Klimt 1918 "Undressed Momento"

::: Recensione tratta da Metal Wave :::



Anche se con un anno e mezzo di ritardo dall'uscita sul mercato di questo primo full-length dei romani Klimt 1918, io la recensione la faccio lo stesso!
I Klimt 1918 (ormai una realtà discretamente affermata nel panorama underground nazionale) si sono formati nel 1999 per opera dei fratelli Marco e Paolo Soellner, che erano gli unici due reduci dei deathsters Another Day. Nel 2000 essi cominciano a dedicarsi a nuove sonorità con i Klimt, entrano in formazione Davide al basso e Francesco alla chitarra e arrivano alla realizzazione del loro primo e unico demo "Secession makes post-modern music", il quale viene ben accolto e garantisce loro un contratto con la campana My Kingdom Music. Dopo un cambio di line-up (entra infatti in formazione Alessandro alla chitarra al posto di Francesco), i nostri giungono all'esordio con questo "Undressed Momento", registrato nei romani e rinomati Outer Sound Studios di Giuseppe Orlando (Novembre), dai quali devo dire stanno uscendo davvero ottimi dischi da un po' di tempo a questa parte!
Che dire del presente disco se non che merita perlomeno un ascolto per dare l'idea delle emozioni che è in grado di suscitare (anche se ammetto che probabilmente potrebbe non colpirvi al primo ascolto, dipende da quanto si è abituati ad ascoltare musica 'emozionale' - mi si passi il neologismo...). Le influenze dei quattro sono tra le più disparate: ci si possono infatti sentire echi tanto di gothic metal (Anathema, Paradise Lost, per fare qualche nome...) quanto dei Novembre ("Stalingrad Theme"), tanto della dark-wave anni '80 (ascoltare l'inizio di "That Girl" per credere, sembra di stare a sentire i Cure...) quanto di passaggi più tipicamente rock. La voce si adatta alla perfezione a ognuno di questi momenti, malinconici e intimisti oppure un po' più solari che essi siano, le chitarre sono quasi sempre pulite con delle parti di chitarra distorta, a volte, la sezione ritmica suona perfettamente all'unisono, e ogni tanto si sentono anche passaggi di doppia cassa, il basso si sente molto bene per tutto il disco e il tutto è mescolato così sapientemente che quasi non si crede che questo sia solo il primo disco. I testi sono dolcissimi e con una vena di malinconia di fondo, la produzione è ad opera di Giuseppe Orlando e Massimiliano Pagliuso dei Novembre ed è - manco a dirlo - ottima, le foto del libretto sono scattate da Marco così come opera sua sono tutti i testi e le musiche. Dopo un'intro impossibile da giudicare (ma i s.v. non si possono mettere per esigenze di copione), abbiamo otto perle tutte distinte ma che per tre quarti d'ora si amalgamano talmente bene tra loro da riuscire a non farci staccare dallo stereo. Capirete quindi che una valutazione numerica di fronte a un disco del genere perde qualsiasi senso.
Non so che altro dire in questa sede, spero di essere riuscito a dare un'idea della proposta dei Klimt e di avervi invogliato a comprarvi questo disco, io personalmente attendo il loro nuovo lavoro "Dopoguerra" che dovrebbe essere in uscita a breve, e che spero confermi gli standard qualitativi del debutto!

(Heresy)

Il Giudizio di Metal Wave

Track by Track

Confezione

Intro - 85 Qualità Audio - 100
Pale Song - 95 Qualità Artwork - 90
Parade of adolescence - 95 Originalità - 100
We don't need no music - 95 Tecnica -  90
Undressed momento - 95  
That girl - 95

Giudizio Finale

Naif watercolour - 95

94/100

If only you could see me now - 95

                                        

Stalingrad theme - 95