L'amore per la musica ti spinge alla follia e quindi alle 15:30 di Sabato 16 Dicembre prendo l'aereo per Budapest. Il concerto è di quelli che la notte prima non dormi pensando alle mille scalette possibili: Klimt 1918 + Katatonia, cioè i miei due gruppi preferiti.
All'arrivo nella capitale ungherese mi attende un freddo che ormai qui in Italia non sentiamo da 50 anni ed un cielo che è di un grigio così inquietante che mi ricorda la copertina dello storico disco dei Cure "Faith": peccato non averlo avuto dietro tra i cd portati per la trasferta!!!!!!
Prendo il taxi ed in mezz'ora arrivo al locale, piuttosto simile al Circolo Degli Artisti (noto locale per buona parte dei concerti metal che si tengono a Roma; ndMery) se non fosse per un'anticamera piuttosto grande dove c'è il bar, il merchandising e una tonnellata di fumo di sigarette (il fumo di altro tipo era vietato esplicitamente dietro il biglietto del concerto… bah). Tento una sbornia istantanea ma mi imbatto nel gentilissimo Davide dei Klimt e subito dopo conosco anche Paolo che portano me e la mia ragazza nel backstage a conoscere i Katatonia: evito qualsiasi commento su questa esperienza: per me il gruppo svedese è una ragione di vita; ho iniziato a suonare spinto dall'ascolto di "Brave Murder Day" e le notti passate ad ascoltare "Discouraged Ones" ormai sono una (insana) abitudine.
Alle otto inizia il concerto dei Klimt 1918, purtroppo penalizzati da un'organizzazione molto approssimativa: batteria mobile e casse della voce stile 'famo un concerto volante al Traffic' (che se non erro è un altro locale della capitale; ndMery) e da un soundcheck a dir poco breve. Siparte con "Nightdriver" (in realtà mi hanno detto che sia a Budapest che a Belgrado hanno aperto con"They were wed by the sea"; il nostro Dario forse era un po' troppo emozionato :); ndMery) un po' sottotono ma, ripeto, in quelle condizioni non si poteva pretendere di più. Con la successiva "Snow of '85" entro in clima concerto: quella canzone è cosi bella che potevo sentirla anche dal cesso del locale e mi sarei emozionato uguale; si prosegue con "Rachel" ed il suono si fa più compatto: il gruppo suona adeguandosi al contesto ed il pubblico è più partecipe.
Dopo è il turno di "If only you could see me now" tratta da "Undressed Momento": se devo essere sincero è l'unica canzone dei Klimt che non mi piace neanche un po' (... Dario era decisamente troppo emozionato: la band non ha suonato questo pezzo, bensì "That girl", eh, eh, eh :D). Per fortuna dopo mi riprendo con la mia preferita: "Because of you, tonight"… la voce è finalmente nitida e la canzone è un capolavoro a metà strada tra i Cure, i My Bloody Valentine e gli U2. Poi è la volta di "Parade of adolescence" ed incomincio a perdere il controllo di me stesso che diventa un lontano ricordo con la conclusiva "Sleepwalk in Rome". In definitiva un grande concerto a cui avrei aggiunto almeno una "Pale song" e una "Lomo". Grande merito al gruppo romano per aver dato ai presenti una grande prova in condizioni difficili: sembrava quasi un concerto underground.
Tutt'altra situazione per i Katatonia: bassi terrificanti per potenza, batteria con la cassa che ti entra nello stomaco e chitarre supercurate in linea diretta. Quest'ultima scelta fa mischiare troppo la voce con le sei corde di Blakkheim
e Fredrik; è anche vero che ero spostato tutto a sinistra ma mi è sembrata una scelta azzardata. Si parte con "Leaders" e "Soil's song", devastanti!!!!!! Poi è il turno di "Deliberation". Ormai i Katatonia sono una istituzione, cercano un rapporto continuo con il pubblico che li acclama, fermano le canzoni a metà per sentire il boato: l'attitudine non è quella di cui mi sono innamorato ma va bene così, se lo meritano veramente tutto questo successo. Accolgo in lacrime l'annuncio da parte di Jonas di "Deadhouse": la mia canzone preferita di tutti i tempi che ho gradito particolarmente in questo live, perché è stata eseguita molto cadenzata: più simile a quella di "Discouraged ones" che a quella del
dvd uscito due anni fa. Stesso discorso sarà per "Murder". Si prosegue con le stupende "Tonight's music" e "The future of speech", intermezzate da "Ghost of the sun" e dall'inutile "July" presa dall'ultimo disco (cosaaa?!? ... ma se è uno degli episodi migliori di "The great cold distance"!; ndMery). Il sipario si chiude (in tutti i sensi: siamo in un teatro!!!) e si riapre con il bis scontassimo di "My twin", "Evidence" e "Murder", canzoni che da sole però valgono la trasferta da Roma. Lasciamo perdere le ballerine entrate su "My twin"; spero di non rivedere mai più cose del genere. Comunque sia, uno show stupendo anche se ormai preconfezionato e scontato da parte di un gruppo che è annoverato tra quelli che hanno cambiato la storia della musica. Un monumento.
Guarda tutte le altre foto del
concerto fatte da Dario
e quelle di Florin!
Altre foto di
Judit Fold
(Live clips by Csaba81)
... leggi anche il live report del concerto a
Belgrado di supporto ai Katatonia!