poi ne approfittiamo anche per farci Click to enlargeun bel giro all'interno del cortile del castello, dato che i cancelli sono ancora aperti, nonché intorno alle mura, circondate da un fossato con tanto di acqua tipico del periodo, veramente caratteristico, scattando qualche foto ricordo.  Quando terminiamo il nostro giro panoramico e ci piazziamo nuovamente sotto al palco, scorgiamo l'arrivo di un furgoncino bianco dal quale scendono di lì a poco i nostri eroi di Roma: ''Stiamo ner panicooo'', mi dice Paolo Soellner quando mi affaccio per salutarli, mentre Marco viene a scambiare due parole. Giusto il tempo di arrivare e scendere dal mezzo, che già iniziano a scaricare i propri strumenti e a prepararli sul palco, dato che sono in ritardo e devono precipitarsi a fare il soundcheck. Allora restiamo a vedere e a sentire un po' quello che combineranno durante le prove. Intanto ci passano accanto gli Editors, defilatissimi, Tom e Chris specialmente, dietro i loro scuri occhiali da sole, mentre io li saluto con la manina come fossi ancora una teenager: il batterista Ed risponde al mio saluto facendo un cenno con la mano a sua volta, ed il bassista Russel sorridendo. Tom e Chris guardano parecchio dritto, Marco, Klimt1918 - Click to enlargema il primo riusciremo ad immortalarlo mentre si gira in lontananza, tiè :P Prima Marco prova soltanto con la voce ''Nightdriver''. Intanto sfotto un po' Paolo dei Kardia - che sostituisce Davide al basso per questa data, visto che è in Click to enlargeviaggio in Inghilterra - dato che sto sotto al palco giusto davanti a lui e gli chiedo se ha imparato bene i pezzi che eseguiranno stasera. Lui risponde 'insomma', che magari improvviserà qualcosa e che gli fa strano suonare soltanto il basso, gli manca l'asta del microfono, gli manca anche cantare oltre a suonare il basso (vi rammento appunto che lui è il cantante/bassista dei Kardia). Io allora gli dico di stare attento a non sbagliarsi di posto con Marco durante lo show :) Poi Marco prova anche ''Skygazer'' soltanto con la voce. Dopo è la  volta di basso e batteria e di nuovo ''Skygazer'' e poi le chitarre e le voci di entrambi Marco e Francesco, con ''The breathtaking days (Via Lactea)'' e ''Because of you, tonight''.  Peccato che proprio due dei pezzi più belli che hanno provato  - ''Nightdriver'' e ''Because of you, tonight'' - saranno esclusi dalla set-list della serata. E proprio quando cominicano a provare tutti assieme - ed eseguiranno anche ''The Graduate'' - la Security ci fa gentilmente accomodare fuori, dato che è quasi l'ora di sgombrare la piazza per dare inizio ai preparativi della serata.

Entriamo intorno alle 20:00, cercando di schivare i ricordini dei piccioni che tubano sopra le nostre teste, e ci mettiamo sotto al palco, sulla destra, proprio davanti a dove si posizionerà Paolo/Kardia come durante il soundcheck, guadagnando la seconda fila, ma va bene lo stesso, perché si vede comunque bene. Un paio di dj cercano di allietare la nostra attesa con un po' di musica, ma invano. Non vediamo l'ora che il concerto inizi. Tra l'altro, per quanto fosse previsto cielo coperto ed anche un po' di pioggia, è stata una splendida giornata;  faranno due gocce soltanto a fine serata, ma giusto uno sfogo di caldo.

Klimt1918 - Click to enlargeI Klimt1918 attaccano poco dopo le 21:30 (come ci aveva già preannunciato Paolo dopo che ci eravamo appostati sotto al palco), sulla base di un breve Intro, seguito a ruota dal loro ingresso sul palco e da  ''The breathtaking days (Via Lactea)''. Ebbene sì, la scaletta non cambia di una virgola neanche in quest'occasione anzi, vengono escluse dal giro non solo i due pezzi sopra menzionati, ma anche ''Rachel'' (credo comunque che non fosse prevista in scaletta) e la conclusiva ''True love is the oldest fear'', che non hanno potuto eseguire per mancanza di tempo a propria disposizione. Pertanto si succedono una dopo l'altra "Skygazer" (brevissimo clip di Angelo) ''Snow of '85'' (c'è il video di gloria978 trovato sul tubo), "The Graduate" (ed anche il video di microssl girato per questo pezzo)  "Ghost of a tape listener". Tutti i pezzi vengono eseguiti discretamente ed il suono da sotto il palco è okay, sentiamo bene, sia la voce di Marco, ispirata anche stasera, che i cori di Francesco, nonché tutti gli strumenti musicali. Poi ci sono dei bei giochi di luce rossa e gialla che arricchiscono la loro Paolo, Klimt1918 - Click to enlargeperformance. Paolo/Kardia non se la cava male, benché le tipe della prima fila lo massacreranno dalle critiche, senza manco sapere che, poverello, non è lui il bassista originale della band. Le tipe massacreranno anche la proposta musicale dei Klimt1918 definendola troppo derivativa e li accuseranno di plagio per il brano Klimt1918 - Click to enlarge''The Graduate'', cose che sapete già. Per il resto, tra il pubblico c'è chi applaude e li loda sinceramente, chi lo fa soltanto perché non vede l'ora che facciano festa per fare largo agli Editors, headliners della serata. Praticamente un classico quando un piccolo gruppo quasi sconosciuto supporta una live band già affermata. Ad ogni modo Angelo ed io partecipiamo più attivamente possibile, in particolare io che sto sempre a braccia alzate e a cantare continuamente, ah, ah, ah! Comunque a fine serata Marco e Francesco diranno che, nonostante sul palco i suoni non sembrassero granché, la risposta della gente è stata positiva ed anche durante il loro stesso set affermano di essere lieti di potersi esibire sul medesimo palco dove non solo di lì a poco si esibiranno gli Editors, ma dove hanno suonato anche bands quali Interpol o Sigur Ros, che loro stessi sono accorsi a sentire dal vivo, strappando qualche applauso in più al pubblico. Sono contenta per loro che l'abbiano vista così ma sinceramente, da come l'ho vissuta io e da quello che ho letto durante questi ultimi giorni, è andata un po' diversamente. Spero comunque che almeno qualcuno più ben disposto nei loro confronti, si ricorderà di ascoltarli più attentamente.

Editors - Click to enlargePeccato che abbiano dovuto lasciarci dopo una mezz'oretta soltanto, ma del resto è quasi ora che inizino gli Editors, accolti a gran voce da tutta la piazza, me compresa, quando poco dopo le 22:30 fanno il loro ingresso sul palco del 'Ferrara sotto le stelle', salutandoci con l'esecuzione di un pezzo nuovo di zecca - benché l'abbiano già eseguito durante la serie di date estive che stanno tenendo in Europa e che quindi qualcuno di noi conosce già grazie a internet - ovvero ''Bricks and mortar''
(che figata di titolo!). Non so come i fedelissimi della band inglese stiano prendendo i nuovi pezzi, dove non ci sono molte chitarre elettriche, ma tanti synths che rendono la proposta musicale un attimino più commerciale ed anche danzereccia, se mi fate passare il termine. La voce è sempre bella, i versi ed i ritornelli più o meno sono costruiti come i vecchi pezzi, ma sono coinvolgenti e poi secondo me Tom Smith ha un timbro di voce talmente bello ed un modo di fare on stage che Tom, Editors - Click to enlargeconquisterebbe chiunque, ma vedere il chitarrista Chris che si dedica quasi esclusivamente ai synths - e vedere che ci sente anche parecchio - nonché il bassista Russell fare lo stesso in un paio di pezzi... fa un certo effetto. Valuteremo probabilmente meglio dopo aver sentito il nuovo disco (che dovrebbe intitolarsi ''In this light on this evening''), previsto in uscita per Settembre 2009. Credo comunque che quello che più desideriamo ascoltare faccia parte dei primi due dischi della band naturalmente, che subito ci accontenta eseguendo ''The racing rats'' e ''Lights'', che il pubblico più carico che mai canta a gran voce. Quello che mi piace degli Editors è l'incredibile energia che mi trasmette la loro musica - ed anche i loro testi - e nonostante mi sia già sbracciata abbastanza per i Klimt1918, faccio altrettanto durante il loro set, un po' breve, se devo essere sincera - giusto un'ora ed un quarto, effettivamente lo stesso tempo in cui si sono esibiti le due volte precedenti che li ho visti in concerto. Credo che il loro sia un set Chris, Editors - Click to enlargetalmente movimentato che dopo un'ora o poco più son cotti a puntino anche loro e devono lasciarci, eh, eh, eh. Si susseguono così brani tratti dai loro primi due dischi appunto, come ''Munich'', amatissima, ''An end has a start'', altro inno, ''Camera'', che fa paura dall'intensità con cui viene eseguita ed altri ancora, nonché un altro paio di nuovi pezzi qua e là, ovvero ''The big exit'' e ''Eat raw meat: Blood drool'', che mantengono le stesse coordinate del nuovo pezzo che le ha precedute, a base di synths. Il bis tocca alla b-side ''You are fading'', seguita da ''Fingers in the factories'' e dalla conclusiva ''Papillon'', altro nuovo pezzo, il primo dei quattro che hanno proposto che ho avuto modo di Russel, Editors - Click to enlargeascoltare qualche giorno prima e che mi aveva lasciato piuttosto spiazzata, ma che comunque credo diventerà una hit pazzesca, per via di un ritornello ed una melodia vocale davvero accattivanti, in pure stile Editors, benché la base musicale sia nuovamente un tappeto di synths. Loro quattro presi singolarmente... tutti eccezionali, in particolare il Russell, che con le sue linee di basso è fondamentale per la musica delgi Editors, ma soprattutto quella scheggia impazzita di Tom che passa senza sosta alcuna dall'asta del microfono e dalla chitarra, una volta al piano, una volta ai synths, il tutto con un'energia che raramente mi è capitato di trovare in un altro front-man qualsiasi. Peccato che non sia di molte parole tra un pezzo e l'altro, a parte un 'grazie' striminzito di tanto in tanto. E' talmente di poche parole che non riesce neanche a dire quant'è bello il posto che fa da cornice al loro spettacolo di questa sera: ''E'... E'!''. Ah, ah, ah, va bene, ti abbiamo capito lo stesso, non c'è bisogno che ti spieghi!

::: Wildhoney & Marco :::Poco prima della mezzanotte, una volta che gli Editors hanno terminato,  ci spostiamo verso il lato  del palco dove avevamo visto arrivare i Klimt1918, per vedere se riusciamo a fare due chiacchiere con loro e pure con gli Editors. Dei Klimt1918 arriva prima il 'turnista' Paolo dei Kardia. E mentre parliamo con lui, riusciamo a fermare prima Chris e poi Ed degli Editors. A quest'ultimo dico che sono quella che lo ha salutato il pomeriggio con la manina e lui risponde sorridendo che, sì, si ricordava. Chiedo Paolo from Kardia, replacing Davide at bassad entrambi se hanno gradito la musica dei Klimt1918 e mi dicono di sì. Lo stesso mi dirà Tom beccato circa un'ora di dopo, ma sempre piuttosto defilato. A Russel mi sono dimenticata di chiederlo, ma anche lui è stato cordiale e disponibile coi fans rimasti sul posto, proprio come Ed e Chris. Quando Paolo ci lascia, arrivano Marco, Francesco e l'altro Paolo - che mi omaggia del vinile di ''Just in case we'll never  meet again'', mentre mi informa che purtroppo le copie dell'ep sono esaurite - e quindi non potrò ancora dirvi niente sul nuovo pezzo ''Blackeberg 1981'', sorry! - ::: Wildhoney & Francesco :::che Marco mi dice essere motivo di  una grandissima soddisfazione per lui. Parliamo un po' di com'è andato il loro set e dell'accoglienza da parte del pubblico, della scaletta che non riescono mai a diversificare per via dei numerosi impegni di lavoro e della vita in generale e del tempo che gli ci vorrebbe per poter provare pezzi differenti e del fatto che al Santo Rock la loro esibizione in realtà non è andata proprio benissimo per via della pioggia. Poi Marco accenna ad una prossima data live dalle parti di Frosinone, ma per me è già un miracolo se sono riuscita a liberarmi mezza giornata per potermeli andare a sentire a Ferrara, sia loro che gli Editors, e sono straaacontenta così, davvero.

Grazie ad Angelo per la compagnia durante il viaggio 'anda e rianda', soprattutto al ritorno, visto che abbiamo trovato l'autostrada chiusa a Bologna ed arrivare a Sasso Marconi dalla Porrettana è stato un viaggio piuttosto stancante per me che guidavo (coda interminabile di tir fermi), nonché per le belle foto che ha scattato e che non vedo l'ora mi faccia avere per poterle inserire su questa pagine (adesso ne trovate giusto qualcuna presa dal suo album su flickr, ma aspetto il dischetto completo...). Grazie anche a Paolo per il vinile del nuovo album e ai restanti Klimt1918, Paolo/Kardia compreso, per la piacevole chiacchierata dopo lo show e pure agli Editors ed alla loro performance da urlo, come sempre.

 

 (by Wildhoney)