Klimt 1918 † Sovversivo † Demian

07/04/2007 - Castenedolo, Brescia, La Sfinge


(by Wildhoney)


::: Klimt 1918, Sovversivo & Demian, Live @ La Sfinge Metal Pub, Brescia, 07/04/2007 :::Per questa mia trasferta pasquale, ho avuto la splendida idea di abbigliarmi in stile Klimt 1918, con tanto di camicia bianca, cravatta e gonnellina nera a pieghe stile scolaretta: peccato che la primavera sia arrivata tutta in un colpo e che sia in macchina che fuori ci sono non so quanti gradi ed io mi sento troppo 'sacrificata' vestita a quel modo. Eeeh, cara la mia  consumatissima e stravissuta prima t-shirt di 'Uncomfortable Emotional Music' quanto mi sei mancata... Però devo dire che stavo proprio bene (modestamente) e che sembravo la sorella più piccola di Angus Young, mi mancava solo la cartella, ah, ah, ah! Intorno alle 19:00 arrivo in zona Cremona, dove incontro i miei compagni di viaggio Cristina e Fabio coi quali, dopo aver scaricato armi e bagagli per il resto del week-end, partiamo immediatamente alla volta de La Sfinge, il locale dove si terrà il concerto dei Klimt 1918 da me tanto atteso. Dopo alcune peripezie, giungiamo sul posto poco dopo le 20:00, giusto quando i Klimt 1918 si apprestano ad iniziare il soundcheck. Fortunatamente il tipo del locale ci lascia entrare e ci fa restare all'interno così, dopo un rapido saluto generale ai quattro sul palco, ci sediamo ad un tavolino per sentire le prove: Marco canticchia "Snow of '85" e "Rachel". Poi provano tutti assieme la stessa  "Snow of '85". Di tanto in tanto sento che azzardano "A forest" dei Cure e qualcosa degli AC/DC, mi pare, tanto per strimpellare qualcosa mentre sistemano i suoni. Il tipo al mixer pare un po' stufo del 'check che sta andando per le lunghe; i ragazzi del gruppo invece non sembrano essere molto soddisfatti del suono che sta venendo fuori. Fatto sta che di lì a poco, uno alla volta salgono sul palco gli altri due gruppi che si esibiranno nella serata, ovvero i Demian (e non gli Shining Fear, come erroneamente riportato sul flyer della serata) ed i Sovversivo. Visto che è Pasqua, omaggio i nostri adorati di un ovetto Kinder a testa e scambio qualche breve chiacchiera con Marco, Paolo e Davide. Nessuno di loro però mi fa conoscere il nuovo chitarrista Francesco: io lo vedo stare un po' sulle sue, lui non si presenta e tantomeno io vado a conoscerlo, quindi sarà per la prossima volta. Il fatto è che io temo che 'stravolga' troppo i vecchi pezzi e quindi voglio prima sentirlo all'opera per valutare il suo lavoro alla chitarra. Adocchio il posterone della serata con l'immagine della ragazza sul tetto, pertanto diverso dal flyer qui sopra,  ma purtroppo a fine concerto non riuscirò a rimediarne neppure uno. Sto invecchiando ragazzi: un tempo ero più rapida a staccarli dalle porte o dalle pareti dei locali, ah, ah, ah! Nel frattempo, ho poi saputo che Marco ha rilasciato un'intervista ad Eugenio Crippa di Advent 'zine, che spero potremo leggere molto presto. Tra l'altro Eugenio è riuscito ad andare a sentire i Klimt 1918 anche la sera prima, in provincia di Como (già che ci sono, saluto lui, Daniela, Stefano e Cinzia, grandi appassionati dei Klimt 1918 e sempre presenti!). 
Nonostante le danze dovessero iniziare verso le 20:00, i Demian aprono quasi tre ore dopo. Meglio comunque, così è arrivata un po' più gente (anche se sinceramente speravo ne sarebbe accorsa molta di più, considerato che era Sabato sera, tanto più in un periodo di vacanze... mah, come si suol dire, 'pochi, ma buoni'), ma peggio per me che sono col 'passaggio' che mi ospiterà per la notte che, ahimé, a fine esibizione dei Klimt 1918 non vede l'ora di levare le tende, il che mi costringerà a scambiare ben poche parole coi nostri e giusto un paio di foto con Marco e Paolo, tra l'altro scattate da troppo-troppo vicino. Se non altro, potrete vederci bene in faccia, eh, eh, eh! Stavo dicendo che i Demian aprono la serata: mentre facevano il soundcheck mi sembravano una sorta di ::: Marco & Wildhoney :::Lacuna Coil in ::: Paolo & Wildhoney :::erba, ma un tantino più 'core'. Durante il loro set vero e proprio, a parte questa somiglianza col gruppo suddetto, vuoi per la presenza del vocalist maschile e della cantante donna, mi vengono in mente anche gli ultimi Addiction Crew e pure i Linkin' Park. Devo dire che non è tanto il mio genere (viva i primi Addiction, soprattutto quelli di "Doubt the dosage"), ma si fanno ascoltare bene e durante i cinque o sei pezzi che propongono, il tempo scorre piacevolmente. A fine esibizione, regaleranno anche il loro demo ai presenti interessati e ne approfitta pure la sottoscritta.
Di lì a poco seguono i Sovversivo, che dal monicker battagliero pensavo facessero thrash/hardcore, ma invece sono un massiccio e preparato ensemble heavy-rock; propongono anche un paio di cover, dei Savatage, se ben mi ricordo, ma soprattutto di Alice Cooper che mi ritrovo a canticchiare anch'io.
E' già tardissimo quando i Klimt 1918 salgono sul palco (e mi hanno detto che anche la sera prima avevano fatto le ore piccole...) e tutti ci facciamo più sotto per partecipare attivamente allo show, esortati anche da Marco e Davide, che un paio di volte 'minacciano' di smettere di suonare, se non ci facciamo più sotto, appunto. Attaccano con uno dei pezzi più amati tratti dal debut album Click to enlarge"Undressed Momento", ovvero "That girl" che fa subito la gioia dei presenti. Il suono è okay ed il volume non mi sembra più spropositamente alto come nel soundcheck. Segue la nostalgica "Snow of '85", che con quel caldo che ha fatto oggi e che fa anche all'interno del locale, per un attimo mi riporta indietro coi pensieri, a temperature e climi più freschi, quando le mezze stagioni esistevano ancora. In fondo il nuovo chitarrista non stravolge così tanto i vecchi pezzi anzi, così leggermente riarrangiati suonano proprio alla grande ed io mi incanto a sentirlo suonare... lui, ma anche gli altri. Un plauso particolare, per quanto mi riguarda, va a Paolo dietro la batteria: nonostante gli si muova tutto, suonerà da paura per tutta la durata del concerto ogni singolo pezzo, in particolare "Sleepwalk in Rome" e "They were wed by the sea". A fine set, è talmente accaldato e sfinito che i nostri non riusciranno neppure ad eseguire il bis previsto ("Pale song", eseguita invece la sera prima al Motorockas); che pecado! Si prosegue con il primo nuovo pezzo della serata visto che, come dice lo stesso Marco, "Dopoguerra" ormai è uscito già due anni fa e quindi sarebbe anche l'ora di proporre qualcosa di nuovo. Sono curiosa ed attentissima al pezzo in questione (non so se chiama esattamente "Ghost", perché sulla scaletta di Francesco che ho sgraffignato a fine serata, il titolo è stato sbarrato...;
che poi si intitolava "Ghost of a tape listener" ndMery, Gennaio 2008) e come sonorità mi ricorda molto alcune delle soluzione più indie e post-rock già presenti sull'ultimo disco, anziché quanto fatto sul debut, ma me lo aspettavo e considerato che ultimamente ho cominciato anch'io ad avvicinarmi a sonorità del genere, mi godo questo nuovo pezzo che non mi dispiace proprio per niente e che mi trasmette una grande energia! Trovo che anche il secondo nuovo pezzo che seguirà poco dopo, "Skygazer", come almeno riporta la scaletta, abbia sonorità molto simili e già non vedo l'ora di riascoltare questi nuovi brani, in occasione di qualche altro bel concerto o non appena uscirà 'sto benedetto nuovo disco (già, ma quando? Quandooo? Lo stanno ancora preparando e a detta di Paolo, sembra che stia venendo fuori veramente bene, quindi non possiamo far altro che attendere fiduciosamente. Ed io che speravo che per questa primavera lo avremmo già avuto tra le mani, sigh...). Si va avanti con "Rachel" e quell'inno di "Nightdriver", dedicata da Marco a tutti quelli che si sono fatti svariati chilometri per essere presenti al loro concerto: penso che a parte loro, nessuno se n'è fatti così tanti quanti me, ma fortunatamente ne vale sempre la pena. Tra l'altro, ci tengo a ringraziare tanto Cristina per l'ospitalità (nonché per la straordinaria visione de "Os cavaleiros do templo" ed i ripetuti ascolti di "Paris Spleen" degli Ataraxia, il cd "Campo di Marte" dei Camerata Mediolanense ed il bel giro turistico in quel di Soncino dove, pensate un po', proprio presso il bellissimo castello sforzesco sono state girate alcune scene di uno dei miei film preferiti, "Ladyhawke"!) e Fabio 'Day & Nightdriver' per le foto che vedete qua e là, e per avermi dato l'oppurtunità di partecipare anche al Dark Celebration l'indomani. Spero di potervi rendere presto il favore. Avanti ancora coi alcuni brani tratti da "Dopoguerra", ovvero "Because of you, tonight", con Paolo sempre grande protagonista dietro la batteria, la stessa title-track e "La tregua". Si va sul finale, per il quale i nostri ci riservano l'indimenticabile "Parade of adolescence", ma soprattutto la magistrale "Sleepwalk in Rome", straordinariamente sempre più bella, intensa, emozionante, ascolto dopo ascolto, col quel suo finale in crescendo coi versi in italiano e infine la spumeggiante "They were wed by the sea", che chiude le danze. E' tardissimo davvero ma purtroppo, ancora una volta, è già finito... Niente bis come già menzionato qualche riga più sopra. C'è chi vuole che Marco ci parli della Roma e che ancora non ha capito che lui invece tifa Lazio :), chi come me vorrebbe che ci cantasse ancora qualcosa, chi non li conosceva e comincia a porsi domande sul loro bizzarro monicker o che comunque si complimenta per la loro proposta musicale, chi accorre al banchino del merchandising, non appena Davide si materializza col borsone pieno zeppo di dischetti e magliette varie, nell'attesa che tornino presto a suonare su qualche palco e non sempre così sporadicamente ogni tre o quattro mesi, magari proprio per presentare il nuovo ed attesissimo disco.

Guarda tutte le altre foto del concerto fatte da Fabio!

Leggi anche il live report di questo concerto tratto da Kronic
e quello al MotoRockAs tratto da Metal Inside!