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 ::: 03/11/2008
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Live reports del concerto in Romania
tradotti in italiano, nonché le restanti
foto live della serata.
Riguardo al concerto nella capitale dello scorso week-end, pare che i nostri
abbiano riproposto fedelmente la medesima scaletta del concerto in Romania e che
ci sia stato qualche immancabile problemino tecnico. Qualche
foto di Iselilja e svariati
clips trovati su youtube di alcuni dei brani eseguiti, ad opera della stessa
Iselilja, GidanRazorblade e jonny90rm:
''The
breathtaking days (Via Lactea)'', ''Skygazer''
- video
# 1 e
# 2,
''Snow of '85'', ''Rachel''
- video
# 1 e
# 2,
''Ghost of a tape listener'' - del video ufficiale di questo pezzo
hanno semplicemente detto che 'uscirà a breve'... - ed infine
''Nightdriver''.
^ inizio
::: 26/10/2008
::: Un paio di
live reports in inglese del concerto che
i Klimt1918 hanno tenuto in Romania due di settimane fa. La traduzione in
italiano ancora non c'è, dato che sono di ritorno dal concerto degli
Anathema in
quel di Milano e ho la testa praticamente ancora al Rolling Stone :D
Grazie molte comunque a Dying atheist per avermeli inviati e naturalmente
grazie 1918 anche agli autori stessi -
cherrypick
e
Andreea23.
Ringraziamenti anche ad AleX-O85 per le foto live che troverete qua e là (le
restanti le aggiungerò in settimana).
Quanto all'esibizione di ieri sera dei nostri nella capitale, non ho ancora
letto o saputo altro, se non che le t-shirt del merchandising erano tutte extra-large, ah, ah, ah!!!
Quindi, prima che mi si chiudano gli occhi dalla stanchezza per quanto ho
guidato (io sì che so' Nightdriver...)
e per il casino che ho fatto,
vado a vedere se trovo qualcosa in rete, soprattutto novità sul videoclip che,
ehm, doveva essere pronto già per il mese scorso...
::: 19/10/2008
:::
Nell'attesa che arrivi Sabato prossimo, occasione in cui i
Klimt1918 adorati si esibiranno per la
prima volta dalla release di ''Just in case we'll never meet again'' nella
loro Roma 'bbbella', ecco qualche altra recensione del nuovo disco
tratta da Benzoworld, Indie-rock
e Storia della musica, nonché
un paio di
interessanti interviste tratte da Music
Boom e da Storia della musica
stesso (soprattutto per chi vuole saperne di più sul brano
''Atget'', visto che i racconti che il buon Marco aveva cominciato a scrivere
per Loudvision, dopo ''The
Graduate'',
tardano ad arrivare, sigh...: <<
''Atget'' è dedicata ad Eugène Atget,
che è un fotografo francese della fine dell'Ottocento, e di speciale aveva la
caratteristica di fotografare i viali della città più nascosti, quelli in cui
non c'era
traccia
dell'uomo, e lo faceva in un periodo in cui invece Parigi
traboccava
di gente. Lui si staccava dalle strade stracolme e cercava la Parigi nascosta,
che stava scomparendo, e questa cosa mi ha sempre molto affascinato, anche perché
io amo molto la fotografia e spesso compongo le canzoni per immagini, e qui ho
immaginato una persona che attraversa la città in un momento come quello, in cui
nel resto della città c'era una vita frenetica e lui invece voleva vivere quella
parte di città, e di sé stesso, che gli desse tranquillità. >> passo
tratto appunto dall'intervista di Marco per Music Boom).
Per quanto riguarda la data in Romania dello
scorso week-end, la scaletta dovrebbe essere stata più o meno la seguente (thanx
POisoNblacK!):
intro, ''The breathtaking days
(Via Lactea)'', ''Skygazer'', ''Snow of '85'', ''The Graduate'', ''Rachel'', ''Ghost
of a tape listener', ''Because of you, tonight'', ''They were wed by the sea'',
''Nightdriver'', ''True love is the oldest fear'', ''Parade of adolescence''.
Allora divertitevi anche per me in quel di Roma questo week-end e magari fatemi
sapere com'è andata o mandatemi qualche bella foto, ci tengo, you know!
::: 05/10/2008 :::
Un altro interessante sondaggio
sul Forum Italiano degli Anathema,
'Fragile Dream'
(con apposite sezioni dedicate anche a Katatonia,
Porcupine Tree, Opeth
ed Ulver):
'Klimt1918 - Miglior disco' (incluso il promo ''Secession makes post-modern
music'', al quale finora sono andati due voti soltanto, vi lascio indovinare uno
di chi è :D
...), possibilmente scrivendo la motivazione, nonché citando anche i tre
pezzi preferiti da ciascun disco, indipendentemente da quello a cui è andato effettivamente
il vostro voto. Inoltre, ottime notizie sul fronte live, dato che i
Klimt1918 si esibiranno tra una ventina di giorni soltanto nella capitale,
presso il Circolo degli
Artisti, assieme ai concittadini Kardia,
esattamente Sabato 25 Ottobre, lo stesso giorno in cui io sarò a Milano
per come-back degli Anathema... Una volta tanto che suonano di Sabato, ed insieme
ad un altro gruppo che mi piace, non posso andare a sentirli, perché sono in trasferta.
Molto probabilmente sarò in trasferta anche in occasione della data del 1° Novembre
al Triora Halloween Gothic Fest. (concerto Dark
Tranquillity/Poisonblack/Fear my thoughts) o la settimana
dopo per gli Antimatter
a Bergamo, che non mai visto dal vivo quindi, non mi resta che fare un pensierino
sulla data post-natalizia del 26/12 in quel di Pescara, sempre in compagnia dei
Kardia, anche se sarà una vera 'ammazzata' da Firenze fino a lì in macchina (o
forse soltanto fino ad Ancona, ma è un bel pezzo ugualmente...). Per quelli all'estero
invece, c'è una data fissata per Sabato 13 Dicembre al Biomill di Laufen, in Svizzera.
Già aspetto le vostre foto, commenti ed eventual live report sulla data romana,
ci conto! Chissà che riusciate a vedere in anteprima il videoclip di ''Ghost
of a tape listener'' proprio in quell'occasione, dal momento che ancora tutto
tace...
^ inizio
::: 28/09/2008
::: Una bella intervista appena
uscita per Perkele (grazie
a Marco 'raingazer' Cavallini che l'ha realizzata!) ed un paio di live
clips che ho trovato su youtube
dei Klimt1918 durante la data olandese del mese scorso al
Summer Darkness, rispettivamente
con
''Because of you, tonight'' (di francobello,
che si sente discretamente bene, ma si vede così e così)
e ''Parade
of adolescence'' (di max1334, che si vede
meglio, ma si sente un po' peggio). Intanto
siamo arrivati alla fine di Settembre (questo mese
è letteralmente volato:
la gente già parla di Natale, mentre io penso ancora al mare e generalmente alle
vacanze estive...), ma 'sto primo videoclip dei Klimt1918
se po' sapé 'nnò sta???
::: 21/09/2008 :::
Giusto un paio di foto dal vivo dei Klimt1918
(grazie POisonBlack!)
durante l'ottava edizione del Roccolo
Park Festival, che si tiene annualmente d'estate a San Giustino, in provicina
di Perugia, dove i nostri hanno più o meno eseguito la medesima scaletta del M'Era
Luna e del Summer Darkness
(che trovate anche qui -
grazie
Ale!),
ad eccezione di ''Rachel'' e pare anche di ''They were wed by the sea'' che hanno
dovuto tagliare, per problemi tecnici con la chitarra di Marco.
Nel frattempo sembra che i nostri stiano cercando di organizzare quel famoso mini-tour
di fine anno, al quale accennarono durante la mancata esibizione al Polirock Fest.
di Milano dei primi di Giugno. Vi dico questo, perché ieri pomeriggio ho
incontrato un amico che mette i dischi in un locale di Prato, il Siddharta:
Paolo lo ha contattato per vedere se riuscivano a suonarci di Venerdi sera, ma
purtroppo gli è stato risposto che per quel giorno della settimana non sono interessati...
Sicuramente stanno organizzando qualche altra data e magari gli tornava comodo
suonare dalle mie parti di Venerdi, ma solitamente in quel locale organizzano
le serate ed i concerti per il Sabato sera, benché
mi pareva di ricordare che facessero anche serate più alternative/indie, però
di Giovedi sera. Comunque, giorni fa ho inviato anche qualche altro contatto a
Paolo anzi, ne approfitto per dirgli che di Venerdi sera solitamente ci sono le
serate al Crayfish,
sempre a Prato, che magari rispetto al Siddharta è pure più indicato per la proposta
musicale dei Klimt1918 e, tra l'altro, mentre scrivo, mi sono venuti in mente
anche un altro paio di locali dei quali non mancherò di fargli avere i contatti...
non si sa mai! ::: 07/09/2008
::: Rieccomi anche a questo giro,
di ritorno dalle ultime vacanze estive trascorse più veloci della luce, sigh...
Avrei voluto darvi il mio 'ben trovati' con il live report dei
Klimt1918 e qualche riga sulle altre bands partecipanti alla nona edizione del
M'Era
Luna, ma considerato come mi sono
andate le cose durante quest'anno di (dis)grazia
2008, ho cercato di godermi il più possibile l'estate al mare, senza scrivere
assolutamente niente di niente, amareggiata in parte da un'accoglienza che mi
aspettavo un attimino più calorosa nei confronti dei Klimt1918, essendo ormai
arrivati al loro terzo disco, ed in parte da una serie di modi di dire/fare sui
quali magari avrò modo di esprimermi meglio nel momento in cui
scriverò
della prima giornata del festival. Quindi, nell'attesa di vedere 'sto benedetto
primo clip della band, sul quale non mi hanno naturalmente detto niente, e nell'attesa
che mi decida a scrivere qualcosa sul festival, anche a un mese di distanza (un
saluto ai compagni di avventura Chiara e Ruben nonché, e nonostante tutto, un
enorme grazie al collettivo Klimt1918 per l'entrata 'aggratis' per la 1° giornata
del festival), giusto qualche foto
live e non dei nostri, nonché
il quarto racconto di Marco scritto per Loud
Vision, ispirato al quarto brano dell'ultimo
album, ''The Graduate'' e la
recensione di ''Just in case we'll never meet again'' tratta da DarkRoom.
^ inizio
::: 29/07/2008
::: Altre
recensioni tratte da Dagheisha,
DeBaser (doppia recensione! E c'è
anche quella di "Undressed Momento",
dettagliattisima, benché pubblicata 3 anni dopo la release), Onda
Rock, Raw & Wild, Rock
Impressions, RockLine
e Silent Scream, nonché il nuovo
racconto di Marco scritto per Loud
Vision, ispirato al terzo brano del disco, "Ghost
of a tape listener" (mi sa tanto che mi perderò tutti quelli che probabilmente
verranno pubblicati nelle prossime 4 o 5 settimane...). Ed anche a questo
giro, è tutto da parte mia. Ci sentiamo a Settembre, con le mie impressioni sulla
performance live dei Klimt1918 al M'Era
Luna 2008 e magari anche con qualche bella foto (credo che faremo il volo
di andata insieme, a meno che loro non partano un giorno prima di me...). Allora,
buone vacanze!!! ::: 20/07/2008
::: La recensione
e l'intervista tratte da
:Ritual: adesso sono anche scannerizzate, tanto per dare un'occhiata alla veste
grafica originale. Inoltre, ho aggiunto le recensioni del nuovo album tratte da
Kronic (più intervista)
e da Metalitalia, nonché il nuovo
racconto di Marco scritto per Loud
Vision, ispirato al secondo brano del disco, "Skygazer".
E siccome ho menzionato l'aggiunta del materiale tratto da Kronic,
vorrei dirvi anche dell'uscita del 5° numero di Advent
'zine, 'The Watershed issue', naturalmente
dedicata al nuovo album degli Opeth,
curata dal medesimo autore degli articoli in questione, Eugenio Crippa, stavolta
in doppia versione italiano-inglese, che vale davvero la pena di leggere, specie
per i nostalgici, come me, delle vecchie pagine in bianco e nero dattiloscritte
dei primi anni '90! Avrei voluto dirvi qualcosa anche sul release party dei
primi di Luglio, ma non è che abbia saputo poi molto sull'andamento della serata
e, sinceramente, non ho proprio avuto il tempo di andare a cercare qualcosa in
rete. Ad ogni modo i Klimt1918 non si sono assolutamente esibiti dal vivo quella
sera e pare che vogliano fare un tour autunnale che tocchi anche il Nord Italia,
oltre a riuscire a suonare nella loro Roma al più presto possibile.
::: 10/07/2008 ::: Ecco
la recensione e l'intervista
dall'ultimo numero di :Ritual:, come annunciato nella news precedente.
::: 06/07/2008 ::: Una
sorta di 'speciale' (grazie Max!) sul nuovo disco dei Klimt1918 tratto da Loud
Vision, con svariati ed interessanti articoli: una doppia e particolare 'recensione'
di "Just in case we'll never
meet again", un
editoriale dedicato al vecchio supporto su cassetta musicale ,
ed il primo di una serie di racconti ad opera di 'niente poco di meno che.../non
ci posso credere!' Marco Soellner, ispirato al brano apripista dell'album, "The
breathtaking days (via lactea)". Già che c'ero, ho aggiunto anche la
recensione di "Undressed Momento"
pubblicata per Loud Vision, dato che non era mai stata inclusa su questo sito
(nell'attesa che qualcuno di loro dedichi presto anche due righe a "Dopoguerra"
e magari pure al promo "Secession makes post-modern music", così il
lavoro è completo!). Il racconto di Marco è particolarmente bello ed evocativo;
mentre scorri le righe, le note dello splendido brano che ti accompagnano nella
lettura ed i relativi versi della canzone ti avvolgono sempre più, specie nella
parte sognante con le vocals al contrario! Inoltre, segnalo anche una recensione
che 'dovrebbe apparire su Perkele
e, forse, anche su
Classix!' (grazie Marco! :D). Da Perkele, ho aggiunto anche la recensione
di "Dopoguerra" (tra l'altro
è la stessa tratta a suo tempo da Benzoworld,
come ricordatomi da Marco). In settimana vedo di aggiungere la recensione
scannerizzata, nonché la breve intervista, pubblicate sull'ultimo numero di :Ritual:
che ho preso giusto stamani. Altre recensioni ed interviste seguiranno successivamente,
spero, trasferte per i concerti e partenza per le vacanze permettendo. I webmagz
che mi contattano personalmente hanno la precedenza, ci tengo a dirlo, perché
io queste cose le apprezzo, anche se fuori ci sono quasi 40° e preferirei starmene
a prendere il sole sul balcone, anziché davanti ad un pc, ah, ah, ah!
^ inizio .
::: 29/06/2008
::: Un paio di cose soltanto, perché sono reduce da una giornatona
di sole (tra un po' prendo fuoco!) e tanta bella musica (e gente!) al Gods of
Metal e oggi mi voglio rilassare un po'.
Cominciamo
dall'sms ricevuto Venerdi sera da Paolo - tra l'altro, l'ho incontrato anche ieri
al Godz! - che vi riporto pari pari qui di seguito: 'Giovedi 3 Luglio,
ore 22:00, party per l'uscita del nuovo album dei Klimt1918. Portate chi vi pare.
Appuntamento al Big Star, Via Mameli, 30, a Trastevere!'. Purtroppo io non
potrò andarci, causa lavoro, ma spero vivamente che qualcuno di voi di quelle
parti - ma anche no - magari ci vada e mi mandi qualche foto ed un bel resoconto
dettagliato sulla serata. Seconda cosa, dopo tre anni dalla release di "Dopoguerra",
i Klimt1918 quest'estate torneranno nuovamente ad esibirsi ad Hildesheim, in occasione
della 9° edizione del M'Era
Luna Fest. (non ci credo che sto andando a questo festival da ca. dieci
anni...), precisamente nel pomeriggio di Sabato 9 Agosto. Così, anche se
mi perdo il release party, avrò modo di sentirli all'opera coi nuovi pezzi direttamente
dal vivo, ma vieeeniii! Segnalo un'interessante intervista rilasciata da
Marco per Metal Hammer (credo si tratti dell'ultimo numero, uello con Hetfield
dei Metallica in copertina), che mi è capitato di leggere ieri al Gods, specie
quando risponde a una domanda sul dowloading: meditate gente, meditate...
Ci sentiamo prossimamente. ::: 20/06/2008
::: Nell'attesa di poter mettere le mie manine sul cd originale di
"Just in case we'll never meet again" durante la prossima
ed incasinatissima settimana, causa lavoro, Gods e beghe varie, ecco la prima
recensione che ho trovato sul nuovo album, tratta da Music
Boom. Ed ecco qui anche quello che mi è arrivato a casina all'inizio della
settimana (grazie ancora a Paolo!)... ta-daaa: ... il cd promozionale del nuovo album,
ma soprattutto la versione in cassetta per la mia 'old
fashioned & outomoded generation', con tanto di testi all'interno,
ovviamente con svariati versi illeggibili, com'è buona tradizione in casa Klimt1918,
eh, eh, eh, per non parlare di quelli 'celestiali' dell'opener "The breathtaking
days (via lactea)", che sono scritti al contrario :) Coi testi alla
mano poi, nonché dopo ripetuti ascolti, l'opinione musicale che mi ero fatta su
alcuni passaggi degli ultimi 3 pezzi che all'inizio non mi esaltavano molto, è
decisamente cambiata. Non dico nient'altro sui testi e sui temi trattati, anche
perché si intuiscono chiaramente da buona parte dei titoli delle canzon. Anche
perché poi vanno letti dal booklet del cd originale che prenderete, sperando di
avere un attimo di tempo in settimana per andare a comprarlo, versione digipack
s'intende... In realtà, avrei voluto aggiornare il situccio
con qualche bel live report o video sulla data milanese dei nostri di inizio mese,
ma purtroppo la loro esibizione è stata cancellata per problemi organizzativi
vari. Più informazioni sul forum
Fragile Dream, dove trovate anche un paio di interventi da parte dei Klimt1918
stessi sull'accaduto. Tra l'altro, segnalo un altro interessante (e cattivissimo!)
sondaggio sempre su quel forum,
'Klimt1918 o Novembre? A voi l'ardua sentenza...', non che gli uni c'entrino
più granché con gli altri e viceversa - e non che ci avessero mai avuto molto
a che fare musicalmente, se non per due o tre collaborazioni, ecco - ma se non
altro si tratta ormai di due bands tra le più amate e seguite all'interno di una
certa scena musicale italiana. ::: 02-07/06/2008
::: Eccomi di ritorno da un piccola gitarella
domenicale in quel di Roma, anche se purtroppo non ho incontrato nessuno dei Klimt918,
dato che loro stavano a Tallin, in Estonia, in occasione della 3° edizione del
Paljassaar
Rock Fest 2008: Paolo ha detto che il concerto
è andato 'da paura!' e che faceva un gran caldo. Anche a Roma, fidati (tra l'altro,
mando un salutone a Paolo dei Kardia
per aver trascorso il pomeriggio con la mia amica e la sottoscritta e vaiii con
"Kaleidocristo"!!!).
Mi metterò presto alla ricerca di qualche live clip e foto varie o, ancora meglio,
ci fosse qualcuno che avesse assistito a tale festival e se la sentisse di raccontare
qualcosa, io sto qui. Putroppo la cassetta di "Just
in case we'll never meet again" non mi è ancora arrivata, ma non
avevo dubbi che entro la fine di Maggio qualcuno di voi mi avrebbe gentilmente
dato la possibilità di ascoltare in anteprima l'intero disco prima dell'uscita
ufficiale (grazie tante a Federico, ma anche a tutti gli altri fedelissimi che
si sono offerti di mandarmelo! Grazie raga, non vi dimenticate mai di me :D):
a differenza di fine Marzo 2005, un mese prima che pubblicassero "Dopoguerra",
a questo giro non ho resistito e ho voluto immediatamente ascoltare i restanti
nuovi pezzi, oltre a quei 3 o 4 che già avevo avuto modo di rifinire nei giorni
scorsi, benché presumo che la cassetta sia in arrivo. Seguono due righe (...)
che ho buttato giù in treno, durante il viaggio di andata a Roma. A grandi linee,
si intende, visto che il disco lo sto ascoltando soltanto da Venerdi notte e,
non avendo nessun tipo di informazione promozionale o quant'altro, le sensazioni
sono dettate unicamente dalla musica, dalla voce, dai testi - o almeno da quei
versi che riesco a capire senza avere sottomano i testi, ecco. Che poi effettivamente
è così che deve essere o almeno dovrebbe... In questo nuovo disco, trovo
che non ci sia molto che possa riportare alla mente quanto fatto sul 1° album
"Undressed Momento" (e lo dico,
perché ricordo che quando parlai con Paolo a fine Dicembre 2007, lui mi disse
che alcune persone che avevano già sentito il nuovo disco, ci avevano trovato
qualcosa di simile a quanto contenuto sul debut album appunto...), se non l'immancabile
potentissimo drumming di Paolo, benché di doppia cassa non ce ne sia. Insomma,
quelle poche sonorità metal che si sentivano sul debut e in piccola parte anche
sul successivo "Dopoguerra",
sono praticamente sparite, mentre è emersa del tutto la loro componente wave-indie
rock, nonché qualcosa di shoegaze (a proposito, ma le avete viste le scarpe di
Marco e Francesco? Ci tornerò sicuramente
tra qualche riga...), particolarmente nelle vocals di Marco, ancora più sognanti
che in passato e a tratti quasi fanciullesche. Fondamentalmente, non si
tratta certo del materiale più originale della loro carriera, perché qua e là
i Klimt1918 ricordano ancora tanti altri gruppi ma onestamente, per quanto possa
essere ancora un disco piuttosto derivativo - come anche i due precedenti lavori
a loro modo lo erano - trovo che sia un gran bel disco, praticamente perfetto
per il periodo in cui è uscito, esattamente come mi aspettavo che sarebbe stato,
avrei voluto che suonasse esattamente così. Ci sono tanti di quei rimandi agli
episodi migliori di "Dopoguerra", o semplicemente ad alcune atmosfere
e sensazioni varie magari soltanto lievemente accennate su quel disco e qui meglio
sviluppate. Particolarmente i primi 8 brani credo rappresentino a pieno
i Klimt1918 di oggi. Perché dal brano 9 in poi, ho come l'impressione che l'interesse
vada un po' a calare: semplicemente trattasi di pezzi più rilassati e tranquilli,
mentre nei precedenti passaggi i nostri risultano molto più coinvolgenti (sinceramente,
mentre cominciavo a rileggere quanto scritto in italiano per poi tradurlo in inglese,
e quindi a distanza di una settimana circa, la mia opinione sugli ultimi 3 pezzi
è completamente cambiata, anche se forse mi aspettavo un finale più maestoso,
stile "Sleepwalk in Rome", per intenderci...). Alla fine, è un disco
Klimt1918 al 100%, perché una voce come quella di Marco sinceramente non l'ho
mai sentita a nessun altro (d'accordo, vada per la pronuncia, che a volte non
è ottima e allora? In Italia c'è chi talvolta canta in un inglese che non si può
proprio sentire, mentre il suo accento per me dà ancora più particolarità alla
proposta del gruppo, rappresentando un vero e proprio trademark) e tra la sua
voce, e quel modo di suonare che potrà sì ricordare questo o quell'altro gruppo,
non lo metto in dubbio, alla fin fine non fa emergere alcun nome in particolare,
se non unicamente quello dei Klimt1918. In pratica voglio dire che quando sul
finire del 2002 ho deciso di dedicargli un fansite, io in questo gruppo c'ho sempre
visto bene, ecco. E con questo nuovo disco hanno fatto nuovamente fatto centro
perfetto (o quasi...). Il disco finalmente si apre con un pezzo
vero e proprio (anziché con l'immancabile intro di rito dei precedenti due lavori),
"The
breathtaking days (via lactea)", brano che avevamo già avuto modo
di sentire dal vivo, grazie ad un clip tratto dallo Stufstock Fest. del 2007 in
Romania, e che onestamente in versione live non gli rendeva davvero giustizia;
ovvio che su disco gli accorgimenti tecnici sono ben altri di quelli che in sede
live magari non riesci a proporre. Non potevano aprire le danze in maniera migliore
di questa, altro che intro e menate varie, pochi discorsi, noi vogliamo sentire
la musica alla quale ci hanno abituato e la melodiosa voce di Marco e nell'opener
c'è tutto questo e di più, pura emozione, un pezzo bello da far paura, 'breathtaking'
decisamente. Forse le chitarre ricordano un po' gli U2, com'era accaduto per "They
were wed by the sea", il brano apripista di "Dopoguerra". Questo
non è un pezzo, è un viaggio! Ed è solo l'inizio... Segue "Skygazer":
anche questo brano avevamo potuto già apprezzarlo direttamente dal loro space
nei giorni scorsi: io l'ho adorato follemente sin dal primo ascolto, benché mi
ricordi terribilmente un altro pezzo di fine anni '80/primi anni '90 (e non mi
riferisco a "With or without you" degli U2, come mi è capitato
di sentirmi dire scambiando due chiacchiere via mail o sul msn con qualcuno di
voi), anche se non mi viene in mente né il gruppo, né la canzone... E' sognante
ed orecchiabile, specie nel motivo vocale, ma al tempo stesso la base musicale
è potente, specie nel drumming, ma anche nelle chitarre. Forse qualitativamente
il miglior pezzo di tutto il disco, che ben riassume le influenze musicali e liriche
dei nostri. In "Ghost of a tape listener" (come me, che
'antica' come sono, spesso e volentieri vado ancora in giro con lo walk-man e
che ho l'autoradio che va ancora a cassetta anche se, non fosse stato per il nuovo
iPod, probabilmente non avrei potuto ascoltare ripetutamente questo nuovo disco
negli ultimi giorni, eh, eh, eh!), Marco canta che sembra quasi un bambino, anche
se dopo l'apertura il brano ci va giù abbastanza pesante. Resta comunque un pezzo
romantico, quasi una 'dichiarazione d'amore'. Ottimo drumming, potente e preciso.
Le parti di chitarra mi ricordano vagamente gli Editors.
Chissà perché, ma quando ascolto "The Graduate" penso immediatamente
alle
scarpe bianche di Marco nelle nuove foto promozionali: sarà che facciano molto
'laureato' anche se, considerata la stagione, fanno più prima comunione o cresima
(insomma, quelle scarpe bianche non si possono guardare... per non parlare di
quelle del chitarrista Francesco, che fanno molto modello scacchiera, ah, ah,
ah! Poi saranno anche comode, per carità...). A parte 'ste cavolate - si fa tanto
per ridere - è il brano che assieme a "Skygazer" avevamo già
sentito dal loro space
e dal quale forse emerge una componente che riporta ad un certo genere di musica
leggera italiana. E' un pezzo lento e soft rispetto ai pochi brani che lo procedono
e a quelli che lo seguiranno. A me forse ricorda un po' le atmosfere della title-track
"Undressed momento" dal debut album. Nella successiva "Just
an interlude in your life" i ritmi di chitarra e di batteria tornano
a farsi più serrati. Il motivo vocale è molto orecchiabile, quasi anni '80, con
quel continuo 'together... forever...'. Per un attimo mi è venuto in mente un
tormentone di Rick Astley, anche se questo brano è decisamente meno commerciale,
benché accattivante. Curioso che anche il titolo del brano successivo inizi per
'just', ovvero la title-track "Just in case we'll never meet again",
altro brano dopo "Skygazer" che secondo me meglio sintetizza le sonorità
del nuovo disco. Okay, ha un motivo molto ballabile, canticchiabile, sbarazzino
e tutto, ma mi piace l'impostazione del ritornello e come 'suona' la pronuncia
di Marco. Ricorda molto quanto proposto su alcune cose di "Dopoguerra"
e secondo me dal vivo sarà un brano di quelli che ti farà smuovere e ballettare
dall'inizio alla fine. Come la successiva "Suspense
music", già sentita e risentita in streaming
dal sito dell'etichetta, stilisticamente molto simile alle immense sonorità di
"Sleepwalk in Rome" che chiudeva il disco precedente, un vero crescendo
musicale, mi piace molto anche a livello testi. Sicuramente un altro pezzo forte
del disco, con quel basso che rincorre le chitarre... Mi ricorda un po' gli Explosions
in the sky, sarà che li ho visti giusto una settimana fa in concerto e i Klimt1918
ogni tanto mi sembrano ispirati a quest'incredibile gruppo strumentale. Non so
perché, ma "Disco awayness" è il mio brano preferito al momento!
Forse perché lo trovo un po' 'irriverente' dal punto di vista del testo e per
certi versi è il pezzo 'estremo' del disco, quello che ti fa ancora scapocciare
per intendersi, forse perché mi fa ripensare ai giorni delle superiori, dove mi
sono divertita un casino. Mi piace molto l'uso che fa Marco della sua voce, anche
se ho come l'impressione che nel ritornello ci siano delle additional vocals ad
opera di qualcun altro (o che comunque la sua voce abbia un tot di effetti)...
Insomma, 'sto pezzo è uno spasso assoluto!!! Aspetto a gloria l'intero testo.
Da "Atget" in poi, come già detto sopra, secondo me il disco
si fa un po' più 'anonimo', benché la tranquillità di questi ultimi tre pezzi
infonda un ulteriore senso di immensità alla proposta musicale dei Klimt1918.
Poi, col tempo e ripetuti ascolti, vedremo se li troverò sempre i brani meno interessanti
di tutto il lotto (cosa che ho già avuto modo di smentire, in effetti, visto che
ho cominciato ad apprezzare parecchio anche questi ultimi 3 pezzi e relativi versi,
come già scritto qualche riga più sopra. Forse si tratta dei pezzi più intimisti
e basta)... "All summer long" invece la trovo abbastanza rappresentativa
dal punto di vista del titolo, perché secondo me "Just in case we'll never
meet again", per quanto possa essere ancora una volta un disco nostalgico
e malinconico, andrà benissimo come colonna sonora della nostra estate, perché
trasmette comunque energia e voglia di vivere. L'estate poi è adesso. Un pezzo
dolcissimo, con un cantato quasi timido. "True love is the oldest fear"
è decisamente intensa, sia a livello vocals che testo, anche se il motivo ricorda
un po' "Never ever" dal bonus cd di "Dopoguerra", qui velocizzato
- ma anche "Rachel", specie nell'impostazione vocale. Però poi varia
molto, anche se sicuramente il disco non si chiude ai livelli dei precedenti due
e anche del promo (per me materiale inarrivabile, al di là dello stile quasi completamente
stravolto da quello che sono diventati oggi i Klimt1918 oggi, nonostante tutti
gli anni che sono passati e le varie mode-correnti-influenze musicali che si sono
alternate), ma lascia un po' di amaro in bocca, un senso di incompiuto. Sarà che
l'amore, come cantano i Katatonia in "My twin", lì per lì brucia forte
come il fuoco, ma in fondo non dura, almeno per come la vedo io... Se non altro,
dopo quest'ultimo disco, si può tranquillamente affermare che nei Klimt1918 non
c'è assolutamente niente che richiami i Katatonia, a parte che i rimandi agli
svedesi erano sempre stati molto vaghi... Forse questi ultimi tre brani guardano
più alla componente strumentale, mentre tutte le altre precedenti canzoni, erano
decisamente più dirette. Poi, come ho già avuto modo di dire, magari tra un po'
di tempo o coi testi sotto'occhio, potrò pensarla anche diversamente (difatti...).
Per adesso suonano un po' come un 'riempitivo' (ma de che? So' stata troppo cattivella
:P Ero troppo stanca...). 'And now it is
sooo different...' Svariati altri e forse più interessanti e
competenti commenti sul nuovo disco li potete trovare sul Forum Italiano degli
Anathema,
'Fragile
Dream' (così gli faccio un po' di pubblicità anche a loro; non scrivo, ma
vi leggo spesso :D) visto che nella sezione Fragile Music, c'è un apposito thread
dedicato ai nostri Klimt1918, nell'attesa che arrivino le prime recensioni. Ora
vado a leggermi qualcosa anch'io, anche se sarebbe meglio che cominciassi a tradurre
tutto questo che ho scritto in italiano, per la versione inglese, cosa che per
quel resta di questo pomeriggio di festa sicuramente non farò e rimanderò al prossimo
week-end :P Ho camminato ca. 12 ore per la capitale ieri e sinceramente non vedo
l'ora di tornare a dormire...
^ inizio ::: 24/05/2008
::: Ed ecco un altro nuovo pezzo in 'anteprima'
(se fa pe' dì, dato che lo sto già rifinendo una settimana, ma non ho avuto tempo
per aggiornare il situccio dallo scorso week-end :P) tratto da "Just
in case we'll never meet again" (oltre a quello live della tv
rumena che già abbiamo avuto modo di ascoltare e riascoltare da qualche mese a
questa parte - e che ancora non so se si tratta di "Skygazer" o "Ghost
of a tape listener", che praticamente erano quel paio di nuovi brani che
i Klimt1918 proposero dal vivo durante i loro ultimi concerti del 2007): il pezzo
in questione si intitola "Suspense
Music", ricorda quanto già fatto su brani tratti dal precedente "Dopoguerra",
come "Because of you, tonight" o, meglio ancora, "Sleepwalk in
Rome", ma è un pezzo molto 'forte' davvero. E dopo circa 5 mesi (...)
dal mio ultimo contatto con Paolo, ho ricevuto un suo sms nel quale mi chiede
il mio indirizzo per inviarmi una cassetta: io spero che sia quella del nuovo
album, ma sarei quasi più contenta se i ragazzi della band si facessero sentire
un po' più spesso... Intanto vado a risentirmi questo intensissimo nuovo pezzo
per l'ennesima volta ed anche un altro paio di nuovi pezzi che ho appena notato
sul loro leggermente rinnovato myspace,
"Skygazer" e "The Graduate" (pertanto presumo che il pezzo
della tv rumena sia "Ghost of a tape listener"; che poi presumevo male,
dato che avrei ascoltato l'intero nuovo disco di lì a pochi giorni, e si trattava
invece dell'opener "The breathtaking days (via lactea)" - ndMery)!
::: 18/05/2008 ::: Qualche
novità sul fronte live, dato che tra un paio di settimane, esattamente Sabato
31 Maggio, i Klimt1918 suoneranno alla 3° edizione del
Paljassaar
Rock Fest 2008, che si tiene annualmente a Tallinn, in Estonia, ogni mese
di Maggio da tre anni a questa parte e dove l'anno scorso suonarono anche i Novembre:
oltre ai Klimt1918 si esibiranno Turisas,
Singer Vinger,
Loits,
Negura
Bunget, The Nymph e Consciousness
Removal Project. Inoltre, Giovedi 5 Giugno, i nostri prenderanno
parte anche al Polirock Open Air Fest. di
Milano, assieme a Naughty
Whisper, Brandon Ashley
and the Silverbugs, Portrait
of tears, Undersmokingdoors
e Missenso,
che in questo caso sono tutte bands del nostro paese. Poi ho visto sul loro myspace
che è prevista un'altra data in Romania, a Cluj-Napoca, per Sabato 11 Ottobre,
ma intanto cerchiamo di goderci la bella stagione, sempre ammesso che arrivi...
Per concludere, segnalo l'intervista che i Klimt1918 dovrebbero tenere per
Radio Città Aperta
di Roma, fissata nel pomeriggio di Domenica 22 Giugno, più o meno in concomitanza
con l'uscita del nuovo album, nella speranza che qualcuno di voi riesca a registrarne
qualche passaggio e magari a metterlo in rete, grazie... nonché qualche bella
foto o qualche bel video delle date di Tallinn e Milano suddette :)
^ inizio ::: 23/03/2008
::: Quello che segue, è il testo di quanto
avrei dovuto già mettere in rete un mese e mezzo fa, nell'attesa che venissero
depositati i titoli dei nuovi pezzi, ma che fino ad oggi non mi era stato ancora
'permesso' di rendere noto a tutti voi che leggete il mio sito, che mi scrivete
o che becco sul msn, chiedendomi continuamente se ci sono buone nuove sul fronte
Klimt1918. Poi, dato che stanotte sul sito della Prophecy ho letto che la notizia
era diventata nel frattempo 'ufficiale', ho giustamente pensato che quindi fosse
arrivato anche il mio 'momento' pertanto, scrivo esattamente quanto già preparato
a suo tempo, affinché il mio lavoro non vada sprecato, nell'attesa che qualcuno
si faccia mai vivo a darmi il via.
:::
15/02/2008 ::: Finalmente (considerato che
avrei potuto darvi qualche dritta già durante Gennaio/Febbraio 2007 e quindi più
di un anno fa...) posso riverlarvi qualche particolare sull'attesissimo 3° disco
dei nostri cari Klimt1918! Il nuovo album dovrebbe intitolarsi "Just in
case we'll never meet again (Soundtrack for the cassette generation)",
uscirà nuovamente per la tedesca Prophecy
Productions e conterrà 11 brani, registrati non più presso gli Outer
Sound Studios di Giuseppe Orlando dei Novembre,
come avvenuto per i precedenti due dischi, bensì presso gli Acme Studios di Mauro
Munzi, ex-batterista dei Dahm e dei Web (quest'ultima, la band in cui ha
militato per alcuni anni il nuovo chitarrista Francesco),
mixato e masterizzato presso i Fascination
Street Studios svedesi. Quanto all'artwork, purtroppo non ho nessuna informazione
in merito, ma ecco i titoli dei pezzi che andranno a comporre il nuovo disco:
| "Just
in case we'll never meet again" | |
(Soundtrack for the cassette generation) |
| |
1. |
The
breathtaking days (via lactea) | | 2. |
Skygazer | | 3. |
Ghost of a tape listener | | 4. |
The graduate | | 5. |
Just an interlude in your life | | 6. |
In case we'll never meet again | | 7. |
Suspense Music |
| 8. |
Disco awayness | | 9. |
Atget | | 10. |
All summer long | | 11. |
True love is the oldest fear |
Un annetto fa, Marco mi disse che il nuovo materiale rappresentava un ideale crocevia
tra i vecchi Klimt1918 e bands come Slowdive,
Catherine Wheel, Radio
Dept., I love you
but I've chosen darkness, Interpol
ed Editors e che
quindi avrei dovuto immaginare una sorta di shoegaze-wave mooolto robusta. Nella
sua mail più recente, mi dice che i paragoni sentiti in giro con il debut "Undressed
Momento", non c'entrano niente (tra l'altro è stato proprio suo fratello
Paolo, incontrato a Roma un paio di mesi fa, a dirmi che alcuni avevano trovato
i nuovi pezzi simili a quanto contenuto sul 1° disco...), ma che sicuramente è
un disco molto più personale e forse più autobiografico - benché non tratta alcun
concept in particolare - prodotto dalla band finora. Decisamente un passo avanti,
e non solo per quanto riguarda la produzione. Dunque saranno svariati i riferimenti
musicali ai quali dovrebbe essere ispirato e qui voglio riportare direttamente
le parole di Marco: 'C'è un'impronta shoegaze, una indie, una rock, una più
post-rock. C'è un goccio di psichedelia, c'è tanto riverbero, tanto delay nelle
chitarre, c'è il drumming potente di Paolo, c'è melodia, molta nostalgia
ma anche felicità. E' un album Klimt1918, ma anche no. Non c'è doppia cassa, le
distorsioni di chitarra latitano. Abbiamo abolito l'italiano e le sette corde.
Ma "Just in case we'll never meet again" è forse l'album più potente
che abbiamo mai registrato. E' la quadratura del cerchio, la risposta alla domanda
cruciale che ci eravamo posti qualche mese fa: è possibile essere potenti e strazianti
senza essere 'metal'?'. La release date purtroppo non è ancora stata fissata.
D'altronde la produzione è terminata solo a fine Gennaio. Come la band, anch'io
spero che il nuovo disco sarà pubblicato entro l'estate e che seguirà presto qualche
data live per promuoverlo adeguatamente! E se davvero, come mi scrisse Marco un
anno fa, '... è chiaro per tutti che klimt1918-fever.net rappresenta l'unico,
vero ed attendibile sito riguardante la nostra band, molto più preciso e frequentato
di quello officiale', spero davvero di non dover aspettare un intero altro anno
o quasi prima di avere qualche buona nuova sulla band... Meno male che mi arrangio
benino anche da sola, eh?". Questo, quanto avevo
preparato. 1) Purtroppo non sono sicura su quanto scritto riguardo agli
studi di registrazione: ho chiesto maggiori informazioni, quindi spero di essere
più precisa quando riceverò risposta; 2) Quanto alla data di release, come
appreso dal sito dell'etichetta, è fissata per il mese di Giugno 2008, ed il nuovo
disco sarà realizzato in edizione limitata Digipack e Jewelcase, nonché in formato
cassetta; 3) Quanto all'artwork, per il momento possiamo godere della copertina,
sperando di far luce sulla coppia ritratta nella foto e altro ancora presto.
E' bene menzionare che sto attraversando un periodo parecchio 'down, down,
down underground' - Unleashed docet \m/ - da fine estate a questa parte, ed è
per questo che ho commentato piuttosto acidamente queste ultime novità.
^ inizio
::: 31/01/2008 ::: Un interessante
sondaggio
sul Forum Italiano degli Anathema,
'Fragile Dream'
(con apposite sezioni dedicate anche a Katatonia,
Porcupine Tree, Opeth
ed Ulver):
'Jonas 'Lord J'. Renkse†Katatonia contro Marco Soellner†Klimt1918 - chi preferite
tra i due vocalist?'. Benché questo thread non abbia avuto numerosi riscontri
finora, dato che hanno votato soltanto in 10 persone (Lord J. in vantaggio su
Marco con il 70% delle preferenze contro il 30%), i commenti che ho letto sulla
voce di Marco, nel bene e nel male, sono stati comunque simpatici: che è troppo
melenso, che dal vivo perde molto, che il suo inglese è un po' maccheronico e
che ogni tanto si dimentica le parole, che potrebbe cantare anche al mercato mentre
vende il pesce (questa è un po' pesa...), ma che in fondo non ha una voce così
pessima, che è uno dei cantanti preferiti in assoluto e che emoziona maggiormente
. Se non conoscete
il Forum in questione e vi piacciono le bands suddette (tra l'altro il Forum è
ottimo!), magari iscrivetevi e votate anche voi. Se fossi iscritta, chi voterei
secondo voi? Considerato il mio supporto da oltre dodici anni, naturalmente Lord
J. , ma dato che su questo
fansite 'so' de parte', il mio voto naturalmente va a Marco .
Ancora due righe sui
The Foreshadowing
e sul concerto del mese scorso tenutosi a Roma per la presentazione del debut
album "Days of
nothing". Magari nel frattempo li avrete anche già visti, ma dato che
io ho potuto farlo soltanto recentemente, ci tengo comunque a menzionare anche
qui i links a qualche video live tratto dal concerto suddetto, ovvero:
"Cold waste",
"Departure" e
"Eschaton". La qualità video è così così, ma l'audio è più che buono.
Nell'attesa che riescano presto a fare qualche altra data, anche dalle mie parti,
come mi accennava Alessandro. Inoltre sul loro
myspace dovrebbe esserci anche qualche foto live. Ci sentiamo presto
da queste parti per qualche buona nuova in casa Klimt1918!
::: 06/01/2008 ::: Buon
Annooo!!! 
Venerdi scorso 28 Dicembre sono andata a Roma per il concerto dei
Kardia (ciao carissimi e grazie ancora 10.000 per la cena, il concerto, la
compagnia e tutto!) al Traffic; prima di loro si sono esibiti i Muven
nei quali, come sicuramente molti di voi users di myspace già sapranno, milita
anche Paolo dei Klimt1918 che, tra l'altro, si è occupato anche della parte grafica
del debut album
"Kaleidocristo"
degli stessi Kardia, in uscita verso fine Febbraio. Considerato che i fratelli
Soellner non si fanno sentire da mesi, come già ribadito nelle News di Dicembre,
nonché di persona, c'era ben poco da chiacchierare e a voi posso soltanto dire
che ai Klimt1918 mancano ancora 3 nuovi brani da mixare e, se mi ricordo bene,
perché stavo un tot arrabbiata e con la testa altrove, che i suoni sono venuti
fuori un po' più in stile quelli del debut album "Undressed
Momento", anziché il successivo "Dopoguerra".
Staremo a sentire, ma 'suona' bene. Nel frattempo, Davide e l'ex-chitarrista
Alessandro, debutteranno dal vivo con i The
Foreshadowing, per la presentazione di "Days
of nothing", Venerdi prossimo 11 Gennaio al Jailbreak
di Roma, con un gruppo altrettanto interessante di supporto, ovvero i The
Sun of Weakness: sarebbe un bel modo per festeggiare il mio compleanno, ma
purtroppo le vacanze di Natale sono finite e per me è impossibile andare a Roma
di Venerdi :/
In bocca al lupo e buon divertimento!
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