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Ciao ragazzi, innanzitutto complimenti per il vostro debutto "Undressed
Momento"; attendevo con trepidazione questo cd ma non mi aspettavo ne
sarebbe venuto fuori qualcosa di così memorabile! Quali sono le vostre
sensazioni al riguardo? E che tipo di feedback state ricevendo per il
vostro piccolo capolavoro?
Marco:Ti ringrazio molto delle belle parole. Fa sempre piacere
sapere che il nostro lavoro è apprezzato da qualcuno. Questo ci ripaga dei
numerosi sacrifici che abbiamo dovuto sostenere per la sua realizzazione.
Provenire da un lungo periodo di silenzio, imbarcarsi in una nuova
avventura musicale e trarne dei risultati positivi è ancora più bello,
perché ha il sapore dolce della rivalsa.
Il feedback per adesso è molto buono. In Italia "Undressed Momento" sta
andando moto bene ed è stato recepito entusiasticamente dalla critica. Ora
aspettiamo di tastare le reazioni straniere. Chissà se anche a loro
piacerà… Staremo a vedere.
Penso che sia opportuno presentarvi a chi non vi ha mai sentito
nominare: che ne direste di tracciare una piccola biografia
musicale-personale della band?
Marco: I Klimt1918 si sono formati nell'Ottobre del 1999, quando
si sono sciolti gli Another Day, il gruppo death-prog in cui suonavamo io
e mio fratello Paolo. Il nostro obiettivo era quello di portare avanti un
nuovo progetto musicale che coniugasse sonorità avangarde e new wave '80.
Nel 2000 abbiamo registrato il demo intitolato "Secession makes
post-modern music", che ci ha permesso di firmare un contratto con la My
Kingdom Music. Nel Luglio del 2002 dopo un anno e mezzo di preparazione
siamo entrati in studio per assemblare "Undressed Momento", il nostro debut
album. Il resto è storia dei nostri giorni.
Tra l'altro
"Undressed Momento"
esce per la My Kingdom Music che già aveva fatto debuttare i vostri
concittadini Roow with a View; come mai avete deciso di collaborare con
tale label?
Marco: Sarò sincero con te. E' stata l'unica label ad offrirci un
contratto serio qui in Italia. Francesco Palumbo è una delle poche persone
che ha deciso di credere nella nostra musica fin dall'inizio. Per questo
gliene saremo eternamente grati.
Quali sono le vostre aspettative soprattutto alla luce di un disco così
valido?
Marco: Non abbiamo particolari aspettative. Per noi è già un
miracolo avere raggiunto il traguardo della pubblicazione, dopo tutte le
disavventure patite con gli Another Day.
Quali pensate siano i più evidenti segni di maturazione rispetto al
demo "Secession post-modern music", che già di per sé era stupendo?
Marco: Parlando personalmente, penso che la mia voce sia migliorata
rispetto ai tempi del demo. Nel 2000 ero un neofita mentre adesso, dopo un
paio d'anni di apprendistato, mi sento assai più sicuro dietro il
microfono.
E' migliorata anche la coesione del gruppo, la sua preparazione tecnica.
L'arrivo di Alessandro nella line-up ha portato una ventata di aria fresca
essendo lui uno strumentista-arrangiatore molto capace.
Il vostro sound personalissimo sembra una rilettura del pop e della new
wave anni '80 alla luce dei risultati del metal attuale… quali sono state
le guide musicali che vi hanno portato a creare questo vostro stile così
unico e peculiare?
Marco: Le guide musicali sono state tante, come numerose sono le
sfumature del nostro sound. Diciamo che un posto di prim'ordine ce l'hanno
i Cure, i Beatles e tutta la scena avantgarde scandinava ed anglosassone.
Del gruppo di Robert Smith ho sempre adorato l'immediatezza, la capacità
di non prendersi mai troppo sul serio alternando malinconia a voglia di
vivere. I Beatles invece mi hanno fatto capire come sia possibile
esprimere tanto scrivendo una canzone che contiene poche strofe, pochi
riff e un ritornello centrale. Sono rimasto colpito dal loro approccio
antico, ma sempre efficiente ed espressionista di fare musica.
L'avantgarde, gruppi come Katatonia, Opeth, Anathema, October Tide, sono
stati importanti perché mi hanno insegnato a guardare oltre le limitate
soglie del metal. E' grazie al loro sound ibrido che ho cominciato ad
interessarmi ad altri generi.
Avete registrato il disco negli Outer Sound Studios di Giuseppe
Orlando e Max Pagliuso dei Novembre; come vi siete trovati? Ha giocato,
nella scelta, un ruolo rilevante il fatto che avessero inciso un disco
come "Arte Novecento" molto vicino alla vostra sensibilità musicale?
Marco: Abbiamo cominciato la nostra collaborazione con Giuseppe
Orlando e Massimiliano Pagliuso nel 2000, in occasione della registrazione
del promo "Secession...". Da quel momento abbiamo pensato che nessuno
meglio di loro avrebbe potuto comprendere quello che volevamo raggiungere
attraverso la nostra musica. Peppe e Massimiliano sono nostri coetanei,
vengono dai nostri stessi ascolti, suonano in una band, che come hai
ricordato tu, ha partorito "Arte Novecento", uno degli album che riteniamo
più importanti ai fini della nostra crescita musicale. Oltre ad essere dei
grandi professionisti sanno mettere a proprio agio i gruppi con cui
lavorano. Instaurano un rapporto di complicità e condivisione che pochi
produttori sanno creare. Questo, almeno in Italia, li rende unici.
La vostra musica così come il vostro apparato testuale sembrano
fortemente legati alla quotidianità, sembra quasi che la vita quotidiana,
i suoi luoghi e i suoi eventi siano la vostra nemesi… Qual è il nucleo
concettuale di "Undressed Momento"?
Marco: Sì, hai perfettamente ragione. Attraverso la musica è
possibile dare un senso alla quotidianità, elevarla fino a vertici
impensabili di poesia e irripetibilità. Un titolo come "Undressed Momento"
la dice lunga in proposito. L'intimità della vita comune è la sostanza
epica della nostra musica. Momenti spogliati che si ergono eroici,
travalicano le barriere del personale e affogano nei ricordi di chi
ascolta. L'esistenza esoterica di una persona che viene dischiusa per la
prima volta è quanto di più bello ed emozionante si possa ammirare.
Una cosa che mi ha colpito è la foto posta alla fine del booklet che
raffigura la cover di "Songs from the big chair" dei Tears For Fears,
quasi come la traccia di un lontano passato musicale che si continua a
rimpiangere; cosa ha significato per voi il pop anni '80 e l'opera dei
suoi rappresentanti più illustri?
Marco: La wave-pop anni Ottanta rappresenta esattamente quello che
hai detto tu: è una testimonianza del nostro passato, della nostra
infanzia. Quando io e mio fratello eravamo bambini passavamo delle ore ad
ascoltare "Songs from the big chair" dei Tears For Fears. Era il 1985, le
radio trasmettevano electro pop commerciale oppure brani dei Talk Talk ("Such
a Shame"), Duran Duran ("The reflex", "Rio", "Wild boys", "Save a prayer"),
Spandau Ballet ("True", "Gold", "Parade", "I'll fly for you",
"Highly
strung"), e Smiths ("Heaven knows I'm miserable now", "How soon is now",
"The boy with the thorn in his side"). Un momento indimenticabile delle
nostre vite, insomma, che si riverbera oggi nel nostro modo di fare
musica.
Comunque nel booklet abbiamo inserito anche una foto dove si intravede la
copertina di "Left hand path" degli Entombed. Un modo per significare che
nel nostro passato, oltre al pop inglese anni '80, c'è stato anche molto
death metal. Il sound dei Klimt1918 affonda le radici in entrambi i
generi.
Come nasce un brano dei Klimt1918?
Marco: Nel modo più semplice possibile. Mi siedo sulla poltrona con
la mia chitarra acustica a 12 corde e inizio ad improvvisare cantando. Se
quello che ne esce fuori mi emoziona, lo propongo agli altri e
successivamente tutti insieme procediamo con l'arrangiamento.
Vi giro una domanda che ho già fatto ai Room with a View: come mai una
città come Roma ha fatto nascere tre band così simili eppure diverse come
Novembre, Klimt1918 e Room with a View?
Marco: Non te lo so spiegare. Penso che sia un puro caso. In fondo
Roma è una grande città e le possibilità che nascano band dalle
caratteristiche simili sono molto elevate. Lo stesso è successo a
Stoccolma, qualche anno fa. Anche in quel caso le ragioni alle basi
dell'esplosione di gruppi death metal avvenuta all'inizio degli anni '90 è
rimasto un mistero assoluto.
A proposito cosa ne pensate dell'esordio dei Room with a View? Ma
soprattutto non pensate che un disco come "Arte Novecento" stia rivelando
solo oggi la sua forza scardinante e il suo valore artistico?
Marco: I Room with a View sono un gruppo molto interessante. Il
loro album "First year departure" ha segnato un precedente qui in Italia.
Penso che in futuro sentiremo parlare sempre più spesso di loro. Gli
auguro ogni fortuna.
Riguardo "Arte Novecento", cosa dirti che non sia stato già scritto e
ripetuto un milione di volte? E' un album fondamentale che molti purtroppo
stanno scoprendo solo ora. Se fosse uscito nel 1996, invece che nel 1998,
se solo avesse avuto alle spalle una buona casa discografica, sarebbe stato
apprezzato da molte più persone. Ma cosa vuoi farci? Purtroppo le cose
sono andate in un'altra maniera. L'importante è che il valore dei Novembre
alla fine sia stato riconosciuto.
C'è qualcosa nell'attuale panorama metal che vi ha particolarmente
colpito?
Marco: Non seguo più la scena metal da diverso tempo ormai. Però mi
sono piaciuti molto il debut album degli Edenshade, che conosco
personalmente e che reputo una delle realtà italiane più rilevanti, e "Vilosophe"
dei Manes. Questi ultimi fautori di una interessante miscela di suoni wave
metal ed elettronica.
"Undressed Momento" è un disco molto triste e cupo; quasi un amaro
rimpianto di ciò che è la vita; quanto c'è di autobiografico in tutto ciò?
Marco: Non sono d'accordo fino in fondo quando dici che è un disco
triste e cupo. In realtà "Undressed Momento" contiene riff anche molto
felici e melodici. A me piace parlare di nostalgia, più che di malinconia.
La saudade che ci lascia senza parole quando sfogliamo delle vecchie
fotografie virate dal tempo, testimonianze di epoche finite che continuano
a vivere dentro di noi. La vita è fatta di ricordi belli e brutti. Allo
stesso modo la musica dei Klimt1918 ritrae momenti solari ed altri più
riflessivi, umbratili.
Cosa ne pensate dell'attuale scena italiana? Se ne parla sempre male,
ma tra Dark Luncacy, Novembre, Edenshade, Disarmonia Mundi e Infernal
Poetry (per citarne alcuni) mi sembra che non ci sia da lamentarsi…
Marco: Sì, lo penso anche io. Ormai la nostra scena non ha nulla da
invidiare a quelle estere. Se solo ci fosse un po' più di collaborazione
tra i gruppi sarebbe addirittura perfetta. Peccato che invece regni molta
invidia e ci sia una competizione feroce, assolutamente improduttiva.
Avete già un'idea di come sarà il vostro prossimo disco? Cercherete di
cambiare ancora, oppure vi muoverete lungo le coordinate di "Undressed
Momento"?
Non te lo so dire. Non decidiamo queste cose premeditatamente. Il nostro
approccio è molto più immediato e semplice: attacchiamo gli strumenti agli
amplificatori, jammiamo a lungo, arrangiamo riff, affiniamo melodie vocali
senza renderci minimamente conto di quanto lontano (o vicino) ci porterà
la nostra musica.
Comunque io sono dell'idea che l'obiettivo di ogni gruppo debba essere
quello di scrivere buona musica, senza preoccuparsi di risultare più o
meno innovativo. Non sempre originalità ed evoluzione significano qualità.
Avete dei concerti in programma?
Marco: Certamente, a partire dalla fine di Settembre cominceremo a
fare qualche data live in giro per l'Italia. Speriamo di aggiungere alcuni
concerti anche all'estero. Sarebbe davvero fantastico. Comunque, chi è
interessato a farci suonare può contattarci al nostro indirizzo di posta
elettronica info@klimt1918.com. Saremo ben felici di valutare qualsiasi
offerta.
Possiamo spendere due parole sul vostro sito…
Marco: E' un sito molto essenziale ma esteticamente assai
intrigante. La home page compare all'interno della cornice di un vecchio
televisore. Anche 'l'effetto neve' di sfondo è molto catodico. Speriamo di
poterlo completare al più presto inserendo altre voci e altro materiale
utile. Andatelo a visitare se volete (www.klimt1918.com).
Okay ragazzi è tutto, grazie della disponibilità e ancora complimenti
per questo piccolo gioiello di malinconia che è "Undressed
Momento". A voi le ultime parole…
Marco: Grazie a te a tutti gli amici di Metallized per lo spazio
che ci avete concesso… Ci vediamo in concerto!!! |