Klimt 1918 "Dopoguerra"

::: Recensione tratta da Metallus, 17/04/2005 - Spot On Album :::



Arte Millenovecentodiciotto: la magia si ripete. Ma dimenticate "Undressed Momento".
O perlomeno, mettetelo da parte: l'esordio dei Klimt 1918 era stato l'ideale colonna sonora di un ritratto fragile e intimista, un guardarsi allo specchio mentre fuori piove, pensando al passato...
Ma le cose cambiano: le 'canzoni pallide' prendono colore. "Dopoguerra" nasce così, un invito a vivere e a rivivere, a guardare il mondo con il sorriso nel cuore e la lacrima sul volto, e sono colori nuovi e al tempo stesso familiari quelli che ci accolgono. La formula parrebbe sempre quella: quell'unione perfetta di rock, pop e wave che ci aveva conquistato da subito, un'unione con la mente e soprattutto il cuore negli anni '80, eppure non poche cose sono cambiate rispetto al suo predecessore.
Quei minimi residui degli innegabili trascorsi metal dei nostri sono oggi pressoché inesistenti, mentre si affacciano indovinati inserti post-rock che donano nuove ed inaspettate vesti alle canzoni: il proprio passato non si scorda mai, certo, la nervosa "Lomo" è pronta a ricordarcelo, ma i Klimt 1918 oggi sono una realtà diversa da quella che abbiamo conosciuto, pronta a svelarsi in aspetti inediti, ma sapendo essere al tempo stesso così riconoscibile.
Una realtà di cui andare fieri, che ci regala un nuovo ed inestimabile gioiello: "Dopoguerra" è le onde che si infrangono di "They were wed by the sea", spuma e brezza che profumano di U2; è il candore lieve di "Snow of '85"; è osservare le stelle con lo stupore degli occhi di un bambino mentre si aspetta l'alba, come in "Nightdriver"; è guardare il mondo rinascere e tornare a nuova vita, scrollandosi di dosso le macerie del passato; è fare pace con i propri fantasmi, sulle note di quella malinconia giocosa tra Cure e Tears For Fears ("Because of you, tonight"). "Dopoguerra" è tutto questo ed altro ancora: ascolto dopo ascolto, sorpresa dopo sorpresa, conferma dopo conferma.
Cantavano gli Scisma, realtà tra le più belle (e purtroppo dimenticate) del nostro Paese ne "L'innocenza": 'Io non so perché è tutto così vero, che descrivere è impossibile, bisogna immaginare...'. Parole quanto mai adatte per "Dopoguerra": descriverlo è quasi impossibile, bisogna solo immaginare. E ascoltare.
P.S.: "Dopoguerra" sarà disponibile anche in edizione limitata, contenente inediti, versioni acustiche e remix, tutti di assoluto valore e quasi da considerarsi un vero e proprio secondo cd. In tempi nefasti fatti di Dvd-riempitivo e 'alternative mix' da due lire, un'aggiunta di tale livello non è sicuramente cosa da poco. Cercate di ricordarvelo.

(Roberto Lato - Voto: 9/10)

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