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I Klimt1918 nascono dalle
ceneri degli Another Day, sfortunato combo romano che molti di voi ricorderanno senza dubbio, poiché
autori del brillante demo d'esordio "Youth (the castle of illusions)",
nastro che ottenne positivi riscontri su buona parte dei magazines musicali specializzati
dell'epoca. Correva l'anno 1996 e la band proponeva un discreto death-doom di
scuola prettamente inglese, con forti rimandi a gruppi come My Dying Bride e
primi Anathema.
Nel 1997 gli Another Day
firmano per la label 'Gardens of Grief Rec.' e si preparano a
realizzare il loro mini-Cd di debutto, "Fireworks Outside (Black
butterflies over the petals of the sun)" che, a causa di svariati problemi con la fantomatica etichetta
in questione,
purtroppo non vedrà mai la luce.
L'anno successivo,
dopo aver apportato qualche piccolo cambio alla line-up della band (su
tutti l'ingresso alla batteria del talentuoso Paolo Soellner, fratello del
former-guitarist Marco), gli Another
Day registrano un nuovo promo dal titolo "Be nothing but a bit of cold" ma nell'Ottobre del 1999, dopo un'agonia durata
alcuni mesi, il gruppo si scioglie.
I motivi della separazione sono diversi. Primo fra tutti il conflitto venutosi a
creare sul cammino stilistico da intraprendere. Adriano Neri, il bassista, non vede di buon
occhio l’ammorbidimento progressivo delle nuove composizioni: è il membro del
gruppo rimasto più legato alla proposta artistica della prima ora, ovvero death metal
complesso e tecnico, composizioni
lunghissime, voce growl. L'idea di musica per Marco invece non potrebbe essere
più lontana da quanto proposto nel demo d'esordio. Oltre a
Katatonia,
Opeth, October Tide,
Anathema e Beyond Dawn, tutti gruppi che gravitano intorno
all’universo metal, già da qualche tempo ha cominciato ad ascoltare materiale
diverso, assolutamente distante dalle sonorità dure del passato. Scopre i
Beatles, canzoni immortali come 'While my guitar gently weeps', 'Something', 'Lucy
in the Sky with Diamond', 'Eleonor Rigby', che gli fanno capire come sia
possibile esprimere tanto scrivendo una canzone che contiene poche strofe, pochi
riffs ed un ritornello centrale. Rimane colpito da
quell'approccio antico, sempre efficiente ed
espressionista di fare musica e in fondo pensa che, salvo qualche raro
esempio (Katatonia e alcune canzoni degli Anathema), i gruppi che ascolta fanno a meno
della forma canzone, concentrandosi sulla costruzione di riffs complessi,
meravigliosamente armonici, ma tutto sommato poco comunicativi. Pertanto il suo primo obiettivo,
una volta finita l’avventura Another Day
è quello di creare un nuovo progetto musicale in grado di sommare le
suggestioni musicali dell’avantgarde, doom metal scandinavo ed inglese con
l'immediatezza del pop.
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