Klimt 1918 "Dopoguerra"

::: Recensione tratta da Zeromagazine, 04/08/2005 :::
Genere: Dark Rock

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Aspettavo al varco il ritorno dei fratelli Soellner.
Dopo un album complesso e tormentato come "Undressed Momento", abbiamo la conferma di un talento indiscusso.
"Dopoguerra" non è altro che la celebrazione in musica di una passione che fa del rock e di un'evoluzione armonica ammaliante, un punto di non ritorno, il climax emozionale che nessuno si aspettava.
Dieci frammenti di una poesia che affonda le sue radici nel fascino della storia narrata dai monumenti ammirati al crepuscolo della città eterna; le tessiture sonore creano vorticosi panorami dove ad una grinta compositiva fa da contraltare una spiccata propensione alla melodia pura, ai crescendo che lasciano senza fiato, ad immagini sbiadite, screziate da chitarre scintillanti e da una voce malinconica e suadente. Un album meno denso del precedente, più snello e d'impatto, in cui è doveroso notare un certo lavoro teso a sciogliere e levigare qualsiasi sbavatura, qualsiasi imperfezione formale.
Volendo tornare coi piedi per terra, è lecito fare paragoni con la recente evoluzione musicale degli ultimi Anathema.
Poche parole per descriverlo.
Dovrete ascoltarlo, immaginare, viaggiare e poi ascoltarlo di nuovo, finché non sarà divenuto parte di voi.

(Andrea Valeri - Voto: 8.5/10)