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''Undressed Momento" stupì sin da subito
proiettando il gruppo in questione fra le papabili next big thing del
metal alternativo italiano. All'incombere del secondo album, invece, chi
attendeva la conferma nei medesimi parametri stilistici rimase non poco
interdetto, ma comunque favorevolemente sorpreso: "Dopoguerra" si rivelava
leggermente meno duro del predecessore, più denso di riflessi rock wave ma
sempre molto intenso e dotato del solito forte appeal malinconico.
Ecco, "Just in case we'll never meet again" è tutto questo e ancora
molto altro. Ennesima evoluzione del sound dei capitolini Klimt1918, apre
sin dalle prime note ad uno spettro sonoro ancora più ampio, denso di
innumerevoli sfumature, chiaroscuri, riflessi.
In un viaggio nelle profondità di in una dimensione delicatamente
intimista, si succedono colori dolci e luminosi che tracciano parabole
sonore ispiratrici di un percorso a metà strada tra il sogno più incantato
e la malinconia dei ricordi.
La musicalità che l'album abbraccia spinge le proprie frontiere ben oltre
le vecchie produzioni arrivando a comprendere, in un discorso comunque
coeso e ammaliante, oltre alle tipiche sonorità wave e i vorticosi
fraseggi chitarristici (tipico marchio di fabbrica del loro sound), slanci
shoegaze-dream pop vicini ai My Bloody Valentine d'annata e spirali
armoniche che ricordano le lievi evoluzioni dei più recenti Editors.
Le composizioni, pur partendo dai tipici stilemi rock, lasciano spesso la
scena ad aperture armoniche eteree e oniriche, all'interno delle quali
giocano libere distorsioni, timbriche ed effetti che riempiono l'atmosfera
di sensazioni tenui e avvolgenti.
A dominare la scena incorre il tipico spirito romantico che bacia le loro
canzoni sin dagli esordi, donando ad un contesto già forte di un senso
melodico intenso, una forte sensazione di intimità, e al tempo stesso, una
espressività di grande potenziale immaginifico.
Basta davvero poco per lasciarsi andare a una musicalità che emoziona sin
dai primi ascolti, avvolge candidamente e colpisce delicatamente nel
profondo.
E' veramente raro trovare un metodo così
romantico di fare musica.
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