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Un altro gruppo fondamentale per la crescita musicale e compositiva di Marco sono i
Cure di Robert Smith. Nel Dicembre del 1999, esattamente dieci anni dopo la
sua uscita ufficiale, compra "Disintegration", un album immenso per lui
che gli ha fatto probabilmente scoprire uno dei gruppi più grandi degli
ultimi vent'anni. Già dal 1998 aveva comprato ed assimilato molti Cds
di altre gloriose bands del passato come Bauhaus ( 'She's in Parties', 'Dark
Entries', la cover di 'Ziggy Stardust' sono veri e propri capolavori), Joy Division,
Tears For Fears (quelli di "Songs from the Big Chair"), Siouxie and
the Banshees, Talk Talk ('Such a Shame', 'It's my life'), Duran Duran, The Smiths
e New Order,
ma comunque niente di paragonabile al gruppo di Robert Smith. Le melodie
dei Cure e la poetica struggente dei loro testi lo conquistano fin da subito.
Così, lasciato da parte il death metal, si perde in 'Apart', 'Plainsong', 'Doing
the unstuck', 'Charlotte sometimes', 'The kiss', The drowning man', 'Just like
heaven', tutte canzoni che diventano i
suoi ascolti obbligati. La cosa che più apprezza dei Cure è la capacità che
hanno i loro brani di fondere malinconia e gioia di vivere, qualcosa di
assolutamente distante dalle celebrazioni inquiete e ridondanti di gran parte
delle bands gothic metal (vedi i testi scoraggiati dei Katatonia o quelli
irrimediabilmente zuccherosi di
H.I.M. e compagnia bella;
opinione da me assolutamente non condivisa-ndMery). Allora pensa che se
voleva creare un gruppo, doveva riuscire per lo meno ad
eguagliare i Cure in questo.
Nel Novembre del 1999, il cantante/chitarrista degli Another Day, Fabio,
parte per gli Stati Uniti e nel frattempo anche il bassista Adriano non è più della partita. I Novembre, dopo l'abbandono
di Alessandro Niola, lo storico bassista che ha suonato sull'album
"Classica", hanno urgente bisogno di un turnista ed Adriano sembra
essere la persona giusta per loro, tanto che poche settimane più tardi i
Novembre partono con lui per il tour europeo.
Rimangono così Marco e suo fratello Paolo. Marco racconta che per un po' di tempo
ci sono unicamente loro due a provare nella saletta, che è terribilmente vuota,
e l'atmosfera non è molto incoraggiante. Più di una volta pensa che,
nonostante l'idea di arrangiare nuove canzoni sia esaltante, il passo che li
separa dalla fine definitiva è assai breve.
I due invece non si lasciano perdere d'animo e contattano Francesco Tumbarello, un
amico del bassista Adriano, nonché vecchia conoscenza degli stessi Another Day
e validissimo chitarrista, e così decidono di fare qualche prova insieme. Le
prime canzoni che arrangiano sono
'Schmerzwerk 1976' e
'Fever', due brani che
avevano già cominciato a preparare con la precedente formazione. Aggiungono
qualche armonizzazione di chitarra e Marco scrive delle nuove melodie vocali. I
nostri si trovano subito bene e decidono di continuare.
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