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Arte Millenovecentodiciotto: la magia
si ripete. Ma dimenticate "Undressed Momento".
O perlomeno, mettetelo da parte: l'esordio dei Klimt 1918 era stato
l'ideale colonna sonora di un ritratto fragile e intimista, un guardarsi
allo specchio mentre fuori piove, pensando al passato...
Ma le cose cambiano: le 'canzoni pallide' prendono colore. "Dopoguerra"
nasce così, un invito a vivere e a rivivere, a guardare il mondo con il
sorriso nel cuore e la lacrima sul volto, e sono colori nuovi e al tempo
stesso familiari quelli che ci accolgono. La formula parrebbe sempre
quella: quell'unione perfetta di rock, pop e wave che ci aveva conquistato
da subito, un'unione con la mente e soprattutto il cuore negli anni '80,
eppure non poche cose sono cambiate rispetto al suo predecessore.
Quei minimi residui degli innegabili trascorsi metal dei nostri sono oggi
pressoché inesistenti, mentre si affacciano indovinati inserti post-rock
che donano nuove ed inaspettate vesti alle canzoni: il proprio passato non
si scorda mai, certo, la nervosa "Lomo" è pronta a ricordarcelo, ma i
Klimt 1918 oggi sono una realtà diversa da quella che abbiamo conosciuto,
pronta a svelarsi in aspetti inediti, ma sapendo essere al tempo stesso
così riconoscibile.
Una realtà di cui andare fieri, che ci regala un nuovo ed inestimabile
gioiello: "Dopoguerra" è le onde che si infrangono di "They were wed by
the sea", spuma e brezza che profumano di U2; è il candore lieve di "Snow
of '85"; è osservare le stelle con lo stupore degli occhi di un bambino
mentre si aspetta l'alba, come in "Nightdriver"; è guardare il mondo
rinascere e tornare a nuova vita, scrollandosi di dosso le macerie del
passato; è fare pace con i propri fantasmi, sulle note di quella
malinconia giocosa tra Cure e Tears For Fears ("Because of you, tonight").
"Dopoguerra" è tutto questo ed altro ancora: ascolto dopo ascolto,
sorpresa dopo sorpresa, conferma dopo conferma.
Cantavano gli Scisma, realtà tra le più belle (e purtroppo dimenticate)
del nostro Paese ne "L'innocenza": 'Io non so perché è tutto così vero,
che descrivere è impossibile, bisogna immaginare...'. Parole quanto
mai adatte per "Dopoguerra": descriverlo è quasi impossibile, bisogna solo
immaginare. E ascoltare.
P.S.: "Dopoguerra" sarà disponibile anche in edizione limitata,
contenente inediti, versioni acustiche e remix, tutti di assoluto valore e
quasi da considerarsi un vero e proprio secondo cd. In tempi nefasti fatti
di Dvd-riempitivo e 'alternative mix' da due lire, un'aggiunta di tale
livello non è sicuramente cosa da poco. Cercate di ricordarvelo.
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