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Una sigaretta fumata nervosamente ci
introduce all'ascolto di quello che possiamo definire un capolavoro. E la cosa
mi fa estremamente piacere, per vari motivi: primo perché questo gruppo esce
dalla tanto bistrattata (giustamente) nostra italietta, secondo perché è
l'esordio dei Klimt 1918, quindi immaginatevi come sarà il futuro, terzo perché
il tutto esce dagli Outer Sound Studios di Giuseppe Orlando, finalmente uno
studio italiano all'altezza. Quarto perchè ascoltare "Undressed Momento" è una
cosa favolosa: 8 canzoni ed una intro una più bella dell'altra, in grado di
scatenare emozioni e di mettere in moto il cervello. Ma il genere? Loro si
definiscono post-metal e in effetti qualcosa del metal rimane (testimone ne è
anche la copertina di "Left Hand Path" degli Entombed nel booklet): qualche
sfuriata di doppia cassa, la distorsione delle chitarre. Ma qui parlare di
genere non conta: sì, qua e là spuntano influenze di Katatonia (gli ultimi),
Novembre (tra l'altro al mixer ed ospiti), U2, un po' di new wave di quella
buona. Qua si va davvero oltre: è stupefacente come le tracce di questo cd
riescano davvero a comporre un momento d'intimità con l'ascoltatore, quell'Undressed
Momento di cui parla il titolo. Tra le canzoni spiccano, a mio modestissimo
avviso, "We don't need no music", con un cantato iniziale in italiano e con
refrain irresistibile e "Stalingrad Theme", l'ultima canzone, che a un inizio
con una doppia cassa scatenata sposa un senso della melodia dalla grande
semplicità e da un'innata delicatezza. Per concludere ottima la prestazione di
Marco Soellner alla voce, grande cantante con un ottima pronuncia inglese, cosa
rara in Italia e nota di lode per Francesca Di Leandro che ha curato l'artwork
con un gusto incredibile. Bravi Klimt 1918 e bravi i ragazzi della My Kingdom
Music che hanno pubblicato l'esordio di questa immensa realtà italica.
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