Klimt 1918

::: Interview taken from Nero Opaco - by Marius The Jackal ::: 



Salve e benvenuti su Nero Opaco... con grande piacere vi comunichiamo che avete vinto la Top Ten del mese di Maggio della nostra webzine... i criteri di questa classifica sono indicati nell'apposita sezione di Nero Opaco che in pratica esprime mensilmente l'indice di gradimento dei lavori che ci arrivano in redazione... Complimenti!! Qual è secondo voi il motivo per cui il vostro ultimo prodotto emerge tra le varie proposte del metal italiano?
Marco: Ti ringrazio molto della notizia. Sono contento che "Undressed Momento" sia piaciuto ai lettori di Nero Opaco. Per noi è un grande onore… però non mi chiedere il motivo di questo successo, perché non saprei cosa rispondere. Noi abbiamo semplicemente cercato di fare il nostro lavoro nel modo più professionale possibile.

Quali saranno le conseguenze, in termini di propositi e di intenti, di questa ultima vostra uscita?
Marco: Ci auguriamo che il cd piaccia alla gente e la faccia sognare. "Undressed Momento" è un piccolo collage di emozioni, ricordi, elegie. Registrarlo è stato esaltante per noi e vorrei che quell'entusiasmo possa conquistare anche chi ascolta le nostre canzoni.

Se un produttore di alto livello mondiale vi dovesse chiedere di volere ascoltare "una" vostra canzone (ripeto "una")... quale scegliereste? So già che vi viene difficile... ma la stessa formula è contenuta ad esempio nella scelta promozionale di un vostro singolo (uno!!!)... quale proporreste?
Marco: Personalmente sceglierei "Parade of Adolescence", perché a mio parere incarna gli elementi più rappresentativi del nostro sound: la melodia, l'elegia e l’immediatezza. Poi è un brano corto, che si ascolta facilmente: l’ideale per gente impaziente e frettolosa come i produttori di alto livello…

Scegliete una band collega italiana con cui fareste volentieri uno split-cd...
Marco: Mi piacerebbe lavorare con un gruppo completamente diverso dal nostro. Mi vengono in mente gli Aborym che oltre ad essere una delle band più coraggiose e provocatorie che si possano trovare in giro, sono decisamente lontani da tutto ciò che i Klimt 1918 rappresentano.
Da una parte ci saremmo noi con la nostra emo wave lineare e melodica, dall'altra loro con una bella dose di cyber black malvagio e contaminato. Il paradiso e l'inferno in un solo vinile. Sarebbe stimolante.

Qual è il significato del vostro monicker ?
Marco: 1918: finisce la prima guerra mondiale e con lei termina anche l'Ottocento che si è protratto, secondo Hobsbavn, fino a questo anno. Muore Klimt che ha rappresentato più di tutti la Secessione Viennese, il passaggio epocale tra Decorativismo ottocentesco ed Espressionismo. Nasce la civiltà post-industriale, si pongono le basi per il post-modernismo.
Il 1918 è il Finis Austriae del mondo occidentale. Rappresenta l’elegia del vecchio che muore e l’entusiasmo del nuovo che avanza. La musica dei Klimt 1918 incarna molto queste suggestioni. Canzoni delle macerie e del dopo guerra, pregne di vitalità, nostalgia e tanta speranza.

Con quali bands dividereste assolutamente il palco per un live?
Marco: Ce ne sono troppe in giro con cui mi piacerebbe suonare. A mente fredda ti dico i Cure. Aprire per il gruppo di Robert Smith sarebbe un vero onore.

Come vedete la scena metal italiana futura?
Marco: Sono sempre molto scettico quando sento parlare di 'scena italiana'. In realtà nel nostro paese non ne esiste una. Le bands fanno a gara tra di loro e spesso si rodono di invidia se un gruppo esordiente raggiunge un briciolo di notorietà. Ad ogni modo esistono molte realtà interessanti e sono sicuro che il futuro del metal tricolore sia più che roseo.

Prospettive live, prossima release, strategie, intenzioni, collaborazioni e future strade da percorrere...
Marco: Attualmente stiamo organizzando qualche data live. Saremo in giro per l'Italia a partire dalla fine di Settembre. Chiunque fosse interessato a farci suonare dal vivo può contattarci via e-mail. Inoltre stiamo lavorando ai nuovi brani che compariranno sul prossimo cd. Abbiamo in cantiere nove canzoni, di cui tre sono già praticamente pronte. Si tratta di materiale molto melodico, ancora molto influenzato dalla wave inglese. Immaginate gli U2 di "Boy" e "October2 sconvolti da chitarre distorte e batteria doppia cassa e vi sarete avvicinati molto… C'è in progetto anche un brano dalla forte impronta electro pop che registreremo in compagnia di una famosa band EBM romana.

Vi auguro sentitamente di occupare lo spazio che meritate nella scena metal internazionale... lascio a voi la possibilità di chiudere l'intervista...
Marco: Un sentito grazie a Marius e a tutta la redazione di Nero Opaco per lo spazio che ci avete concesso. Un abbraccio a tutti i lettori che continuano a supportare, votare e seguire i Klimt 1918: siete la nostra più grande soddisfazione!!!