Klimt 1918 "Undressed Momento"

::: Review taken from Nivis-regnum, July 2004 :::


 


Un album che sicuramente non è passato inosservato nel corso del 2003 è "Undressed Momento",  primo album ufficiale dei romani Klimt 1918, osannato all'unanimità dalla critica come uno dei migliori album italiani usciti durante l'anno.
Già il nome della band lascia intendere l'originalità di questo progetto; entrambi gli elementi che lo compongono rappresentano un distacco: Klimt, perché innovativo artista della Secessione, e 1918, perché definito da uno storico come anno di nascita del Novecento, e al contempo l'anno che vide il decesso del pittore viennese. Distacco che è fortemente presente nello stile dei Klimt 1918, e l'indiscussa originalità di questo cd ne è la prova.
Degno successore del promo "Secession Makes Post-Modern Music" uscito nel 2000, "Undressed Momento" ha attirato su di sé l'attenzione di differenti categorie di pubblico. Sonorità dark-wave tipicamente anni '80, The Cure e Depeche Mode per fare qualche nome, ed elementi gothic propri di Katatonia ed Opeth, creano una generale  atmosfera vellutata e dolce in cui lasciarsi cullare dalla musica. Su questo background sonoro si innestano la limpida voce del cantante Marco Soellner e testi romantici e poetici generando un prodotto caratterizzato da una surreale e sognante malinconia, che ben prende le distanze dai più cupi e depressivi temi che negli ultimi tempi hanno caratterizzato la scena gothic-metal.
Apre il disco la stupenda "Pale Song", dove spiccano da subito tutti gli elementi che caratterizzano il sound del gruppo. Chitarre che sanno essere delicate ed atmosferiche come aggressive e maestose, batteria estremamente fantasiosa ed energica ad opera del fratello di Marco, Paolo Soellner, e linee di basso curate ed eleganti. Emozioni sempre più forti in song meravigliose come "Parade of Adolescence", "We don't need no music" e la stupenda "That Girl". Chiude l'opera "Stalingrad Theme", canzone dalle sonorità più metal dove risaltano le morriconiane orchestrazioni di Massimiliano Pagliuso.
Eccellente la produzione di Giuseppe Orlando, tra l'altro batterista dei Novembre, che conferma la qualità dei lavori che escono dai suoi Outer Sound Studios dove è stato registrato l'album.
Un lavoro sicuramente notevole che ha attirato su di sé moltissimi sguardi sia sul territorio nazionale sia all'estero, che ci auguriamo sarà solo il primo episodio di un lungo percorso di miglioramento e maturazione.

(Creepy-Eyes & Blackash)