|
I romani
Klimt 1918 sono una realtà
alternative rock del nostro paese tra le più bistrattate,
destino che hanno per qualche tempo condiviso con i concittadini e
amici Novembre, anche se in
ambiti musicali diversi. Ed è molto curioso che siano stati, allo
stesso modo dei Novembre, proprio due fratelli, Marco e Paolo
Soellner, il primo chitarrista e cantante, il secondo batterista,
a fondare la band sul giro di secolo; senza contare che anche i
ruoli strumentali combaciano perfettamente a quelli degli Orlando,
dato che potrebbe giustificare, al di là di un influenza diretta
dei più navigati colleghi, le numerose affinità musicali tra i due
gruppi.
I Klimt 1918 sono difficili da
inquadrare a livello musicale. Sicuramente il fatto che tutti i
musicisti venissero da realtà metal estreme può essere stato
determinante nello sviluppo del loro stile, come altrettanto
fondamentale devono essere stati gli anni Ottanta e il periodo
dell'alternative e del
gothic-rock inglese, che hanno
lasciato semi nelle vene artistiche dei compositori di moltissime
band estreme, permettendo a molti di arrivare a risultati affini
tra loro e straordinariamente maturi, basti pensare solo agli
svedesi Katatonia.
Ad ogni modo tanti diversi ingredienti, che vanno dal metal
all'alternative, al post-rock,
senza dimenticare addirittura sprazzi di realtà decisamente più
frivole, come certe sfumate ballads ottantiane alla
"Last Christmas" degli
Wham!, entrano nella pentola
magica in cui è stato preparato "Undressed
Momento".
Basta la song di apertura "Pale
Song" per capire che, oltre qualunque dubbio, ci si trova
davanti ad un progetto musicale unico, che fa della personalità
uno dei suoi punti di forza: arpeggi di chitarra che ricordano i
Novembre più dolci e pacati, innestati su una batteria decisa
eppure dispersa, su cui si innesta la splendida voce di Marco,
pronta a prenderci per mano in un viaggio a parabola, che cresce
di intensità con l'inserimento della doppia cassa e delle chitarre
distorte.
E ancora spiccano capitoli come "We
don't need no music", che con le frequenti variazioni
sulla melodia principale stupisce ad ogni ascolto, fino alla
stupenda parte centrale, in cui la voce e la batteria regalano,
con una serie di stacchi, un'impressione di crescendo sentimentale
che si trasforma in una dichiarazione d'amore piena di poesia : 'For
you, no music no pain, oh love', e
"If only you could see me now",
che per le affinità con quello che i
Novembre avrebbero fatto di lì a qualche anno, ribalta le
influenze tra le due band, dimostrando che forse sono stati i più
navigati colleghi metallari a prendere ispirazione da Soellner e
compagni, e non viceversa.
Rimane solo da esaltare l'ottima produzione, che valorizza al
massimo le caratteristiche più personali dei
Klimt 1918, ad opera di
Giuseppe Orlando, l'uomo giusto al momento giusto, senza
aggiungere altro perché, come spesso accade con questo tipo di
gruppi vale la regola 'il solo modo di capire è ascoltare';
infatti difficilmente a parole si può descrivere quello che i
Klimt 1918 sono capaci di
fare.
Solo ascoltando
"Undressed
Momento" ci si può
far trasportare nelle atmosfere in continuo equilibrio tra
suggestioni rarefatte e sognanti, decadenti e malinconiche, grigie
e piene di colori allo stesso tempo, appoggiate su quel momento
indefinito che sta tra il sonno e la veglia in cui le emozioni non
hanno contorno, e tutto è coincidenza.
Il nome Klimt 1918 è un
riferimento al noto pittore simbolista austriaco e all'anno della
sua morte, il 1918 appunto. Secondo Marco Soellner, la musica
della band rispecchia bene il momento di crisi della
Belle epoque che ha portato al
primo conflitto mondiale, tematiche espresse anche nell'arte di
Gustav Klimt. |