Klimt 1918 "Undressed Momento"

::: Review taken from Psycho! no. 71, July/August 2003 :::



Another band we've seen growing, since the day they won a place among these pages as Psychodemo of the Month. That of Klimt is a journey which has started from the heart of metal, but that will lead 'em who knows where, on the long wave of a morbid inspiration, which draws at the best (really) of the dark-wave, as well as of Anathema and Paragon of Beauty. Very autumnal, rainy, almost 'british' in the mood, intellectual in their compositions. For those who love fragile and restless vibes.

Il metal impara a non essere metal

Mi spiace rubare le parole a Marco Soellner, chitarrista e cantante dei romani Klimt 1918, ma l'espressione che trovate nell'occhiello della recensione è forse la più appropriata per descrivere questo favoloso album di debutto. Nei nove pezzi che compongono "Undressed Momento" è continuo il gioco tra pop, rock e dark, insieme a tanti 'quid' che faranno apprezzare i Klimt 1918 anche a chi ascolta decisamente più pesante. Cosa c'è di 'metal' in "Undressed Momento"? Forse le chitarre distorte, forse la batteria triggerata... o forse nulla? Alla band tutto questo non interessa, dimostrando una grande scioltezza nel muoversi tra sensazioni musicali che rimandano ai primi Beatles, ai vecchi U2, al pop ottantiano e anche a tanta musica italiana. A tutto questo si aggiungono partiture più pesanti e aggressive, create con grande naturalezza e senza nessun timore di rompere barriere. Ai Klimt 1918 piace guardarsi come un gruppo di post-rock moderno, che cerca ispirazione nella musica del passato e del presente per poi sviluppare un discorso musicale fresco, personale ma soprattutto sincero e accattivante. Le melodie di chitarra scorrono tranquille a fianco delle linee vocali sempre pulite di Marco Soellner, tra le sensazioni mittleuropee di "Pale Song" o "Parade of Adolescence" e i ricordi tutti italiani di "We don't need no music" (unico riuscito pezzo con testi in italiano: varrà la pena di provarci in futuro). Più avanti nel disco le atmosfere si fanno più tese e sembrano descrivere diversi momenti di vita, diversi panorami e piazze di diverse città, brandelli di un viaggio interiorizzato e rimesso in musica. Un disco di momenti congelati, anche questo è "Undressed Momento", spogliato dai debiti verso Novembre e Katatonia che permeavano i Klimt 1918 in passato. Un album che mostra a mio parere una nuova, piccola rivelazione nella rock (e metal?) italiana.

(Giuliano D'Amico)