Klimt 1918

::: Interview taken from The Dark Side  ::: 



Immagino che il vostro nome derivi dal famoso pittore austriaco... riguardo la data? E' inteso come l'anno di morte o cos'altro, visto che si tratta di un periodo storico molto ricco ?
Marco: Nel 1918 si conclude la prima guerra mondiale, le città di mezza Europa sono falcidiate dalla febbre gialla. L'Ottocento, secondo molti, ha chiuso i battenti quell'anno. Ed è una coincidenza significativa che Klimt, uno degli artisti più rappresentativi della Secessione viennese, l'avanguardia che più di tutte ha rappresentato la fine del classicismo e l'inizio dell' espressionismo, sia morto nel 1918, capodanno del Novecento. Klimt 1918 significa dunque musica novecentesca, melodie del dopoguerra, tradizione postmoderna, sincera nostalgia per le cose appena finite e trepidante attesa per quelle che devono ancora arrivare.

E' importante per voi la tradizione, intesa come evento culturale di usi e costumi... moralità... ?
Alessandro: Sì. E' la base di partenza per la nostra cultura contemporanea anche se chi ci rimane troppo legato rischia di vivere male il presente.
Marco: La tradizione è alla base del collage postmoderno, rappresenta la base di partenza culturale su cui intervenire, modificare, ricostruire. Al contrario, la sua sterile contemplazione significa museizzazione, quindi morte dell’arte.

Com'è il vostro rapporto con la morte, con le religioni e la politica?
Marco:
La morte è un argomento troppo grande per essere argomentato nello spazio di un'intervista. Comunque essendo di formazione gnostico materialista, la considero come la considerava Leopardi: qualcosa di talmente immenso da risultare, come l’idea di Dio, assolutamente imprescindibile per le marcescibili menti umane. Da questa considerazione consegue il mio totale disinteresse nei confronti delle religioni istituite.
Con la politica invece ho un rapporto molto forte in quanto essa sublima il nostro ruolo di animali sociali. Volenti o nolenti saremo sempre coinvolti, partecipi, complici e quindi responsabili di ciò che ci succede attorno. Sta a noi decidere da che parte stare: lasciarsi scivolare addosso la vita oppure partecipare in modo attivo al suo farsi. Io propendo inevitabilmente per la seconda e la nostra musica ne è una testimonianza.

Tornando dietro le quinte delle note... chi si occupa della stesura dei testi ?
Alessandro:
Marco, il nostro cantante/chitarrista.

Come definireste la vostra musica? Influenze?
Alessandro:
Ci piace definirla post-modern music! In essa confluiscono tantissime influenze musicali sia passate che a noi contemporanee... potrei citarti qualche nome: una delle influenze principali dei Klimt 1918 è la new wave inglese: Cure, Tears for Fears, Japan, Police, primi U2, Talk Talk, Smiths, Alphaville, Depeche Mode sono tutti gruppi che hanno un posto fondamentale nei nostri ascolti. Ma naturalmente oltre a questo ci piace ascoltare anche Sakamoto, Sylvian, Calla, Swans, Neurosis, Katatonia, Sigur Ros, Radiohead, Opeth, Coldplay, Novembre, Standard, Anathema, molto post- rock come Godspeed You! Black Emperor, A Silver Mt Zion, Porcelain, musica italiana (Dalida, Gino Paoli, Luigi Tenco), tanta EBM melodica (Pulcher Femina, VNV Nation, XP8, Apoptygma Berzerk) e per finire del buon vecchio death/black metal (Edge of Sanity, Dismember, Emperor, Necrophobic, Satyricon, Entombed, Dissection, Unanimated, At The Gates, Amorphis) che rappresenta pur sempre le nostre origini.

State già lavorando a nuovi brani ?
Alessandro: Sì. Le canzoni per il prossimo disco sono già pronte anche se di pezzi arrangiati e finiti ce ne sono per ora 3; il nuovo materiale è molto particolare secondo me... Immagina gli U2 di "October" suonati con chitarre a sette corde e batteria doppia cassa. La lezione wave del passato rivisitata attraverso lo stile odierno...

Siete molto amici dei Novembre: come nasce questa stima reciproca? Credete che questa amicizia vi abbia aiutato nel farvi conoscere dai più?
Marco: I Novembre suonano buona musica, per questo ci sembra naturale rispettarli. Sono un gruppo professionale che ha saputo raggiungere dei risultati molto importanti per mezzo delle perseveranza. Sono un esempio da seguire e questo ha ovviamente molto influito sui nostri rapporti . Essere in loro compagnia significa imparare qualcosa di utile.
Non penso che la nostra amicizia con i Novembre ci abbia aiutato. Semmai, quello che ha fatto la differenza è lo splendido lavoro di produzione che due di loro (Giuseppe e Massimiliano) hanno portato a termine su "Undressed Momento".

Avevate preparato del materiale mai pubblicato (mini cd mi pare), cosa ci dite a riguardo?
Marco: Prima che cominciasse l'avventura Klimt 1918 io mio fratello Paolo suonavamo negli Another Day, un gruppo death prog che negli anni '90 ha prodotto due demo e un mini cd purtroppo mai dato alle stampe. La Garden of Grief, la casa discografica che doveva distribuirlo, è fallita prima dell'uscita del nostro debutto. Senza contratto, gli Another Day si sono sciolti nel 1999.

Il vostro sito è fermo da un po'... che rapporto avete con il web? E cosa pensate dell'avvento degli Mp3?
Marco: E' vero, il nostro sito stenta a decollare. Colpa del tempo e dei mille impegni che affliggono il nostro webmaster. Speriamo di rimediare al più presto completando quello che c'è da ultimare. Riguardo gli Mp3 il discorso si fa parecchio complesso. Da una parte sono contento, perché il formato M-peg layer 3 facilita la divulgazione di materiale sonoro e permette ai fruitori di musica di personalizzare i loro ascolti; dall'altra nutro grosse perplessità sui programmi peer to peer che rappresentano una vera Waterloo per i gruppi underground come il nostro.

Per un concerto quale sarebbe la band nazionale o internazionale con cui vorreste suonare e perché?
Marco: Te ne dirò due: i Cure, perché rappresentano la storia della new wave, il gruppo adolescenziale per definizione, la band che ci ha dato l'impulso a suonare musica semplice, armonica e tremendamente nostalgica; I Dredg, perché il loro ultimo disco "El Cielo", è la cosa più dolce, progressiva e profonda che mi sia capitato di ascoltare quest'anno.
Alessandro:
Coldplay!! Li adoro.

Ringraziandovi, le ultime parole sono a vostro discapito...
Marco: Grazie di cuore per l'intervista. Non smettete di visitare il nostro sito. Vedrete che prima o poi verrà ultimato.