Klimt 1918 "Undressed Momento"

::: Review taken from Music-Impact, 16/08/2003:::



Una sigaretta fumata nervosamente ci introduce all'ascolto di quello che possiamo definire un capolavoro. E la cosa mi fa estremamente piacere, per vari motivi: primo perché questo gruppo esce dalla tanto bistrattata (giustamente) nostra italietta, secondo perché è l'esordio dei Klimt 1918, quindi immaginatevi come sarà il futuro, terzo perché il tutto esce dagli Outer Sound Studios di Giuseppe Orlando, finalmente uno studio italiano all'altezza. Quarto perchè ascoltare "Undressed Momento" è una cosa favolosa: 8 canzoni ed una intro una più bella dell'altra, in grado di scatenare emozioni e di mettere in moto il cervello. Ma il genere? Loro si definiscono post-metal e in effetti qualcosa del metal rimane (testimone ne è anche la copertina di "Left Hand Path" degli Entombed nel booklet): qualche sfuriata di doppia cassa, la distorsione delle chitarre. Ma qui parlare di genere non conta: sì, qua e là spuntano influenze di Katatonia (gli ultimi), Novembre (tra l'altro al mixer ed ospiti), U2, un po' di new wave di quella buona. Qua si va davvero oltre: è stupefacente come le tracce di questo cd riescano davvero a comporre un momento d'intimità con l'ascoltatore, quell'Undressed Momento di cui parla il titolo. Tra le canzoni spiccano, a mio modestissimo avviso, "We don't need no music", con un cantato iniziale in italiano e con refrain irresistibile e "Stalingrad Theme", l'ultima canzone, che a un inizio con una doppia cassa scatenata sposa un senso della melodia dalla grande semplicità e da un'innata delicatezza. Per concludere ottima la prestazione di Marco Soellner alla voce, grande cantante con un ottima pronuncia inglese, cosa rara in Italia e nota di lode per Francesca Di Leandro che ha curato l'artwork con un gusto incredibile. Bravi Klimt 1918 e bravi i ragazzi della My Kingdom Music che hanno pubblicato l'esordio di questa immensa realtà italica.

(Dott. Cinghiale - Rating: 5/5)