Klimt 1918 "Dopoguerra"

::: Recensione tratta da Metalinside.it, 05/05/2005 - 'I Raccomandati'! :::



Sono tornati i Klimt! Così potrebbe essere riassunto il mio stato d'animo dopo aver approfonditamente ascoltato il nuovo capitolo del combo capitolino.
Autori di un debut album che due anni or sono conquistò critica e pubblico, i Klimt 1918 hanno deciso di non adagiarsi sugli allori di "Undressed Momento", osando ancora e rimescolando le carte.
Sparita ogni velleità metal, il combo romano ha optato per potenziare il suo connubio di rock (e post-rock), ad atmosfere più pop oriented, non scordandosi però degli attimi più 'intimisti' che ne avevano in un certo qual modo decretato il successo nel disco precedente.
Il disco si apre con la dichiarazione della liberazione dell'Italia da parte degli Alleati per voce di Radio Milano Liberata, che di fatto sanciva la fine delle ostilità del secondo conflitto mondiale per nostro Paese (e non è certo un caso che la release date del disco sia proprio il 25 Aprile).
Il disco risulta un percorso musicale inizialmente spiazzante, poi a seguito di numerosi ascolti s'impara ad apprezzarne tutte le peculiarità, si pensi a "They were wed by the sea" che sbalordisce col suo flavour alla U2, oppure alle note fatate di "Snow of '85", dalle quali traspare tutta la magia suscitata a seguito della nevicata del 1985 nella capitale, che l'ottimo Marco Soellner riesce a rendere realmente atmosferico. Impossibile non cogliere la dolcezza nelle note di "Rachel" unita ad un pizzico d'inquietudine. Ancora, l'arpeggio iniziale di "Nightdriver" tessuto da Alessandro Pace, che conduce ad un pezzo quasi evocativo, cadenzato ed ottimamente arrangiato, leggermente movimentato nel finale.
"Because you, tonight" è un brano dove viene manifestata una malinconia latente, soprattutto nel break scandito dal singer della band che non potrà lasciarvi indifferenti. In "Dopoguerra" invece si respira un mood di speranza, dove la chitarra sommessa coadiuva le linee vocali ottenendo un effetto realmente interessante. "La Tregua" è forse l’episodio che mi convince di meno sebbene abbia un finale scoppiettante, dove Paolo Soellner si dà da fare.
"Lomo" rappresenta l'episodio forse più 'heavy' del disco, e certamente ha un andamento unico all'interno del platter, complice un ritmo particolare che permette una scansione delle parole veramente avvolgente, e dove anche la chitarra torna a graffiare.
Infine i Klimt hanno deciso di serbarci l'ultima gemma, "Sleepwalk in Rome", a mio avviso la migliore del lotto ed uno dei migliori brani mai scritti assieme "We don't need no music" e "That girl" di "Undressed Momento", che contempla la seconda parte del brano cantato in italiano (come la già citata "We don't need no music" che però vedeva l'impiego della nostra lingua nella parte iniziale) che rappresenta la summa di tutto ciò che sono oggi i capitolini.
La produzione, eccellente, è stata eseguita presso gli Outer Sound Studio, successivamente il disco è stato masterizzato ai Finnvox.
Questo è il primo lavoro che i nostri incidono per la tedesca Prophecy, e se il buon giorno si vede dal mattino abbiamo di che stare allegri!
E' ora di usare quei 15 € che sono sopra il vostro comodino a prendere la polvere!

(Leo - Voto: 8.5/10)

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