Klimt 1918 "Undressed Momento"

::: Recensione tratta da Noizeitalia :::


 

Avete presente quando ascoltate per sbaglio un pezzo e per un attimo sentite che vi manca l'aria  nella gola? Vi sentite la terra che scompare sotto i piedi? La vostra attenzione si rianima, mettete a  fuoco e vi chiedete sconcertati 'CHI SONO?'. Mi è successo proprio questo quando mi hanno fatto ascoltare "Undressed Momento", un album uscito ormai da un anno e mezzo ad opera di un gruppo tutto italiano, i Klimt 1918.
Non vorrei scadere nell'esagerazione ma sinceramente non sentivo un album così emotivamente bello dai tempi di "El Cielo" dei Dredg, non a caso voglio paragonarlo proprio a quest'ultimo, anche se i Klimt  suonano nient'altro che uno stupefacente rock emozionale, fatto di distorsioni pesanti, incursioni improvvise di doppia cassa e una quantità spropositata di delicatezza sonora da lasciare davvero senza fiato. Il bello è che non assomigliano a nessuno, non scadono mai in una dimensione commerciale talmente sono ricercate le melodie, talmente sono perfette e geniali le strutture dei pezzi. Non a caso, spesso e volentieri una voce, che definire magnifica è troppo poco, lascia spazio alla musica che si contorce e si dilata, riesce a infrangere qualsiasi tipo di esitazione mentale, quasi da riuscire a illuminare quelle zona d'ombra che non si raggiungono mai con il normale pensiero. Attraverso un'ora di musica dolce e pesante, malinconica e luminosa, eterea e potente, delicata e impetuosa, i Klimt mostrano di essere immensi.
La forza maggiore sta sicuramente nella bellezza della voce che canta sempre in inglese ma si concede qualche entrata in italiano, una voce che a me ricorda linee vocali anni '80: Depeche Mode,  i primi Cure, ecc. Ma come già detto è l'intimità e la delicatezza che 12 pezzi (?!? magari! Per l'esattezza sono 9, intro compreso; ndMery) capolavoro riescono a farti entrare nelle ossa, che ti fa render conto di stare ascoltando qualcosa di emozionalmente unico... 
Se a tutto questo ci aggiungiamo una produzione da gruppo affermato (che speriamo davvero faccia strada), con dei suoni particolari, professionali, un'attitudine da disco cult. Insomma, entrato di diritto fra i dischi più belli della mia vita, non posso far altro che consigliarvi, sinceramente, questo autentico capolavoro per la prima volta tutto partorito da menti italiane.

(RyRySong)

... leggi anche la recensione di "Dopoguerra" tratta da Noizeitalia qui!