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Se, al momento della pubblicazione di
questa intervista, non avete ancora avuto modo di leggere la recensione di "Undressed
Momento" o di ascoltarlo, cercate di farlo il più presto possibile, perché il debut album dei Klimt 1918 è un lavoro favoloso e si candida seriamente a
diventare uno dei dischi più riusciti ad aver visto la luce nel corso di questo
2003. E' con grande piacere che mi trovo ad introdurre questa intervista a Marco
Soellner, chitarrista/cantante del quartetto romano, un gruppo che ha
sicuramente le carte in regola per fare cose eccellenti nel prossimo futuro. Lo
dimostrano i brani del loro debut album ma anche i capitoli meno recenti della
loro ancor giovane carriera di musicisti: mi riferisco al demo di due anni fa,
lo spettacolare "Secession Makes Post-Modern Music", ma anche agli eccellenti, e
notevolmente più estremi, lavori pubblicati sotto il monicker Another Day. Spero
vivamente che questa intervista riesca ad incuriosirvi e magari vi sproni ad
ascoltare la musica dei Klimt 1918: sono grandi musicisti e lo meriterebbero
davvero.
Siccome credo
che molti dei nostri lettori non vi conoscano, ti andrebbe di riassumere la
storia della band?
Marco:
Quando gli Another Day, band death prog in cui io e mio fratello militavamo, si
sono sciolti nel 1999, la voglia di continuare era tanta. Così con una
formazione rivoluzionata ci siamo avventurati in un nuovo progetto musicale: i
Klimt 1918. L'idea era quella di unire le sonorità avantgarde che più ci
emozionavano con il gusto della forma canzone tipicamente wave rock. Il
risultato di questa ibridazione si può ascoltare su "Secession Makes Post-Modern
Music" , il nostro promo uscito ufficialmente nel Febbraio del 2001.
Grazie ad esso abbiamo firmato un deal con la volenterosa My Kingdom Music che
nel 2002 ci ha dato la possibilità di registrare "Undressed Momento", il nostro
album di debutto.
Tramite
un amico di Roma sono entrato in posseso di un po' di materiale degli Another
Day. Lo trovo di una qualità eccelsa, è davvero un'ingiustizia che al tempo non
abbiate trovato una label disposta a darvi fiducia. Cosa pensate oggi di quei
lavori? Vi piacerebbe un giorno riregistrarli e pubblicarli?
Marco: In realtà la faccenda Another Day è un po' più complicata. Nel 1997 registrammo
un mini-cd per la Garden of Grief la quale, da brava rip-off label, non lo
pubblicò facendoci perdere un mucchio di tempo prezioso. Da quel momento le cose
cominciarono a non andare più per il verso giusto. Diciamo pure che se solo quel
materiale fosse stato pubblicato a tempo debito probabilmente il futuro degli
Another Day sarebbe stato ben più roseo."Fireworks Outside (Black Butterflies
Over The Petals Of The Sun)" - questo il titolo dell'album - era costituito da
un'unica suite di 26 minuti di death progressivo, un'opera estremamente
complessa che ci impegnò per un anno intero. Vedere fallire questo progetto per
colpa di sedicenti discografici senza un briciolo di esperienza per noi è stato
fatale. Ma un giorno, non appena troverò i soldi per riscattare il master, mi
piacerebbe vedere pubblicato quel mini cd.
Il vostro debut album è semplicemnte
stupendo, vi ho trovati ancora più mature, melodici ed emozionanti rispetto a "Secession...".
Puoi parlarmi della nascita di "Undressed Momento", delle registrazioni, ecc.?
Marco: Grazie dei complimenti, sono contento che "Undressed Momento" ti sia piaciuto.
Per noi questo cd rappresenta molto, soprattutto dopo le traversie che hanno
accompagnato la breve esistenza degli Another Day. Per questo motivo la
lavorazione, gli arrangiamenti e le registrazioni si sono svolte in un clima di
grandissima eccitazione. Abbiamo cominciato a lavorare alle canzoni subito dopo
l'uscita del demo 'Secession…', nel Febbraio del 2001 e siamo andati avanti per
diciotto mesi senza fermarci mai. Con ritmo febbrile abbiamo curato ogni singolo
particolare, cercando di tralasciare il minimo indispensabile. E' stato un
periodo faticoso ma molto gratificante. Nel Luglio del 2002 abbiamo
ufficialmente cominciato le sessioni di registrazione presso gli Outer
Sound Studios in compagnia di Giuseppe Orlando e Massimiliano Pagliuso. Oltre tre
settimane di risate, nervosismo, panini con la coppa ingurgitati di fretta, tè
freddo, coca cola gassata, chitarre da accordare, propoli nebulizzata a iosa,
camomille calde, sonni profondi sui comodi divani dello studio, sudore e
pioggia, molta pioggia di fine estate…Un periodo davvero indimenticabile.
Ho avuto modo di leggere i testi e li ritengo molto interessanti e ben
scritti. Cosa puoi dirmi a riguardo? C'è un concept dietro di essi?
Marco: Non esiste un concept di base. Si tratta di tante piccole storie diverse che in
comune hanno un elemento: la descrizione di un lasso di tempo sospeso, un
momento nudo, parafrasando il titolo dell'album. Quello che mi preme trasporre
in note è l'intimità, la sfera privata delle emozioni, l'esclusività dell'amore
adolescenziale che assume, nel mio caso, odori e sapori estremamente elegiaci.
Il libretto è davvero di ottima
fattura e la copertina mi ha molto incuriosito; chi è l'autrice e che cosa
rappresenta?
Marco: La foto di copertina come, quella del retro, è stata scattata da Eloisa, una
nostra amica che si occupa di fotografia di moda. Quando l'abbiamo vista
spulciando il suo interminabile archivio abbiamo subito pensato che si sarebbe
adattata perfettamente al titolo e agli umori dell'album. Rappresenta una figura
femminile sfuocata dal movimento che sta compiendo sotto l'acqua. C'è qualcosa
di estremamente lieve e rilassato nella sua espressione. Esprime un lasciarsi
andare dolce ed intimo… riposare per qualche secondo in una vasca da bagno,
magari in compagnia della musica giusta.
Il layout del libretto e l'impaginazione invece sono opera di Francesca Di
Leandro, l'artista che si è occupata degli artwork di Novembre, Greyswan e
Morgana's Kiss. Nocturna (questo il suo alterego) ha un gusto visivo onirico e
romantico che ben si sposa con le suggestioni di "Undressed Momento". La sua
collaborazione è stata molto preziosa.
In una delle foto interne si vede
parte della copertina di "Left hand path" degli Engombed! E' un omaggio a questa
grande band o un richiamo al vostro passato? Vi sentite ancora legati al metal
estremo?
Marco: Sono contento che tu mi abbia fatto questa domanda. La copertina di "Left Hand
Path" degli Entombed è un omaggio alla mia adolescenza, ai suoi momenti di
disperazione e rivalsa. Sublima perfettamente l'essenza del death metal, il suo
valore splendidamente catartico. Io devo molto a questa espressione musicale. In
essa mi sono rifugiato tredici anni fa, quando avevo bisogno di esorcizzare la
mia solitudine. Attraverso il death metal ho conosciuto la melodia, ho accettato
la musica nella sua interezza. L'estremismo è uno splendido punto di partenza,
un vuoto programmatico che ti spinge a conoscere ed ascoltare sempre cose
nuove. Personalmente, se non ci fosse un bel po' di gente pronta ad etichettare
tutto con metodi assai grossolani e massimalisti, definirei i Klimt 1918 un
gruppo post death metal.
C'è un brano che prediligi
all'interno del disco? Ti andrebbe di commentare brevemente la track-list?
Marco: "Pale
Song": una elegia dai forti
connotati politici. Il testo storpia una famosa poesia di Poe intitolata"Israphel". Israphel, nel
Corano, è l'angelo fiammeggiante che con la sua lira è
capace di incantare tutti gli uomini. Ho immaginato un gruppo di palestinesi
chini di fronte ai corpi senza vita dei loro cari inneggiare Israphel.
"Parade of
Adolescence":
il brano che più di tutti incarna l'umore dell'album; l'adolescenza come momento
mitico e irripetibile che si riverbera negli anni diffondendosi nelle nostre
vite di relazione.
"We Don't Need No Music":
la musica come l'amore. Quando finisce questo sentimento le melodie si
riflettono su se stesse. Desidereresti che tutto fosse silenzioso ma dalla tua
bocca escono inavvertitamente armonie della dissoluzione.
"Undressed
Momento":
il momento supremo della verità. Il suo schiudersi ci spoglia di tutto. Nudi e
intrappolati in lassi di tempo amniotici e interminabili.
"That Girl":
uno dei brani più vecchi dell'album. L'ho scritta pensando all'amore infinito,
quello che, almeno una volta nella vita, tutti conosciamo.
"Naif
Watercolour":
l'abbandono tracciato ad acquerello su un foglio bianco. I colori sono
liquidi e sbavano, fuggono via. Melodie acquose e ritornelli gioiosamente wave.
"If
Only You Could See Me Now":
secondo pezzo politico. Un giorno di Luglio
a Genova: il livore diventa carne, ossa rotte e sangue. Qualcuno, in mezzo a
tali esecrazioni, scopre se stesso.
"Staligrad Theme":
il Volga intriso di rosso, la vittoria cercata e alla fine ottenuta. La
sensazione di poter esportare tale eroismo anche altrove.
La mia
canzone preferita è "Parade of Adolescence". E' semplice, felice e al tempo
stesso elegiaca. Tre qualità che secondo me descrivono alla perfezione il sound
dei Klimt 1918.
State già pensando al successore di "Undressed
Momento"? Come pensi che si evolverà la vostra musica?
Marco: Le canzoni del prossimo album dei Klimt 1918 sono già state scritte. Ora non
resta che arrangiarle. Per adesso abbiamo pronti solo tre brani: un pezzo di
grande impatto con chitarre enormi di chiara influenza U2, un brano
decisamente wave dedicato a Ernesto Guevara con un crescendo in mezzo da brividi
e una canzone dall'impatto assai post punk - dark dedicata alla nostra città.
In ogni caso non mi preoccupo molto di come si evolverà la nostra musica. A
volte quello che compongo da solo a casa, quando viene arrangiato in sala prove
assume altri sapori, tradisce nuove suggestioni. Per sapere qualcosa i più sulle
direzioni che assumerà il nostro sound dovremo dunque aspettare la fine delle
registrazioni del prossimo disco.
Avete in programma dei concerti? Non
vi nascondo che è un mio sogno vedervi dal vivo qui a Milano!
Marco: I concerti arriveranno, magari a partire dall'autunno. Spero quindi di venire a
suonare a Milano quanto prima.
La scena romana mi sembra molto
attiva. Tu che cosa ne pensi? E come giudichi la scena italiana ed
internazionale?
Marco: Sì, a Roma ci sono delle valide realtà musicali. Mi riferisco ai Novembre, ai
nostri compagni di etichetta Room with a View e ai grandissimi Spiritual Front
con cui condividiamo Alessandro, il nostro chitarrista. Ritengo molto validi
anche Pulcher Femina e XP8, due fantastiche realtà EBM che per me valgono molto
più di tanti gruppi metal. Riguardo all'Italia penso ci siano delle ottime bands
in giro. Certo la competizione è tanta e a volte addirittura distruttiva. Ma
penso si tratti di qualcosa di inevitabile per una scena neonata come la
nostra. Con il tempo le cose cambieranno.
Che cosa vi aspettate da "Undressed
Momento"? Quali sono i vostri obiettivi come band?
Marco: Non ci aspettiamo nulla in particolare. Ci sentiremmo molto onorati se il
cd piacesse alla gente…
Ti ringrazio per la tua disponibilità
e vi auguro buona fortuna per il disco. Se vuoi aggiungere qualcosa fai pure!
Marco: Ringrazio te, Luca, e i ragazzi di Metalitalia per lo spazio
concessoci. E speriamo di vederci presto in concerto a Milano!!
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