Klimt 1918 † Sleep of Thetis † Altherea
06/04/2007 - Mozzate, Como, MotoRockAs
IV Hardsounds Heavy Birthday
Live report tratto da Metal Inside - di Leo
In occasione del 4° anno di attività, i colleghi di Hardsounds hanno organizzato due serate interessanti (delle quali questa è la prima) che vedranno esibirsi – in qualità di headliners - i romani Klimt 1918, ed il pirotecnico Pino Scotto con i suoi Fire Trails.
Il locale prescelto per le esibizioni è il raccolto MotoRockAs di Mozzate, che nel corso della serata accoglierà decine di spettatori.
L'inizio della serata concertistica si protrae sino alle 23:00, quando spetta ai giovani meneghini Altherea, band di stampo gotico con alle spalle un Promo (del 2005) ed un altro in uscita nel 2007, aprire le danze. Il quintetto si comporta in maniera convincente, merito della singer Silvia, autrice di una buona prova, e del resto della band che non fa mancare un convincente apporto ritmico. Gli Altherea, pur mostrando qualche ingenuità e qualche parte non proprio originalissima, paiono avere i mezzi per sfornare in futuro dei prodotti più che discreti. Detto questo la prova live di questa sera, pur non essendo particolarmente impegnativa quanto a minutaggio, è stata convincente, anche verso coloro – come il sottoscritto - che non hanno mai sentito la band (Voto: 6.5/10).
Dopo un discreto intervallo, dovuto all'approntamento del palco, ecco salire on stage i più esperti Sleep Of Thetis, per l'occasione accompagnati dalla singer Alteria (a causa dell'impossibilità di presenziare della cantante titolare). L'esperienza di quasi dieci anni di attività si è vista e si è sentita. Il risultato è stato racchiuso in una performance intensa, multivitaminica e veramente ben riuscita, se si considera anche il fatto che le circostanze hanno portato ad affidare un ruolo chiave nell'economia della band (la voce femminile) ad un elemento esterno. La performance attinge a piene mani dal primo – e sin ora unico - full-lenght album rilasciato dalla band "Thin limits", che ha ben impressionato la stampa specializzata, grazie soprattutto alla voglia della band di non omologarsi sui soliti e stantii cliché, ma di evolvere un discorso musicale più intraprendente e personale, grazie soprattutto ad un utilizzo di tastiere veramente esaltante. Che dire: i vari brani sciorinati, tra i quali spiccano "Liar", "Water", "The choice", "Best for me", "From heaven", vengono addirittura rinvigoriti in sede live, grazie all'ottima performance della sezione ritmica (dove Mauro, il bassista, come da copione ha dovuto sobbarcarsi con successo anche l'onere della voce maschile) e dalle tonicissime linee di tastiera. Il ciclone Alteria – letteralmente indiavolata - non ha certo fatto mancare il suo apporto vocale, coadiuvato anche da un grande coinvolgimento scenico e da una palese voglia di divertire e divertirsi. Come si diceva, grande onore va reso a questi ragazzi per essere stati in grado di tenere con autorità il palco, non palesando l'assenza di Silvia. Ora ci aspettiamo belle novità per il prossimo album, nel frattempo si sono guadagnati il nostro plauso convinto questa sera (Voto: 7.5/10).
Giunge così a notte inoltrata, non prima di aver risolto un problema al basso, il turno dei Klimt 1918, combo romano che si meriterebbe ben altri consensi, ma purtroppo l'attenzione del pubblico non corre di pari passo con la qualità delle releases della band capitolina. Nonostante il non foltissimo pubblico, il quartetto non si fa scoraggiare e richiede a presenti di avvicinarsi al palco sulle note di "That girl", seguita da uno degli hit dell'ultimo lavoro "Dopoguerra": "Snow of '85", che porta un grandissimo feeling in sala. E' veramente inaspettata (per me) la qualità sonora fuoriuscente degli amplificatori collocati ai lati del palco, visto che la batteria suona da dio, potente, precisa e nitidissima, le chitarre vanno a ricamare fraseggi ricercati perfettamente percepibili, e l'unico appunto che potrebbe essere mosso è riguardante il volume della voce, che nel finale risultava leggermente basso. A rendere ancor più ghiotta la serata, ecco la presentazione del primo dei due inediti proposti che andranno a far parte del prossimo studio album dei romani, che non mancano di far presagire il solito ottimo disco! Ma è la superlativa "Rachel" a riportarci al presente con un tasso d'emotività e di trasporto musicale veramente ai massimi livelli; se poi ad essa ci aggiungiamo anche "Nightdriver", il quadro può essere sufficientemente completo. Rispetto alla precedente volta che avevo visto la band all'opera (Springtime Festival del 2005) mi paiono evidenti i passi in avanti compiuti: maggiore sicurezza dei propri mezzi, buon interscambio di battute col pubblico (con reiterati ringraziamenti), oltre ad un lotto di canzoni di livello assoluto. A tal proposito ecco giungere "Because of you, tonight", seguita dal secondo inedito "Skygazer", che mi è parso più veloce del precedente, ben equilibrato ed assolutamente competitivo. Un altro momento caldissimo è rappresentato dall'ottima "Sleepwalk in Rome", che ha fatto cantare nella sua parte in italiano i presenti; a seguire giungono così una delle mie canzoni preferite del primo disco: "Pale song" (anche se non proporre "We don't need no music" è delittuoso! - ecco, bravo, diglielo anche, così magari la prossima volta si ricordano di farla :) ; ndMery), seguita dalla prima canzone del nuovo disco "They were wed by the sea" (Voto: 8.5/10).
Obbligatorio il convinto applauso finale all'esibizione dei Klimt 1918 ed ai gruppi che li hanno preceduti; oltre questo cogliamo l'occasione per fare i nostri auguri per il 4° compleanno ai 'colleghi' di Hardsounds.
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Kronic!