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Klimt 1918: gruppo di Roma al loro secondo
album. "Dopoguerra": il titolo del loro secondo album. 5: il voto che si
merita e pensandoci bene gli va anche stretto. Non nascondo un certo
imbarazzo nel parlarvi di questa curiosa opera che i nostrani Klimt 1918
immettono sul mercato, un lavoro che mi auguro fin da ora, saprà far
parlare di sé. Rock cupo, atmosferico che si dispiega in dieci brani tra
cui è impossibile sceglierne singoli o citarne qualcuno dato che la
compattezza del lavoro ha il compito di farsi ascoltare dall'inizio alla
fine senza pause. Che sia già uscito il miglior disco del 2005?
Ascoltatelo, fatevi conquistare, sono italiani ma non lo si capisce fino a
quando si ascolterà "Sleepwalk in Rome", dove al consueto inglese si
potranno ascoltare anche versi cantati in italiano. L'idea di aver a che
fare con un gruppo internazionale è una consuetudine, ma la perfezione è
una prerogativa di questo album, sono italiani, finalmente un prodotto
degno di nota da assimilare e consegnare ai posteri. Un sognante lavoro
che fa sognare: sarà come trovarsi davanti una ninfa che, alzandosi in
volo e sbattendo le sue delicate ali ci ricopre di porpora il viso e gli
occhi, e noi immagati, rimaniamo lì a guardarla volteggiare finché non
sparirà completamente in uno dei cieli più stellati di sempre... e,
completamente stregati, ci chiederemo 'ma ho sognato, o era tutto vero?'.
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