Klimt 1918 "Undressed Momento"
::: Recensione tratta da
Metallo Italiano
:::
Genere: Dark/Gothic Rock
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Altro bel colpo per la My
Kingdom Music che, dopo il grande exploit d'esordio dei Room with a View, viene
ora rappresentata egregiamente da questi Kilmt 1918, fautori di atmosfere
intimiste e decadenti. La matrice musicale da cui prende le mosse questo
fascinoso "Undressed Momento" è senz'altro di natura rock, imperniata con
dovizia e maestria di una certa verve metallica (Katatonia, Novembre) e
depressiva (The Cure, Depeche Mode, Anathema). Nove brani (otto più breve intro)
quelli proposti che fanno tesoro comunque di una copiosa personalità e di una
fantasia compositiva francamente invidiabile, nonostante alcune soluzioni
metriche (poche in verità) rimandino in maniera pedissequa ai classici
stilemi del dark. A conti fatti, comunque, "Undressed Momento" risulta una
delle migliori uscite di questi ultimi mesi riuscendo a nutrirsi di pura
ed evocativa emozionalità, manipolando a proprio piacimento materiale
evanescente, passaggi ieratici, candore e sentimento da vendere. Una
sfilata di composizioni vibranti che vedono raggiunto il proprio acme
artistico in brani quali "We don't need no music", "Pale Song" e "Stalingrad Theme", in cui i nostri fanno il verso ai
Novembre di "Arte Nocevento". Una maturità artistica decisamente definita
nonostante l'empasse del primo album, una prestazione corale ineccepibile dalla
quale vorremmo estrapolare un elogio alla timbrica ed all'impostazione
decisamente azzeccata del singer Marco Soellner. "Undressed Momento" è tutto
questo e non solo, egli è anche l'ottima produzione curata agli Outer Sound di
Giuseppe Orlando e le orchestrazioni complementari di Massimiliano Pagliuso,
nonché un viaggio onirico nei meandri della coscienza, una istantanea in perenne
movimento di un quadro di Gustav Klimt. Un lavoro da sorbirsi lentamente, da
ascoltare e riascoltare sino alla nausea, in grado di rivelarsi a poco a
poco in un crescendo di tacita complicità tra un album di debutto
praticamente fantastico e l'ascoltatore che ne rimane asservito. |
(Maurizio
Gabelli)
... leggi anche la recensione di
"Dopoguerra" tratta da Metallo Italiano,
e quella del promo "Secession makes post-modern music",
nonché l'intervista di Luglio 2003!